Monetizzazione SICIE: i non - chiarimenti dei dirigenti in Consiglio Comunale
Della monetizzazione - pastrocchio della SICIE, nessuno ci ha capito molto. Forse neppure i dirigenti, che non si aspettavano evidentemente le tre ore di domande e di chiarimenti tecnici (che hanno fatto saltare i nervi al Presidente del Consiglio Leonardo Corallo, in stato di agitazione) posti dal capogruppo del PD Giampiero Risimini (circondato dal silenzio tombale della maggioranza e del resto dell’opposizione presente).
E’ rimasto con il “cerino in mano” il dirigente Amedeo D’Onghia, nel rimpallo di responsabilità rispetto al calcolo delle somme che saranno corrisposte dalla SICIE al Comune di Monopoli all’interno della “monetizzazione” della Casa Comunale.
Il punto all’ordine del giorno presentato come “variante generale del programma di intervento integrato per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale dell’area S.I.C.I.E. in Monopoli”, comprendeva infatti (oltre alla “variante urbanistica”,ovvero lo lo spostamento della Casa Comunale dall’area portuale all’area ex Metta) anche il calcolo dei nuovi valori che la SICIE dovrebbe corrispondere al Comune di Monopoli per la monetizzazione della Casa Comunale (opera di urbanizzazione secondaria che avrebbe dovuto costruire come da convenzione stipulata al momento della variane al PRG).
E mentre l’ing. Amedeo D’onghia cercava di ripararsi precisando che il suo parere era favorevole “solo” per la variante urbanistica, il sostituto segretario generale D’amico faceva rilevare che con quel parere si sarebbe preso anche la responsabilità dei calcoli economici annessi, che determinano il valore della nuova Casa Comunale.
Calcoli che farebbero acqua da tutte le parti, secondo il capogruppo del PD Giampiero Risimini, e che applicano un ribasso del 28,88% all’effettivo valore dell’opera. Ed è proprio sul calcolo della percentuale di ribasso che si è spesa buona parte del chiarimento, nel quale era facile percepire le unghie dei dirigenti graffiare sugli specchi.
L’astuto dirigente Colacicco (che ha determinato il ribasso d’asta su richiesta del dirigente D’onghia) si è efficacemente defilato da ogni responsabilità non rilasciando alcun parere formale, e dichiarando che “ha solo determinato il ribasso sulla base delle statistiche degli ultimi tre anni, come richiesto” e che “non conoscendo il provvedimento non avendo seguito l’istruttoria”, non poteva esprimersi nel merito.
“Una percentuale che ci siamo inventati, perché non c’è alcuna legge che la regola e ce la impone”, ha commentato Risimini, secondo il quale, invece, il valore della Palazzina Comunale dovrebbe essere corrisposto interamente al Comune di Monopoli: le delibere delle autorità di Vigilanza prevedono infatti il ribasso a beneficio dell’azienda ( ma anche il rischio delle varianti in aumento “che non sono invece state considerate e richieste a Colacicco”), solo nel caso di REALIZZAZIONE DELL’OPERA.
“Qui l’opera non sarà realizzata- ha precisato Risimini- e la delibera precedente dice chiaramente che gli oneri concessori – che si dividono in corrispettivi di “potenziali edificatori” ed “oneri di urbanizzazione”- dovranno essere corrisposti indipendentemente”.
A far traballare letteralmente il dirigente D’Onghia è art. 81 della legge n. 163 (codice dei lavori pubblici) richiamata nel parere di Colacicco sul ribasso d’asta. La neonata norma (appena 20 giorni dall’emanazione) stabilisce infatti che il ribasso d’asta non può essere applicato sulla mano d’opera, ma solo sui materiali ed il resto delle spese.
“Perché stiamo applicando il ribasso sull’intera cifra?”, ha quindi chiesto Risimini.
“Perché il dato fornito da Colacicco è un dato omogeneo ,che si riferisce alla media del ribasso d’asta così come era applicato fino a prima di questa legge: su tutta la cifra, senza differenziazioni” è stata l’unica risposta fornita dall’ing. D’Onghia. Risposta che non ha convinto il capogruppo, il quale tornava a sottolineare che il dato medio fornito da Colacicco non aveva riferimenti imposti, e che quindi poteva benissimo prendere in considerazione altri parametri, piuttosto che gli ultimi tre anni, nel rispetto della neonata legge.
Qui la proposta dell’ing. D’onghia – in grande difficoltà- di emendare il provvedimento, approvandolo riservandosi la facoltà di verificare l’applicabilità della norma 81 alla fattispecie. Emendamento mai scritto dalla maggioranza, che ha tuttavia approvato il provvedimento, lasciando il dirigente D’Onghia con “il cerino delle responsabilità in mano”.
Giampiero Risimini sembra infatti deciso a ricorrere alla Corte dei Conti.
“L’operazione-ha dichiarato- merita un ricorso alla Corte dei Conti. E lo pretenderò”.
ULTIMI COMMENTI
- LIBERTY - VIESTE: MILITAR...
solidarieta' piena ai nostri ragazzi vilmente aggrediti... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
X Gianni Ritengo la manifestazione da me citata una ver... - IMU: DIVIDERE L’IMPOSTA ...
