4 Consiglieri PDL ed un Assessore formalizzano
la richiesta di dimissioni dell’attuale
segretario cittadino del partito
L’attuale segretario cittadino del PDL ha le ore contate, almeno è quello che auspicano 4 Consiglieri del partito (Sergio Marasciulo, Serafino Mitrotti, Mimmo Recchiuto ed Aldo Zazzera) supportati da parte del Direttivo e l’Assessore Domenico Alba, che in settimana hanno consegnato il proprio personale “foglio di via” direttamente nelle mani del Sindaco Romani.
E’ la conferma che la fusione tra AN e Forza Italia, almeno a Monopoli, ha ancora molta strada da percorrere e che il PDL appare diviso perfettamente a metà tra le due correnti, anche se si vocifera di un avvicinamento anche di due esponenti vicini ad AN (probabilmente il Consigliere Leoci e l’Assessore Zaccaria) al fronte dei dissidenti.
Invano il Sindaco ha tentato di sanare la frattura, prima di arrendersi alla realtà dei fatti!
Va precisato comunque che ciò non dovrebbe, almeno per il momento, alterare gli equilibri di governo cittadino, tuttavia il primo triumvirato cittadino Romani – Grieco – Pasqualone potrebbe perdere uno dei suoi pilastri.
COSA VIENE CONTESTATO A GRIECO?
- L’incarico di segretario è detenuto dall’Avv. Grieco in maniera illegittima perché contro lo Statuto ed in quanto non è mai stato stipulato nessun congresso cittadino.
Ricordiamo ai lettori, infatti, che subito dopo la contesa elettorale, l’allora segretario Frangione Giuseppe si dimise e l’incarico è stato ricoperto provvisoriamente sino ad oggi dal suo Vice, l’Avv. Grieco Francesco.
- L’incapacità di mediare tra le correnti interne al partito, radicalizzando le divisioni con una condotta supina agli interessi della corrente AN e del Sindaco.
- La condotta scellerata nella scelta delle candidature provinciali.
In pratica, l’aver permesso che il partito fosse dilaniato da lotte intestine e legittime aspirazioni personali in attesa che fosse sciolta la prognosi delle candidature che non arrivava mai, fino alla scelta conclusiva di Emilio Romani.
- L’aver trasformato la vittoria esaltante delle Provinciali in una beffa per il PDL cittadino.
Dopo una trattativa ingarbugliata ed un lungo toto-assesore non essere riuscito ad ottenere la nomina di nessun monopolitano nella giunta provinciale, l’aver rifiutato l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e (secondo alcuni) l’aver condotto le trattative sponsorizzando le proprie ambizioni personali piuttosto che quelle del partito.
GRIECO AL MOMENTO NON SI E’ DIMESSO.
La richiesta era nell’aria e non deve aver sorpreso il diretto interessato, che al momento non si dovrebbe dimettere. Pare che sia in corso una trattativa tra lo stesso Avv. Grieco, lo zio (ovvero l’Assessore all’Urbanistica Piero Barletta, anche lui in odore di contestazione) ed i vertici regionali del partito per ottenere una salvifica intercessione.
QUALI GLI SCENARI FUTURI?
Parte del partito che ancora appoggia Grieco si augura che lo strappo possa ricucirsi in un momento delicato come quello attuale di avvicinamento alle elezioni regionali ( e non si sa mai come vanno le cose, anche le possibili elezioni nazionali).
Qualora lo strappo dovesse rivelarsi insanabile, occorrerebbe trovare un nome di alto profilo, possibilmente super partes, dotato dell’esperienza giusta per riportare serenità in un partito che a Monopoli è il primo partito e non appare in crisi.
Pare che nel documento consegnato al Sindaco, i Consiglieri abbiamo fatto un nome preciso :
GIOVANNI COPERTINO potrebbe essere l’uomo chiamato a districare la matassa riportando la serenità nel partito.
