La richiesta degli studenti alla Provincia
È ormai tradizione sferrare attacchi alla scuola nel periodo estivo. Si approfitta delle vacanze per cercare di cambiare le carte in tavola senza correre il rischio di obiezioni e forti contestazioni immediate. Si cerca di fare tutto e subito, in pochissimi mesi. Ovviamente male. Qual è il problema? Alla fine l’importante non è aver migliorato e qualificato la didattica o l’edilizia. L’importante è aver fatto i propri interessi.
Questa volta non si tratta di un’azione del governo nazionale, ma della provincia di Bari sulle scuole superiori di Monopoli. Il pretesto: la sistemazione di cinque classi del Liceo artistico che non potevano essere contenute dalla struttura. La conclusione più logica per tutti: l’Itis, adiacente al Liceo artistico, cede cinque aule libere. La conclusione affrettata e irrazionale: far traslocare tre scuole (Liceo scientifico, Itis, Liceo artistico). Ovviamente si sceglie la seconda soluzione.
Un errore è stato innanzitutto quello di affrontare la questione a luglio. Il problema poteva essere previsto da quando l’Itis ha abbandonato la sua vecchia sede per trasferirsi in quella nuova accanto al Liceo artistico. Le cinque aule, infatti, le ospitava già allora. Non si può decidere un trasloco del genere in estate inoltrata.
Va inoltre tenuto conto dell’essenza stessa delle scuole, dal punto di vista strutturale e didattico. Una scuola costruita per ospitare un Liceo artistico, per esempio, viene progettata con criteri diversi rispetto ad una che deve ospitare un Liceo scientifico o un’Itis. Ogni istituto ha le sue esigenze. E qui entra in gioco la didattica. Stiamo parlando di scuole che hanno bisogno di laboratori specifici, senza i quali sarebbe quasi inutile fare lezione. Laboratori che sono appena stati ultimati dopo anni di attese, andrebbero nuovamente smantellati e risistemati da un’altra parte. Il tutto con la perdita di almeno un anno. Un anno di lezioni senza laboratori. Infatti la provincia ci garantisce il diritto allo studio “con un banco a testa entro settembre”. Tutto qui. Come al solito chi ci governa dimostra sempre più di non avere alcun progetto pedagogico e di crescita culturale serio, ma solo privato interesse.
In tutto questo trambusto chi ci guadagna? Il vantaggio è tutto del preside dell’Itis e dell’Itc, il quale riunirebbe le sue scuole in un unico polo tecnico a discapito delle altre, soprattutto del polo liceale, da sempre diviso, cui è destinata da anni la struttura. Nel polivalente in cui si ritroverebbero Itis e Itc è infatti prevista da anni la costruzione di 14 aule che permetterebbe l’unificazione dei licei in un unico polo. Ma la provincia rimanda la costruzione da anni. Inoltre, il verbale della discussione in sede provinciale con i presidi e l’assessore Di Perna ha delle voragini. Curiosa è l’errata interpretazione delle parole del preside del polo liceale. Secondo quanto scritto, infatti, egli sarebbe d’accordo con il trasloco. Posizione smentita in una pubblica riunione. Com’è possibile che si sia commesso un errore del genere?
La questione delle cinque aule, quindi, sembra essere stata finemente orchestrata per dar sfogo a personali mire espansionistiche, sempre senza tener conto degli studenti, tutti contrari alla manovra.
La perdita più grave, sicuramente, è quella delle casse pubbliche che dovranno affrontare le spese di trasloco degli arredi e dei laboratori di tre scuole. Di questi tempi, in cui si accusano professori, personale e studenti di essere uno spreco, questo come lo possiamo definire?
La bomba è scoppiata nello scorso fine settimana. Non siamo stati a guardare. Appena appresa la notizia, seppur in ritardo, ci siamo organizzati con professori e genitori per contrastare la decisione scellerata e salvaguardare il prossimo anno scolastico. Lunedì 18 una piccola ma efficace mobilitazione (siamo sempre a luglio) è riuscita a far riflettere l’assessore provinciale Di Perna su quello che stava per commettere. Martedì c’è stato un nuovo incontro in provincia tra presidi, professori e autorità. Si è scelta la prima soluzione, quella più logica per tutti e meno costosa; anzi con una spesa minima.
Questo avvenimento non è da sottovalutare. Alla fine è stata scelta la conclusione più semplice e logica. Non la più razionale. Un grosso problema viene infatti rispolverato: l’edilizia scolastica. Non solo a Monopoli, ma nell’intera provincia. C’è una carenza di strutture. E ci sono progetti vecchi decine di anni ancora non attuati, rinviati di legislatura in legislatura.
L’Unione degli Studenti di Monopoli vuole cogliere l’occasione non solo per prendere una posizione sulla vicenda. Vogliamo lanciare un appello all’assessore provinciale Di Perna, che dal suo insediamento non abbiamo avuto il piacere di vederlo presente nelle questioni che riguardano da vicino noi studenti, affinché si faccia promotore di una campagna, se possibile condivisa, sulla didattica e l’edilizia scolastica nella provincia. Inoltre vogliamo invitare i presidi di Monopoli a mettere da parte i propri interessi e riunirsi seriamente in un tavolo tecnico con la provincia per creare un progetto di edilizia scolastica cittadina condiviso, che dia vantaggi e sviluppo alla pari a tutti gli istituti.
Unione degli Studenti Monopoli
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insomma come si può pretendere l'obiettività
MAH