La delocalizzazione dei tralicci di c.da Impalata
“Radionarba è tra le emittenti che non hanno provveduto al risanamento dal punto di vista elettromagnetico”. A chiarire la situazione circa i livelli di inquinamento elettromagnetico che interessano la zona dell’Impalata e quella della Loggia di Pilato, è l’ing. Pasquale Fantasia (incaricato dal Comune di Monopoli a seguire la vicenda), durante il question time di lunedì 25. “Tutte le altre- ha rassicurato l’ingegnere- sono rientrate nei limiti subito dopo l’ordinanza”. Sempre secondo quanto riferito dall’ing. Fantasia, per queste motivazioni, l’emittente fuori dai limiti, avrebbe ricevuto una multa proprio la scorsa settimana. “Queste multe- ha precisato- possono raggiungere un valore di 300.000 euro”.
“La stessa emittente- ha proseguito Fantasia- insiste su un traliccio per il quale esiste un’ordinanza di demolizione”.
Nello specifico, le interpellanze dell’opposizione chiedevano di:
- essere informati sul progetto finanziato della Provincia di Bari per la riduzione delle emissioni prodotte dagli impianti radiotelevisivi, se tutte le somme sono destinate a tale progetto, la tempistica di attuazione e se il progetto è compatibile con il piano predisposto da Telenorba;
- conoscere, in merito all’inquinamento elettromagnetico, la tipologia dell’impianto in via di collocazione in C.da Barcato, se è dotato di tutte le autorizzazioni, come intende l’Amministrazione ottemperare al provvedimento del Consiglio di Stato con cui si intima la demolizione del traliccio di Telenorba e se non intende sospendere l’emanazione di qualsivoglia permesso o autorizzazione ulteriore alla realizzazione di impianti di telecomunicazioni;
A rispondere in merito al progetto è stato l’assessore referente Antonio Rotondo: “ Abbiamo raggiunto un bel traguardo- ha dichiarato l’assessore- e potremo attingere dalla Provincia 1.250.000 euro, ottenuti con un progetto presentato da questa Amministrazione, per la delocalizzazione dei tralicci presenti sulla Loggia di Pilato e l’Impalata. In particolare quelle somme saranno investite nella costruzione di un traliccio di proprietà comunale sul monte San Nicola, e su una zona che il Comune sta scquisendo a patrimonio, e che corrisponde a quella dell’ex traliccio di teletrullo”.
Per velocizzare i tempi, ha spiegato l’assessore, delocalizzeranno temporaneamente alcune emittenti sul traliccio Telecom già esistente.
“Il progetto che porteremo avanti- ha precisato inoltre- scinde da quello di Telenorba”, che dovrà ripresentare il progetto con delle varianti, come richiesto dalla Soprintendenza. Inoltre, anche Multireti, potrà elevare il traliccio di altri 20 metri così da poter ospitare altre emittenti.
“Dare delle scadenze- ha concluso Rotondo- non è saggio. La burocrazia rallenta molto i tempi, comunque noi vorremmo concludere entro 18 mesi”.
Secondo l’ing. Fantasia, le somme ottenute dalla Provincia per il progetto di delocalizzazione (che devono ricevere comunque il parere della Regione), potrebbero, al di là delle costruzioni, inoltre essere destinate alla demolizione coatta di quelle strutture che non hanno le autorizzazioni, come previsto negli obiettivi del progetto comunale.
L’opposizione- Scettica l’opposizione sulla possibilità di una rapida delocalizzazione delle emittenti.
“La delocalizzazione delle antenne- hanno fatto notare- è legata al rilascio dei pareri. E’ necessario- per capire la reale situazione e fattibilità- sapere a che punto siamo con i pareri. Perché se questi non saranno mai rilasciati, se non ci sono prospettive, dovete dirlo oggi. Se avete intenzione di cristallizzare in una situazione permanente, lo spostamento temporaneo previsto sul traliccio Telecom, è bene che lo diciate subito”.
“E’ un problema che invece di risolversi, si ingigantisce”, secondo Giuseppe Ciaccia. “Sono tante le parole, anche per quello che riguarda l’installazione delle centraline”.
Infine una stoccata all’intervento soddisfatto dell’assessore: “Non ci state facendo un piacere, il vostro è un dovere. Percepite un’indennità che vi consente di dedicarvi alla città. Dovete lavorare ed assolvere un dovere. Non è un piacere. Dovreste cogliere anche l’allarme lanciato da alcune testate in merito alla qualità dell’aria!”.
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Commenti
Il canone mi sembra ovvio.
Tali aziende pagheranno un canone per l'utilizzo delle strutture che si andranno a realizzare?
Non sarebbe più logico fare in modo che le emittenti limitassero la potenza, con emissioni non dannose per la popolazione?
Si recupererebbero quei fondi destinandoli ad altri usi, a vantaggio della collettività.