Ai signori Sindaci e Consiglieri Comunali
L’ennesima manovra di tagli, che ha spasmodicamente impegnato i migliori cervelli italiani per tutto questo mese, è stata finalmente presentata nella sua forma per l’approvazione. Non è mancanza di fiducia, ma sia il primo decreto che questo in itinere presentano per il settore primario, l’agricoltura, solo due novità: nel primo, l’intelligente sistema per non far pagare le multe delle quote latte ai leghisti. Nel secondo, dopo oltre 15 anni dall’esplosione del fenomeno schiavismo, cresciuto e sviluppatosi nell’assoluta indifferenza delle autorità costituite, la presentazione dell’art. C.P. 603 bis che dovrebbe sanzionare il caporalato (lo alleghiamo). Vedremo se e come sarà applicato dalla magistratura, presentando qualche possibile falla “difensiva” (alleghiamo il testo, ad oggi); ci domandiamo “se” perché per tutti questi lustri il fenomeno è stato sotto gli occhi di tutti senza alcun intervento, salvo la crisi diplomatica con la Polonia, che diede finalmente l’onore della cronaca allo schiavismo in Capitanata. Non ci stancheremo mai di ripeterlo, migliaia e migliaia di ettari nel solo Salento non sono più stati coltivati a pomodoro ed anguria, però si vedevano “torme” di neri e di pallidi biondini vagare per le campagne di determinate zone: le Autorità continueranno a essere cieche, sorde e mute? Dopo i problemi “diplomatici” in Capitanata, i fatti di Rosarno ed ora quelli di Nardò (l’anno scorso, sempre a Nardò, i giornali scrivevano di 400 neri, dei quali 130 “regolarmente assunti” e gli altri 270? Che ha fatto l’Ufficio del Lavoro e l’INPS?). Oggi il problema è esploso per la coraggiosa iniziativa di un giovane studente di ingegneria camerunense, schiavo, che ha fatto scoppiare la rivolta e, finalmente, è stato messo per iscritto ciò che tutti sapevano: 15 ore di lavoro e 12,5 euro di compenso. Gli operai, assunti dalle aziende (quelle nella legalità che assumono regolarmente con anticipata comunicazione a INPS e INAIL), alle 11, 11.30 al massimo, dopo le regolari 6 ore, smontano. Solo chi non ha mai lavorato in campagna ignora cosa significhi stare sotto la canicola, tant’è che un povero operaio, costretto a quei ritmi disumani, è morto. Ma sempre nel silenzio assoluto: sola e unica la CIA (alleghiamo il comunicato stampa) ha rifiutato di partecipare ad un tavolo presso la Regione “Non ci mischiamo ai nuovi schiavisti”. Il fenomeno dello schiavismo, come scriviamo da anni, comporta una grave distorsione dell’economia perché le aziende regolari, dopo essersi indebitate con l’INPS (ed essere state ingiustamente accusate di “vivere nell’illegalità” per i contenziosi INPS) hanno smesso di coltivare i terreni. Parafrasando un famoso slogan: No schiavi? Si debiti INPS! E anche su questo è necessario, ormai intervenire per giustizia ed equità.
Concludendo questa nota, possiamo solo condividere il pensiero della presidente della Confindustria Emma Marcegaglia: “c’è molto poco di strutturale e niente per la crescita” e quello del d.g. BANKITALIA, Visco: “c'è il rischio stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul Pil" e del Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolini: “… le modalità degli interventi, determinano la compressione del reddito disponibile e accentuano i rischi depressivi", e aggiungiamo la considerazione di come si possa sperare in una ripresa economica se il settore primario (quello che garantisce la sovranità alimentare di un popolo) è in ginocchio, con solo anziani e senza reddito? Senza riforme strutturali non si riparte e prima o poi il continuo peggioramento della situazione lo imporrà: una riforma, fatta fare nei tempi e modi necessari e dai diretti interessati (con l’aiuto ed il supporto dei tecnici, dei burocrati ministeriali e dei burocrati delle tante organizzazioni agricole “storiche” in evidente crisi di rappresentatività) potrebbe salvare il settore e rimettere in moto l’economia di intere aree italiane e a costo zero.
Beppe D’Ercole
Lecce 30 agosto 2011
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Commenti
ella ha ragione, leggendo i suoi, conoscendo il suo passato e osservando il suo presente, si evince in maniera cristallina che ella, assolutamente, non è disposta a quanto sopra...
devo però aggiungere che la strumentalizzazione e la speculazione politica, su le complesse quanto tragiche, problematiche dell'agricoltura, quindi del territorio e del paesaggio, così tanto a parole evocato, hanno fatto danni, probabilmente irreparabili.
la questione oggi è, sono disposti, stumentalizzatori e speculatori, di ieri e di oggi, a fare un passo indietro e lasciare spazio a individui disposti a dedicarsi, "anima e corpo", mettendo da parte, carrierismi e ambizioni politiche, per cercare di porre riparo all'eutanasia del primario?
temo di no.....
Mi e Vi domando cosa ha forse fatto e cosa non ha fatto l'onorevole Poli Bortone quando era ministro?Ora dice di essere in difesa di un comparto quello agricolo che purtroppo non esiste più.Gli agricoltori esistono solo quando l'INPS deve mandare le richieste delle contribuzioni da loro imposte,se stiamo nelle aziende arrivano controlli che ci terrorizzano perchè non sanno più a che appigliarsi.I prodotti di qualsiasi genere si tratti vengono regalati al mercato,mi spiego meglio,vengono venduti sotto costo,ora spiegatemi l'agricoltore di che campa e dove va trovare gli euro per pagare l'INPS in primis ,i soldi per mettere in produzione i terreni dove li trova il povero agricoltore e se non bastasse hanno istituito nella zona tra Monopoli-Carovigno il parco degli ulivi secolari ma non ci hanno specificato come faremo a curare le piante secolare che a qualche politico di basso livello piace vedere ed ammirare.Se non si prendono provvedimenti immediati per l'agricoltura sono sicuro che l'Italia difficilmente uscirà da questa recessione,non hanno capito che l'unico settore produttivo italiano è l'agricoltura.