"Un povero disperato, un calunniatore ed un diffamatore"
Non intende mollare la presa Michele Cagnazzo ( ex ex Resp.le dell'Osservatorio Reg.le sulla Legalità IdV) sulle accuse rivolte all'on. Pierfelice Zazzera ed il senatore Pedica.
Di più: rincara la dose, alla prima denuncia aggiunge una querela.
I FATTI- La vicenda risale al giugno 2011, Cagnazzo denunciava (presunte) condotte, poste in essere dai parlamentari Zazzera e Pedica ai danni di una giovane donna, finalizzate a conseguire favori sessuali in cambio di prospettive lavorative. Al centro della vicenda C. M., una donna di 31 anni che Cagnazzo incontra nell'aprile 2010 negli uffici baresi dell'Italia dei Valori.
Dopo una serie di incontri sessuali, "constatando che nulla si muoveva sul fronte del lavoro,- dichiarava Cagnazzo- M. interruppe i rapporti anche telefonici con i due". Scoprendo in seguito, "con somma sorpresa, di risultare tra i candidati alle elezioni regionali 2010 per la Puglia, nella lista Idv, pur non avendo mai proposto né tantomento accettato la propria candidatura". Per quest'ultimo aspetto, riferisce Cagnazzo assistito dall'avvocato Renato Bucci, la signora "mi disse di essersi rivolta a un legale".
LA QUERELA DI CAGNAZZO- Non ci sorprede la notizia di una querela nei confronti dell'on. Pierfelice Zazzera. Ultime in ordine di arrivo l'esternazione in parlamento con lo striscione che recitava "Maroni assassino", preceduto dalle scuse pubbliche all'on. Mantovano per le dichiarazioni relative all'omicidio Basile. Zazzera dichiarò infatti che Mantovano "...sarebbe intervenuto presso la Questura di Lecce mentre erano in corso gli interrogatori di tre ragazzi, tesserati di Alleanza Nazionale, indiziati come esecutori materiali delle minacce a Basile sui muri di Ugento", ed avrebbe affermato che "... da un esponente del Governo ci saremmo aspettati un invito agli inquirenti ad andare fino in fondo senza guardare in faccia a nessuno. Invece il Sottosegretario invita al silenzio, all'omertà, a insabbiare".
Oggi, quella di Cagnazzo.
"La presentazione della denuncia- scrive Cagnazzo nella querela- ed il suo contenuto, ebbero nei giorni successivi una notevole eco sugli organi di informazione. I diretti interessati, sen. Pedica ed on. Zazzera sono stati interpellati da varie testate.(...) Tuttavia essi, nel contesto di alcune interviste o in spontanee esternazioni sul web , hanno in più occasioni travalicato del tutto i limiti del proprio diritto di difesa e di critica ed hanno ripetutamente dato sfogo ad una rabbiosa reazione cercando di screditare ed infangare me, anzichè limitarsi a smentire i fatti addenitatigli".
Al centro della querela espressioni del genere "Un povero disperato, un calunniatore ed un diffamatore", "Con Cagnazzo la situazione si è rotta sul piano personale, perchè nell'organizzazione di un convegno sulla legalità, aveva truffato al partito 1.500 euro", "è solo la vendetta di un truffatore".
Il tenore della difesa di Zazzera non ha lasciato indifferente Cagnazzo, accusato dallo stesso parlamentare di essere stato "cacciato dal partito" (circostanza che Cagnazzo contesta), di essere un "paranoico", di soffrire di "manie di protagonismo".
Il dott. Cagnazzo, leso "nell'onorabilità", ha depositato la querela il 16 settembre 2011 presso il Tribunale di Trani e sarà difeso dall'avv. Renato Bucci.
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Commenti
in merito alla tua
"evidentemente perchè TU glielo hai detto"
non ho detto niente a nessuno, mi spiace deluderti. Chiedi a loro prima e poi ritorna da me.
Grazie per il chiarimento lessicale, è un mio errore ricorrente che cercherò di evitare.
@glen grant
si, faccio anche quello o meglio, ci provo...
Ho "appreso" perchè alcuni amici comuni sanno, evidentemente perchè TU glielo hai detto, che sei un docente universiatrio. Ci sei ora? Speriamo sia la volta buona.
Chi ha "qualche distorsione della realtà"? Io che sto cercando, con non poche difficoltà, di farti capire il perchè della domanda o tu che dici di insegnare alla Sapienza senza farlo?
Ti serve qualcos'altro?
P.S.
si scrive "che c'entra" e non "che centra".
***
Vogliamo parlare di come mi hai risposto? Domanda: “cosa insegni” ? Risposta: “sono libero di fare ciò che voglio”. Ti sembra una replica quantomeno razionale? Bene, nonostante tutto, a quel punto la faccenda mi era chiara, se non che (ed il bello è che continui …) ho dovuto proseguire perché mi hai tacciato di essere “invidioso”, di “rosicare”… posso io rosicare di una pura ed ardita fantasia? Io no, ma forse è nel tuo novero delle cose possibili.
Va bene ora?
Secondo me rosichi del fatto che io ho la libertà di fare ciò che voglio, mentre tu no.
E ti ricordo che aspetto di sapere sempre da te quando io "HO DETTO" ciò... in che occasione o in che luogo, con quali interlocutori, in quale contesto, chi ho offeso nel dirlo dato i tuoi sferzanti giudizi.
Per quanto mi riguarda potresti anche dire di presiedere il consiglio dei ministri, il problema non è di certo il mio, avvisaci però se un giorno dovessi credere di essere Napoleone.
Poi un giorno mi spiegherai che centra con la querela di cagnazzo vs zazzera
Problema tuo se poi sei invidioso.
Se vuoi rispondermi tanto meglio, altrimenti non fa nulla.
Perchè non si calma un pò... Per dissipare ogni dubbio metta in rete il Suo diploma di laurea. Tanto sa come si fa, no? Lo ha già fatto con le (squillanti) querele e le (rumoreggianti) prove...
Accetti quel che la rete propone altrimenti, impari a fare le cose in silenzio.
A proposito, si è accorto che la rete bisbiglia qualcosa anche circa i Suoi rapporti con C.M.? Cosa ci dice al riguardo?
Lei lo sa che se fosse vero, sarebbe tutto molto depreimente?
Dici di essere "docente presso la Sapienza", cosa insegni?