I dati di partenza: il costo del servizio di raccolta e smaltimento nel 2010 è stato di circa € 6.503.000, il gettito TARSU nello stesso anno di circa € 3.970.000, e pertanto il coefficiente di copertura del servizio è stato del 61% (3970000/ 6503000 x 100). Ciò ha significato che la fiscalità generale, e cioè sostanzialmente l’ICI ed i trasferimenti dallo Stato, hanno coperto sino al 2010 il 39% del costo del Servizio.
La legge: La legge TARSU dispone che il coefficiente di copertura del servizio debba essere non inferiore al 50% e non superiore al 100%; la legge che ha trasformato / sta trasformando la TARSU in TIA (TARIFFA IGIENE AMBIENTALE) impone che il gettito di tale tariffa copra il Servizio al 100%. Tuttavia, ad oggi, la introduzione e la obbligatorietà della TIA non sono allo stato chiare e scontate, nel senso che le disposizioni legislative di proroga intervenute nel tempo dalla emanazione della legge lasciano spazio ad interpretazioni e differimenti ulteriori, cosicchè quanto emerge dal Progetto del Comune di Monopoli e dal relativo bando è un sistema misto TARSU / TIA.
Il progetto degli Amministratori di Centro-Destra
Nella elaborazione del progetto l’Amministrazione Romani ha fatto i suoi conti e ha redatto conformemente il bando: avendo una spesa di circa € 8.000.000,00, più un incremento nei successivi 9 anni (che allo stato e con i valori della inflazione e della crescita dei prezzi può essere valutato ragionevolmente tra il 2,5% e il 3,5% annuo: noi abbiamo fatto la simulazione con il 3%) occorre avere un gettito dai cittadini non inferiore all’80 / 85 % del costo del servizio, e dunque circa 7.000.000.
Ecco che in questo 2011 partono cartelle per oltre € 7.097.000 con un aumento globale intorno al 60% sul monte introiti dell’anno precedente, il quale poi viene esploso in tanti aumenti singoli per i cittadini e su ogni cartella.
Gli aumenti non vengono modulati in maniera lineare, cosicchè risultano aumenti modesti (o addirittura diminuzioni) per alcune attività come studi professionali, uffici, banche, ecc, aumenti medi dell’60 – 70% per le abitazioni della generalità dei cittadini e aumenti enormi (200 - 300%) per i box, le piccole case di campagna ecc.: il tutto con criteri non ragionati, talvolta casuali e risibili, assolutamente non condivisibili .
La situazione attuale
Succede poi che la città insorge e l’Amministrazione, in grande difficoltà, deve riconoscere abbattimenti di costo per i cittadini; trova nelle pieghe del bilancio prima € 600.000 (oppure addirittura € 683.000,00 dalle ultime notizie) sottraendoli alla spesa sociale, alla spesa per la cultura, a spese per altri servizi ecc…. e poi, siccome non basta, si inventa altri € 700.000 per due anni e poi € 400.000 al terzo anno (sempre da notizie ufficiose) che va a prendere dalla “vendita” di un bene immobile comunale, peraltro ancora non realizzato.
Spieghiamo: nella mozione appena presentata dai Capogruppo della Maggioranza di Centro Destra si dice che potranno essere rinvenuti altri contributi per l’abbattimento del costo a carico dei cittadini, anche attraverso gli oneri di urbanizzazione.
Poiché da svariati anni gli oneri di urbanizzazione sono modesti (non si costruisce più) e poichè per quest’anno non si possono neppure inventare “sulla carta” oneri di urbanizzazione visto che il PUG è fermo, l’unico gettito importante in arrivo è la Palazzina SICIE, cioè un immobile che i costruttori di quell’area si sono impegnati di cedere al Comune gratuitamente in forza della convenzione stipulata al momento del rilascio del permesso di costruire; l’immobile da adibirsi ad uffici comunali , che doveva essere situato nel compendio SICIE (tra via Fiume e il mare) è stato prima spostato alle spalle degli Uffici di P.M. oltre viale Aldo Moro , e avrebbe un valore di circa 1.9000.000 euro; l’Amministrazione considera tale immobile alla stregua di “oneri di urbanizzazione” e lo destina (in tutto o in parte) all’ abbattimento del costo del servizio tarsu, da spendere in due anni / tre anni .
Quindi, e rinviando alla fine tutte le valutazioni su questa operazione di spregiudicata finanza creativa, l’amministrazione intende abbattere per ciascuno degli anni 2011 e 2012 il costo del servizio a carico dei cittadini di 1.383.000 euro, di cui 683.000 provenienti dal “sacrificio” di altri servizi, e € 700.000 dalla vendita di un immobile comunale che ancora non c’è, e che – se l’operazione va in porto - non ci sarà mai.
Proviamo a seguire questo ragionamento ed elaboriamo la tabella allegata che dimostra che:
- nei primi due anni il costo del servizio viene abbattuto di € 1.383.000 con poste certe e già trovate;
- il terzo anno tali poste dovranno essere rinvenute da qualche parte, a meno che non si voglia dire che le riduzioni sono importanti solo per il 2011 e per il 2012 perchè nel 2013 i cittadini voteranno ad aprile mentre la TARSU si paga poi a giugno e quindi è importante tenere botta solo fino alle votazioni.
