Sabato 26 Maggio 2012
   
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PETROLIO: CACCIA APERTA AI GIACIMENTI

piattaforma_petrolifera
La ricerca nel mare salentino
Riportiamo qui di seguito un articolo interessante della Gazzetta del Mezzogiorno, relativo al problema delle prospezioni petrolifere sulla costa pugliese.
di Tonio Tondo
www.gazzettadelmezzogiorno.it
Il mare del Salento nel mirino delle compagnie petrolifere. E’ un via vai misterioso di impianti e di piattaforme mobili lungo il canale d’Otranto. Strutture invisibili che si muovono nella notte e che all’improvviso compaiono all’orizzonte. Dopo l’allarme per il destino del mare delle Isole Tremiti e le minacce alla costa di Ostuni e Monopoli, anche il litorale salentino entra in modo brutale tra gli obiettivi delle multinazionali. 

Le ispezioni sull’entità e la qualità dei giacimenti si estendono ad aree finora ai margini degli interessi energetici. Le grandi riserve di petrolio nel mondo hanno raggiunto il punto più alto dello sfruttamento ed è cominciata la fase discendente. Per questo diventano preziosissimi i giacimenti un tempo marginali.
Sondaggi e ispezioni si concentrano nelle aree marine più promettenti. E tutto ciò annuncia piattaforme ancora più ingombranti per lo sfruttamento. E’ un fenomeno nuovo che ancora non si sa come fronteggiare. I sindaci, privi di informazioni, non sanno come muoversi. «Sì, l’abbiamo vista al largo di Porto Miggiano», dice un abitante di Santa Cesarea Terme. E’ successo la sera del tre settembre, una serata limpida. Si vedevano le stelle e anche l’orizzonte marino offriva un profilo inconsueto con una struttura galleggiante che si muoveva, a molte miglia dalla costa. «L’abbiamo osservata a lungo, dopo qualche ora è scomparsa». 

Ma non tutti si sono limitati ad ammirare il mare solcato da una mastodontica casa galleggiante con tutte le luci accese. Un cittadino-fotografo, Stefano Cretì, di Cerfignano, è riuscito ad immortalare la piattaforma. 

«Sono a Torino, nessuno mi ha detto niente, farò subito una verifica», dice al telefono Daniele Cretì, ingegnere e sindaco di Santa Cesarea, «mi sembra però tutto strano. Non credo che stiano cercando il petrolio lungo la nostra costa. Chiederò notizie e poi decideremo il da farsi». Cretì sostiene di essere un uomo razionale e prudente. Una piattaforma di fronte alle terme? «Ma no, non corriamo: cerchiamo di capire come stanno le cose. Io alla piattaforma non ci credo». Cretì dà poi una stoccata agli ambientalisti che si sono mobilitati per difendere Porto Miggiano: «Perché non si organizzano contro il petrolio?». 

Il vicesindaco, Sergio Bono, geometra di Vitigliano, è sorpreso: «Non ho avuto notizie. Non so nulla della piattaforma. Forse è destinata ad altre località. Non so che dire su due piedi. Una cosa è certa: noi una piattaforma petrolifera non la vogliamo proprio perché stiamo puntando tutto sul turismo». 

Il Movimento regione Salento usa toni duri: «Sono inquietanti le trivellazioni nel Basso Adriatico. E’ un’idea malsana cui ci opporremo con tutte le nostre forze chiedendo sin d’ora ai parlamentari salentini di fare le barricate». Tra l’Ilva, il carbone di Cerano e il fotovoltaico il Salento «è già massacrato». «La foto-denuncia è la peggior cartolina del nostro turismo e non accetteremo in alcun modo un ulteriore sopruso». Il Movimento rifiuta la logica delle royalties: «Da noi ammontano al quattro per cento, in Norvegia arrivano all’80».

Commenti 

 
#1 rasta71 2011-09-08 07:20
Nel paese dei balocchi, in cui il conflitto di interesse viene valutato come un punto fermo dei curricula politici (se non c'è conflitto di interesse in Italia non puoi diventare un politico) fa specie che il ministro (volutamente scritto in piccolo) per l'Ambiente, prestigoacomo, cioè chi dovrebbe difendere a spada tratta il territorio dalle contaminazioni mafioso-speculative delle aziende energetiche sia imparentata (sorella) dell'amministratore delegato dell'azienda Coemi spa, azienda che si occupa di installazione e manutenzione di impianti elettrici anche per aziende petrolchimiche. E questo ministro secondo voi può valutare obiettivamente l'impatto ambientale delle prospezioni sismiche a largo dei nostri mari ???
Segnala all'amministratore
 

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