Dimissioni: la risposta “politica” del Sindaco
Tre a tre.
Chi ne ha di più? Ambo, terno, quaterna … Sembra quasi un concorso a premi, a chi “ne ha di più”, la risposta politica del sindaco Emilio Romani alla richiesta di chiarimenti della minoranza (durante il question time in corso questo pomeriggio), rispetto alle dimissioni del consigliere Serafino Mitrotti, degli assessori Alba e Zaccaria, senza contare l’abbandono del ruolo di coordinatore di maggioranza del consigliere Antonio Napolitano.
Siamo al tre a tre:
Serafino Mitrotti, Domenico Alba e Domenico Zaccaria per la maggioranza.
Ninni Fiume, Peppino Lotesoriere, passati dalle file dell’opposizione a quelle della maggioranza, e la recentissima “scomparsa” dal PD di Adalisa Campanelli.
Si attende la prossima rete.
“Noi- ha spiegato il sindaco Emilio Romani - abbiamo vinto una campagna elettorale, non senza un programma ma senza punti di riferimento, questo sì: una tecnica che ti consente di stare più in attacco che in difesa. Noi abbiamo condiviso delle linee di mandato, c’erano dei capisaldi di riferimento. Penso che sia molto più costruttivo. Quando si è in maggioranza alcune condivisioni possono non esserci”.
“La questione TARSU- ha proseguito il sindaco- ha fatto scattare le valvole di sicurezza, perché davanti ad uno tzunami che avrebbe inghiottito un’amministrazione in una notte, perché un buco economico non lo colmi con i miracoli…. Al quale noi abbiamo tutto sommato dato una risposta politica al problema. Non tutti sono obbligati a saper tenere la pressione e chi in cuor suo cercava la prima occasione utile per uscire, ne ha approfittato”.
“Non credo che tutti si siano dimessi quando è scoppiata la questione TARSU- ha fatto notare il capogruppo del PD Giampiero Risimini- e forse le dimissioni sono legate ad altre ragioni politiche”.
E mentre il consigliere Francesco Tamborrino chiedeva lumi in merito all’ accordo etico – politico previsto nel patto etico presentato agli elettori, sottolineando l’assenza di un chiarimento politico nelle sedi istituzionali in merito alle motivazioni che hanno spinto gli assessori a prendere le distanze dall’amministrazione, Emilio Romani si concentrava sulla “trazione”.
“Un’osservazione politica che potrei accettare- ha ripreso il sindaco- è quella relativa alla trazione amministrativa. Probabilmente sino ad oggi è stata la giunta a determinare il percorso amministrativo, e non, come dovrebbe essere, la maggioranza. La cosa migliore sarebbe trovare tra questi due elementi un equilibrio. Intanto tanti consiglieri sono cresciuti politicamente”.
Per finire, un messaggio all’opposizione in merito alla “strumentalizzazione” dello tzunami - tarsu.
“Fossi in voi, non mi sfregherei molto le mani- ha concluso Romani- abbiamo fatto una grande litigata con la cittadinanza in merito alla questione TARSU. Ma le più grandi litigate fanno nascere le più grandi amicizie!”.
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Commenti
TANTO NON PERDIAMO DI VISTA TALE SITUAZIONE DELLE COSE, NE TANTOMENO LO FARANNO I CITTADINI.
A dir la verità, Risimini ormai non parla più con nessuno. Lo si vede molto più in sintonia con esponenti dell'attuale maggioranza che con il suo partito. Qualcuno del suo gruppo, che l'artista Suma vorrebbe coeso e granitico, (a proposito, dov'è la Pierro?) ormai lo ha capito e lo critica più o meno apertamente. Nel partito è visto come "il proprietario". Lui, di ciò, ne è convinto ed è per questo che va avanti per la sua strada. Pretende un'altra acclamazione perchè sa che se si aprisse una discussione sul suo nome, questa finirebbe con un corale j'accuse. Lacitignola gli serve proprio per impedire la discussione. Ammetto che Risimini sia il più grande costruttore (in senso politico) del PD (anche se lavora pro domo sua). Ma c'è necessità di ammettere altrettanto francamente che la casa ormai sta crollando. Serve un profondo restauro. Strutturale e non solo di tinteggiatura. Sarebbe bene che Risimini o Lacitignola, si leggessero le interviste rilasciate dagli anonimi giovani dirigenti milanesi del PD. I cui nomi non ricorrono nelle cronache giudiziarie. Brava gente. Quella.
PERCHE' IL PD NON LO HA RICANDIDATO?
Quanto al resto, al "buco economico", alla conta dei fuorisciti e via via dicendo... meglio stendere un velo pietoso.
Tanto, egregio Romani, sei (politicamente) finito, hai i giorni contati tu ed i tuoi amichetti.
Certo è che della fusione tra le due culture e del relativo spoil-system, se ne dovrà ancora parlare. Ma, si spera, con la mediazione di un segretario maggiormente inclusivo anzichè elitario e stimolatore di pause di riflessione.