No al passaggio della pianificazione urbanistica attuativa in consiglio comunale
Gentile Redazione,
la fulminante entrata in vigore della legge regionale n. 21 del 1° agosto 2011 (pubblicata il giorno successivo sul BUR Puglia n. 121 suppl.) contenente modifiche al Piano Casa, ha provocato due illustri ma contrastanti commenti riportati alcuni giorni fa sulle pagine di Repubblica: quello della consigliera comunale Pd di Bari con delega all’Ambiente, Maria Maugeri, e l’altro dell’assessore regionale alla qualità e assetto del territorio, Angela Barbanente. La prima sosteneva che verrebbe compromesso l’esercizio della democrazia a causa della sottrazione ai consigli comunali della loro competenza nell’approvazione dei piani di lottizzazione, con l’applicazione dell’articolo 10, 1° e 2° comma della succitata legge che ne affida invece la competenza alla Giunta, argomentando che le lottizzazioni a volte, “anche se conformi al piano regolatore… ve ne sono di improponibili”. La seconda sosteneva che i consiglieri comunali sono già chiamati nell’approvare gli strumenti urbanistici generali, compresa la normativa tecnica, che regolano la funzione di indirizzo e controllo sul governo del territorio, e che “alla giunta comunale deve spettare, tra gli altri, il compito di approvare la pianificazione urbanistica attuativa”.
Hanno ragione entrambe, anche se l’una in teoria e l’altra in pratica. Secondo la Maugeri ci sarebbe più democrazia facendo permanere la doppia competenza dei consigli comunali. Ciò, a mio modesto parere, sarebbe ancora valido se non ci fosse stata la legge reg. 20/2001 che ha modificato totalmente il modo di pianificare con i nuovi Pug rispetto ai vecchi Prg: con i primi l’esercizio della democrazia in tema di pianificazione è abbondantemente assicurato attraverso l’ampia partecipazione dal basso dei cittadini coi Partecipapug, con i secondi era ristretto ai soli rappresentanti dei consigli comunali. Perciò prima poteva anche essere giustificato un doppio passaggio in aula consiliare per confermare con i piani attuativi il rispetto assoluto della pianificazione generale, visto che le scelte urbanistiche avevano origine dai singoli partiti. Oggi, che ogni consigliere rappresenta un proprio interesse, non essendoci di fatto la possibilità di operare scelte non più originate dai partiti, una seconda approvazione degli strumenti urbanistici potrebbe determinare una lentezza e un caos insanabile nel corretto sviluppo delle città. E Monopoli ne è un esempio, atteso che finora non si visto ancora uno “straccio” di Pue (pubblico o privato) da sottoporre ad una qualsiasi superiore approvazione.
Già con il precedente Prg ci volevano anni per far approvare dal consiglio comunale un piano di lottizzazione, figuriamoci adesso che il nuovo Pug, adottato prima dal Centrosinistra e dopo due anni ri-adottato e definitivamente approvato dal Centrodestra con centinaia di emendamenti introdotti prima e dopo da maggioranza e opposizione, chissà cosa ne verrebbe fuori se si dovessero riportare gli strumenti attuativi all’esame del consiglio. Bene quindi ha fatto la Barbanente a proporre alla giunta comunale la competenza approvativa dei piani di lottizzazione, visto che la conformità degli stessi con lo strumento generale verrebbe anche contestualmente sostenuta dai competenti dirigenti delle ripartizioni tecniche Urbanistica e Lavori pubblici. Non a caso il successivo art 11 della nuova legge 11 ha integrato e sostituito l’art 24 della legge 20/2001 istituendo come garanzia presso l’Assessorato competente in materia di pianificazione e assetto del territorio, il Sistema informativo territoriale (Sit) al fine di elaborare un quadro conoscitivo comune e accessibile, funzionale alla formazione e gestione degli strumenti di tutela del territorio e della pianificazione regionale, provinciale e comunale. Chiunque vi può accedere: più democrazia di così!
Franco Muolo
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Commenti
Insomma chi si è "divertito" lo ha fatto senza neanche essere disturbato.
Sarebbe stato opportuno vergare qualche lettera su queste rivoltanti vicende.
Ora però ci dilettiamo con tecnicismi e cavilli legislativi.
E certo...!
Tutte menate all'Italiana!
Democrazia, ampia partecipazione dal basso dei cittadini!
Sig. Muolo veramente Lei ci crede a questa grande partecipazione e possibilità d'influire del sempice cittadino nella pianificazione e gestione del Territorio? Io non ne sono molto convinto basta guardare "le sviste su colori, i consolidamenti di cubature ecc." quarda caso a favore dei soliti noti, con le mani in Pasta.
vorrei sottolineare che la sua posizione si base su una certezza alquanto bizzarra: "non essendoci di fatto la possibilità di operare scelte non più originate dai partiti". E' qui che si sbaglia. Non solo ci sono scelte determinate da partiti, ma anche da figli di progettisti presenti all'interno dei partiti. Può guardare per esempio il caso Italcementi, in fase di stallo, per il quale un partito si è battuto aspramente. L'unico a non aver posto dubbi sul progetto. E' comunque tutto fermo, come può ben vedere. Io concorderei con Maria Maugeri. Cordialità