- abbiamo elaborato due distinte ipotesi:
- Applicazioni di deduzioni e contributi da fiscalità generale, oneri urbanizzazione ecc, e tariffa per i cittadini ferma per tutta la durata del contratto. Con questa ipotesi già in sei/sette anni di applicazione del rapporto che si instaurerebbe con l’attuale bando di gara della Amministrazione, torneremmo al punto di partenza, e cioè ad una copertura del servizio non superiore al 62-64% %, tal quale quella di oggi.
- Applicazioni di deduzioni e contributi da fiscalità generale oneri ecc. solo per due / tre anni e tariffa crescente per i cittadini in relazione alla sospensione della integrazione comunale. Con questa ipotesi il coefficiente di copertura del servizio scende meno, anche se alla fine del rapporto staremo comunque più o meno vicini alla situazione attuale e cioè tra il 62% e il 64%, ma il gettito dai cittadini negli anni sarà crescente: cioè le tariffe odierne verranno ulteriormente aumentate.
Quindi: non solo si vessano i cittadini, non solo si vendono i gioielli di famiglia (anche quelli che ancora non si hanno, come la palazzina SICIE), ma non si arriva neppure a destinazione perché il costo del servizio torna in breve ad essere coperto per una percentuale non sufficiente, e pari a quella antecedente il nuovo servizio .
- Una ultima annotazione: non si può alienare un bene immobile ( la palazzina SICIE ) , se non per un altro investimento (così è stato per il Carcere, i cui introiti dovrebbero servire a finanziare il Palazzetto dello Sport, ma non per l’”area Pagano” destinata a finanziare le opere al Radar, qualche opera pubblica non ancora definita, ma in sostanza per consentire il rispetto del “patto di stabilità”) perché sarebbe come se una famiglia vendesse un proprio immobile per pagarsi un viaggio, o una festa o addirittura i debiti di gioco che, per di più, continua a fare !!!.
- E poi: ammesso e non concesso di poter monetizzare la palazzina SICIE e che tale monetizzazione possa inquadrarsi giuridicamente tra oneri di urbanizzazione, questi servono a dotare la città di standard urbanistici (acqua, fogna, luce, gas, linee telefoniche, linee adsl, punti wi fi ecc.), di parcheggi, di marciapiedi, di verde, di scuole, di parchi attrezzati, di piste ciclabili ecc. , non a pagare servizi correnti !!!
LA CONCLUSIONE e LA PROPOSTA: un nuovo bando
Il progetto della Amministrazione è carente ed errato nella filosofia ed è economicamente insostenibile per la comunità. Il costo del servizio e della gestione del rifiuto deve abbattersi negli anni a venire e non può rimanere costante o addirittura crescere; per far ciò bisogna spingere ed incentivare fortissimamente la popolazione a differenziare in modo che, entro due anni, non più del 20% del rifiuto vada in discarica come indifferenziato, mentre l’80% non dovrà avere costi di smaltimento (ed anzi se possibile dovrà avere corrispettivi per carta, plastica, compost, che hanno un mercato se sono “puliti”, e cioè correttamente differenziati), ma solo costi di raccolta che i cittadini – con comportamenti virtuosi (da spiegare, incentivare, tracciare, controllare e, se non posti in essere, eventualmente anche sanzionare) – devono imparare rapidamente a porre in essere.
La tabella allegata (e visibile anche sul sito www.pdmonopoli.it) mostra con i numeri il ritardo della Amministrazione Romani nella comprensione del problema “rifiuti” ed il fallimento “annunciato” del suo progetto di gestione e del bando in corso.
Le deduzioni e gli altri abbattimento del costo a carico dei cittadini che tardivamente la Amministrazione Romani sta tentando di varare dopo “ l’insurrezione popolare” dimostra soltanto la approssimazione di un progetto che fa acqua da tutte le parti, e la caduta verticale di credibilità di Sindaco e Amministratori che pongono in essere una operazione ancora più fallimentare sotto il profilo dei conti della città, di mero ed effimero ricupero del consenso popolare.
Non vi è altra soluzione che quella di annullare il bando di gara e riaprire la discussione tecnica attorno alle nuove modalità del servizio, con l’idea della differenziata spinta e da farsi a “tappe forzate”.
Questa è l’unica soluzione che, anche se non riporterà le tasse ai livelli precedenti, potrà calmierarle e rendere chiaro ai cittadini dove e come vengono spesi i loro soldi; qualsiasi altra soluzione rappresenta la “cura palliativa” che precede un salasso che durerà nove anni.
Certo: seguire questa nuova strada sarebbe per l’Amministrazione l’ammissione del proprio errore ma, anche, una fondamentale scelta di coraggio politico: dimostrare di avere a cuore i propri cittadini.
PARTITI DI OPPOSIZIONE - Ufficio Studi TARSU
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