Sabato 26 Maggio 2012
   
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TARSU: STUDIO DEI COSTI E DELLE RISORSE RELATIVE

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I dati di partenza: il costo del servizio di raccolta e smaltimento nel 2010 è stato di circa € 6.503.000, il  gettito TARSU nello stesso anno di circa €  3.970.000, e pertanto  il  coefficiente di copertura del servizio è stato del 61% (3970000/ 6503000 x 100). Ciò ha significato che la fiscalità generale, e cioè sostanzialmente l’ICI ed  i trasferimenti dallo Stato,  hanno  coperto sino al 2010 il 39% del costo del Servizio.

La legge: La legge TARSU dispone che il coefficiente di copertura del servizio debba essere non inferiore al 50% e non superiore al 100%; la legge che ha trasformato / sta trasformando la TARSU in TIA (TARIFFA IGIENE  AMBIENTALE) impone che il gettito di tale tariffa copra il Servizio al 100%. Tuttavia,  ad oggi,  la introduzione e la obbligatorietà della TIA non sono allo stato chiare e scontate, nel senso che le disposizioni legislative di proroga intervenute nel tempo dalla emanazione della legge lasciano spazio ad interpretazioni e differimenti ulteriori, cosicchè quanto emerge dal Progetto del Comune di Monopoli e dal relativo bando è un sistema misto TARSU / TIA.

Il progetto degli Amministratori di Centro-Destra

Nella elaborazione del progetto l’Amministrazione Romani ha fatto i suoi conti e ha redatto conformemente il bando:  avendo una spesa di circa € 8.000.000,00,  più un incremento nei  successivi 9 anni (che allo stato e  con i valori della inflazione e della crescita dei prezzi può essere valutato ragionevolmente tra il 2,5% e il 3,5% annuo: noi abbiamo fatto la simulazione con il 3%) occorre avere un gettito dai cittadini  non inferiore all’80 / 85 % del costo del servizio, e dunque circa 7.000.000.

Ecco che in questo 2011 partono cartelle per oltre € 7.097.000 con un aumento globale intorno al 60% sul monte introiti dell’anno precedente,   il quale poi viene esploso in tanti aumenti singoli per i cittadini e su ogni cartella.

Gli aumenti  non vengono modulati in maniera lineare, cosicchè  risultano   aumenti modesti (o addirittura diminuzioni)  per alcune attività come studi professionali, uffici, banche, ecc,  aumenti medi dell’60 – 70% per le abitazioni della generalità dei cittadini e aumenti enormi (200 - 300%) per i box, le piccole case di campagna  ecc.: il tutto  con criteri non ragionati,  talvolta  casuali e risibili,  assolutamente non condivisibili .

La situazione attuale

Succede poi che la città insorge e l’Amministrazione, in grande difficoltà, deve riconoscere abbattimenti di costo per i cittadini;  trova nelle pieghe del bilancio prima € 600.000 (oppure addirittura € 683.000,00 dalle ultime notizie)   sottraendoli alla spesa sociale, alla spesa per la cultura, a spese per altri servizi  ecc…. e poi, siccome non basta, si inventa altri € 700.000 per due anni e poi € 400.000  al terzo anno (sempre da notizie ufficiose)  che va a prendere dalla “vendita” di un bene immobile comunale, peraltro ancora non realizzato.

Spieghiamo: nella mozione appena presentata dai Capogruppo della Maggioranza di Centro Destra si dice che potranno essere rinvenuti altri contributi per l’abbattimento del costo a carico dei cittadini, anche attraverso gli oneri di urbanizzazione.

Poiché da svariati anni gli oneri di urbanizzazione sono modesti  (non si costruisce più)  e poichè  per quest’anno non si possono neppure inventare “sulla carta” oneri di urbanizzazione visto che il PUG è fermo, l’unico gettito importante in arrivo è la Palazzina SICIE, cioè un immobile che i costruttori di quell’area  si sono impegnati di cedere al Comune gratuitamente in forza della convenzione stipulata al momento del rilascio del permesso di costruire; l’immobile da adibirsi ad uffici comunali , che doveva essere situato nel compendio SICIE (tra via Fiume e il mare)  è stato prima spostato alle spalle degli Uffici di P.M. oltre viale Aldo Moro , e avrebbe un valore di circa 1.9000.000 euro; l’Amministrazione considera tale immobile alla stregua di “oneri di urbanizzazione” e lo destina (in tutto o in parte)   all’ abbattimento del costo del servizio tarsu, da spendere in due anni / tre anni .

Quindi, e rinviando alla fine tutte le valutazioni su questa  operazione di spregiudicata finanza creativa, l’amministrazione intende abbattere per ciascuno degli anni  2011 e  2012 il costo del servizio a carico dei cittadini di 1.383.000 euro, di cui 683.000 provenienti dal “sacrificio”  di altri servizi, e € 700.000 dalla vendita di un immobile comunale che ancora non c’è, e che – se l’operazione va in porto - non ci sarà mai.

Proviamo a seguire questo ragionamento ed elaboriamo la tabella allegata che dimostra che:

-          nei primi due anni il costo del servizio viene abbattuto di € 1.383.000  con poste certe e già trovate;

-          il terzo anno tali poste dovranno essere rinvenute  da qualche parte, a meno che non si voglia dire che le riduzioni sono  importanti solo per il 2011 e per il 2012 perchè  nel  2013 i cittadini voteranno ad aprile mentre la TARSU si paga poi  a giugno e quindi è importante tenere botta solo fino alle votazioni.