Il gettito derivante dall'IMU sull'abitazione principal... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
Tanto per chiarire le idee a qualcuno: Dei 4 capi d'acc... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
non capisco l'interesse per la vicenda del consigliere - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
cambiare tutto per non cambiare niente - si salvi chi p... - “ SALVIAMO LA SCUOLA STAT...
Ab invece c'è da piangere. La scuola da più di un trent... - IMU: DIVIDERE L’IMPOSTA ...
e quindi che significa ciò? - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
un controllo nei negozii al centro di monopoli nooooooo... - LIFESTYLE CENTER: ANCORA ...
il Fanizzi non vuole il centro commerciale ma cmq conti...
La voce del Network
-
Spaventoso incidente sulla S.P. 237: illeso un 20enne putignanese
Putignano
-
Acquisita ed esposta la copia originale di “Noa, memorie storiche”
Noicattaro
-
Due feriti in un incidente sulla circonvallazione
Turi
-
Dopo l’ultimo Consiglio, Maggioranza di nuovo a rischio
Acquaviva delle Fonti
-
Un'azienda cassanese al ristorante del Senato. Lunedì la presentazione
Cassano delle Murge
-
A Polignano, il primo Mercatino del Baratto
Polignano a Mare
-
“MARCIA DELLA LEGALITÁ”, DESIDERIO INARRESTABILE-foto/video
Gioia del Colle
-
SCUOLA SUPERIORE, I RETROSCENA DEL RICORSO. IN EDICOLA
Casamassima



Commenti
Aspetto dall'opposizione delle specifiche denunzie che purtroppo il semplice cittadino non può fare; altrimenti la prossima volta andassero tutti a casa perche avranno perso CREDIBILITA'.
Mi son sempre chiesto, ma come fa un dirigente di un Comune (in questo caso Monopoli), a dirigere, appunto, un’Area così importante come quella dei Lavori Pubblici nonché essere, altresì, responsabile dell’Ufficio Espropri, quando lo stesso soggetto è anche, da tempo, componente effettivo della Commissione Provinciale Espropri di Bari. Non voglio pensare a male ma il dubbio ci sta ed è sempre vivo e lecito e, “con ogni probabilità”, siamo di fronte ad un caso, l’ennesimo, di incompatibilità o, per essere più chiaro ed incisivo, di conflitto d’interessi. Sottolineo la probabilità (parola che deve sempre esistere, fino a prova contraria) in quanto non conosco la normativa, quella che regolamenta le incompatibilità né conosco quella che va a trattare le compatibilità. In effetti non so se una legge può consentire un discorso del genere, ossia di dare a un dirigente comunale (responsabile degli espropri) o, meglio ancora, di dare a lui due identiche possibilità (conflittuali perché vissute in ambienti diversi), vale a dire sia il potere decisionale (prima possibilità), all’interno degli Uffici del Comune e sia (seconda possibilità, “contestuale”), di essere parte attiva, perché componente effettivo della citata Commissione Espropri di Bari e che qui gli vengano affidate, nuovamente ed in seconda battuta, le “stesse pratiche”, da ri-esaminare, ri-trattare e ri-definire. Pertanto sono pratiche che lo stesso dirigente ha già “visto e ci ha lavorato su in precedenza”, ovvero nel nostro Comune.
Mha, ri-dico mha, per me qualcosa non quadra. Comunque sia si parla sempre di “probabile incompatibilità” (devo rivestire, ora, i panni del geniale Benigni, quando attacca il Duce nazionale) e non spetta a me raccontare la verità e la giustizia, che in questo caso non conosco. Ma immagino, anzi son certo, che la legge consenta un conflitto, ai miei occhi così “netto” e “vivace”, che potrebbe permettere una non corretta gestione di dette pratiche. Se così fosse la legge è una non-legge e non mi meraviglierei così tanto in quanto di normative stravaganti, partorite in fretta e furia, ne siamo pieni. Nella fattispecie mi riferisco al Parlamento che legifera, spesso e consapevolmente, “stranezze stellari”, sia la sinistra di ieri sia la destra di oggi sia la sinistra di domani.
Se qualcuno di voi sa risponda così cancellerò ogni dubbio.
Grazie
Mi chiedo solo, dove, sindaco e maggioranza intera, abbiano trovato il coraggio (e lo stomaco) di portare a compimento un capolavoro del genere.
Questa consiliatura entrerà nella storia: servirà da monito alle generazioni future. Almeno sarà servita a qualcosa.
La differenza puoi immaginare che fine farà
Possibile che la palazzina valga quanto 5 appartamenti?
quante altre scelte sciagurate dovremo subire? e i consiglieri che hanno detto si, sanno a quali problemi possono andare incontro? e la figura dei dirigenti...Ma dove siamo arrivati! Le perle della gestione Romani ormai porteranno al collasso la città e per molto tempo.
Perchè non ti chiedi dove finiscono poi i soldi di questoa ssurdo ribasso?
Perchè non ti chiedi perchè si fanno queste operazioni?
Sarebbe ora che qualcuno finalmente paghi.