Con la sua lunga carriera politica e militanza nella DC, il Consigliere Regionale dovrebbe disporre dell’esperienza indispensabile a fronteggiare il momento di CAOS, fungendo da chioccia per le nuove promesse politiche, talentuose ma ancora inesperte; questo è ciò che auspicano gli esponenti dissidenti.
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Commenti
Perchè se te lo avessero chiesto avresti detto la verità ?
il sottoscritto si dissocia totalmente dalla ipotesi mensionata nell'articolo. Sarebbe opportuno e auspicabile in futuro, per evitare di comunicare cose inesatte, parlare con i diretti interessati. Per quanto mi riguarda, non ho mai negato informazioni a nessuno. Il PDL è un grande (e nuovo) partito e come tutti i grandi partiti, poichè fatti di persone, nel loro confronto interno possono avere vedute divergenti. Sono convinto che prima di parlare di persone da sostituire o dimissionare, bisogna parlare di metodo, e tutti, dico tutti, possono e devono contribuire a sostegno di un metodo condiviso per la crescita del partito, del progetto politico e del miglioramento dell'azione amministrativa.
Cordialità .
Domenico Zaccaria.
hai centrato la questione, dalle mie parole abilmente celata.
Già in passato detti “mozzi†hanno mostrato propensione all’ammutinamento.
Non hanno alcun problema ad affondare la nave su cui navigano, perché già esperti ad abbandonarla per altra più sicura, avendo quale unico scopo quello di diventare “capitaniâ€.
Il guaio è che detta ciurma riesce ad attrarre, per soddisfare questo continuo desiderio di salire nella scala gerarchia marinara, altri naviganti tra cui qualche Ufficiale, quest’ultimo utilizzato con lo scopo di mimetizzare meglio la loro voglia di progredire nella carriera, facendo credere che il tutto è fatto per il benessere dell’intero equipaggio.
È per questo motivo che non sorprende che tra i firmatari della richiesta di dimissioni del segretario del PDL ci sia quella di qualche consigliere che, per il solo fatto di avere l’esperienza di navigante ed approfittando della conoscenza che ha dell’imbarcazione, vuole risolvere la sua frustrazione ( avendo aspirato ad essere assessore … sindaco … consigliere provinciale … consigliere regionale …), bramoso di svestire gli abiti del consigliere comunale – rimanendo in parafrasi marinara – ripescato - )
Sorprende che vi sia la firma di qualche “Ufficiale di coperta†che tanto bene sta facendo nella navigazione, il quale non vorrei sia stato coinvolto “dagli scontenti mozzi †a partecipare alla sommossa con qualche futura promessa, non accorgendosi che ciò produce solo caos e nient’altro.
Fate giungere la nave al porto e poi lì, a navigazione cessata, fate i conti se ancora vi garba.
Il centrodestra monopolitano uscito dalle elezioni sconta evidenti pecche di mediocrità . Un quadro preoccupante che non può reggere un quinquennio e a cui si poteva mettere mano operando scelte oculate sin dall’inizio. In corso d’opera diventa difficile raddrizzare la barca: un nocchiero con buone qualità non può nulla contro i marosi avvalendosi di una ciurma non all’altezza. Lo schema dell’uomo solo al comando evidentemente non porta i frutti sperati, com’era pensabile.
C’erano già e ci sono ancora nella nostra città giovani competenti, seri, appassionati, umili, più vicini al profilo umano e politico del nostro sindaco, che avrebbero potuto comporre e costituire con merito il ricambio generazionale auspicato dalla cittadinanza intera, ma che sono rimasti a casa perché non hanno sgomitato per una poltrona, non hanno fatto la voce grossa, non hanno cercato raccomandazioni o scorciatoie, perché nulla hanno preteso e nulla gli è stato riconosciuto. Il merito sa farsi strada da solo ma in politica, dove il metodo selettivo si basa soprattutto sulla cooptazione, spetta alle leadership il compito di promuovere i migliori non solo per assicurare nuova linfa alla politica ma anche per dare respiro e qualità ad un progetto che abbia ambizioni serie.