-          abbiamo elaborato due distinte ipotesi:

  1. Applicazioni di deduzioni e contributi  da fiscalità generale,  oneri urbanizzazione ecc, e  tariffa per i cittadini ferma per tutta la durata del contratto. Con questa ipotesi già in sei/sette anni di applicazione del rapporto che si instaurerebbe con l’attuale bando di gara della Amministrazione, torneremmo al punto di partenza,  e cioè ad una copertura del servizio non superiore al 62-64% %, tal quale quella di oggi.
  2. Applicazioni di deduzioni e contributi  da fiscalità generale oneri ecc. solo per due / tre anni e  tariffa crescente per i cittadini in relazione alla sospensione della integrazione comunale. Con questa ipotesi il coefficiente di copertura del servizio scende meno, anche se alla fine del rapporto staremo comunque più o meno vicini alla situazione attuale e cioè tra il 62% e il 64%, ma il gettito dai cittadini negli anni sarà  crescente: cioè le tariffe odierne verranno ulteriormente aumentate.

Quindi: non solo si vessano i cittadini, non solo si vendono i gioielli di famiglia (anche quelli che ancora non si hanno, come la palazzina SICIE), ma non si arriva neppure a destinazione perché il costo del servizio torna in breve ad essere coperto  per una percentuale non sufficiente,  e pari a quella antecedente il nuovo servizio .

-          Una ultima annotazione: non si può alienare un bene immobile ( la palazzina SICIE ) , se non per un altro investimento (così è stato per  il Carcere, i cui introiti dovrebbero servire a finanziare  il Palazzetto dello Sport, ma non per l’”area Pagano”  destinata a finanziare le opere al Radar, qualche opera pubblica non ancora definita, ma in sostanza per consentire il rispetto del “patto di stabilità”) perché sarebbe come se una famiglia vendesse un proprio  immobile per pagarsi un viaggio, o una festa o addirittura i debiti di gioco che, per di più,  continua a fare !!!.

-          E poi: ammesso e non concesso di poter monetizzare la palazzina SICIE e che tale monetizzazione  possa inquadrarsi giuridicamente tra oneri di urbanizzazione, questi servono a dotare la città  di  standard urbanistici (acqua, fogna, luce, gas, linee telefoniche, linee adsl, punti wi fi ecc.), di parcheggi, di marciapiedi, di verde, di scuole, di parchi attrezzati, di piste ciclabili ecc. , non a pagare servizi correnti !!!

LA CONCLUSIONE e LA PROPOSTA: un nuovo bando

Il progetto della Amministrazione  è carente ed errato nella filosofia  ed è economicamente insostenibile per la  comunità. Il costo del servizio e della gestione del rifiuto deve abbattersi negli anni a venire e non può rimanere costante o addirittura crescere; per far ciò bisogna spingere ed incentivare fortissimamente la popolazione a differenziare in modo che, entro due anni, non più del 20% del rifiuto vada in discarica come  indifferenziato, mentre l’80% non dovrà  avere costi di smaltimento (ed anzi se possibile dovrà avere  corrispettivi per  carta, plastica, compost, che hanno un mercato se sono “puliti”,  e  cioè correttamente differenziati), ma solo costi di raccolta che i cittadini – con comportamenti virtuosi (da spiegare, incentivare, tracciare, controllare  e, se non posti in essere, eventualmente anche sanzionare) – devono imparare rapidamente a porre in essere.

La tabella allegata (e visibile anche sul sito www.pdmonopoli.it) mostra con i numeri il ritardo della Amministrazione Romani nella comprensione del problema “rifiuti”  ed il  fallimento “annunciato” del suo progetto di gestione e del bando in corso.

Le deduzioni e gli altri abbattimento del costo a carico dei cittadini che tardivamente la Amministrazione Romani sta tentando di varare dopo “ l’insurrezione popolare” dimostra soltanto la approssimazione di un  progetto che fa acqua da tutte le parti, e la caduta verticale di credibilità di Sindaco e Amministratori che  pongono in essere una operazione ancora più fallimentare sotto il profilo dei conti della città,  di mero ed effimero ricupero del consenso popolare.

Non vi è altra soluzione che quella di annullare il bando di gara e riaprire la discussione tecnica attorno alle nuove modalità del servizio, con l’idea della differenziata spinta e da farsi a “tappe forzate”.

Questa è l’unica soluzione  che, anche  se  non riporterà le tasse ai livelli precedenti, potrà calmierarle e rendere chiaro ai cittadini dove e come vengono spesi i loro soldi; qualsiasi altra soluzione  rappresenta la “cura palliativa”  che precede un salasso che durerà nove anni.

Certo: seguire questa nuova strada sarebbe per l’Amministrazione l’ammissione del proprio errore ma, anche, una fondamentale scelta di coraggio politico: dimostrare di avere a cuore i propri cittadini.

PARTITI DI OPPOSIZIONE  - Ufficio Studi TARSU

Commenti 

 
#2 CENTRO STUDI 2011-07-26 22:20
...MENO SOLITE FACCE NEL PD, PIU' VERA OPPOSIZIONE.
UNO STUDIO APPROFONDITO DELLA CITTADINANZA.
ROMANI : BASTA CON I SALASSI!
Segnala all'amministratore
 
 
#1 dodo 2011-07-20 22:34
Sindaco,per grazia del Signore,almeno una volta dia retta all'opposizione.Rifaccia il bando e per riconoscenza io e l'opposizione la prossima volta la voteranno a SINDACO.
Segnala all'amministratore
 

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