Sabato 26 Maggio 2012
   
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DISCRETO SUCCESSO PER IL CONVEGNO SULLA FIGURA DI GARIBALDI

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Ha conseguito un discreto successo di pubblico il convegno di studi storici sulla figura di Giuseppe Garibaldi, tenutosi martedì 20 Settembre 2011 presso la sala delle Terre Parlanti a cura della Lega dei Socialisti e tenacemente voluto dall’avv. Giuseppe Angiuli.

La manifestazione ha preso inizio alle ore 17.00, con la deposizione di una corona di fiori sulla targa toponomastica di piazza XX settembre a ricordo dell’anniversario della presa di Roma (20 settembre 1870), data che segnò la fine del millenario potere temporale dei Papi e l’annessione della “città eterna” all’allora Regno d’Italia.

Alle 17.30 l’inizio dei lavori del convegno con l’introduzione dell’avv. Giuseppe Angiuli il quale ha sottolineato la necessità di erigere una barriera a difesa dei principali valori del Risorgimento, oggi messi in discussione da una storiografia revisionistica che spesso tende a confondere fatti e responsabilità nella ricostruzione degli eventi che portarono all’unificazione del Paese.

L’avv. Angiuli ha dunque pronunciato un NO fermo ad ogni tentativo di esaltazione nostalgica dell’assolutismo borbonico, su cui fanno leva le forze che oggi mirano a scomporre l’unità del Paese, provando a minare alla radice il senso di appartenenza delle genti meridionali alla nazione italiana.

E’ seguito l’intervento di Franco Bartolomei, Segretario Nazionale della Lega dei Socialisti, il nuovo movimento politico che per l’occasione è stato presentato alla cittadinanza.

Bartolomei ha sottolineato il valore attuale della figura di Giuseppe Garibaldi, non solo come condottiero militare vincente ma anche quale soggetto portatore di valori umani e sentimenti ancora vivi, di cui oggi si avverte un gran bisogno giacchè la nostra sovranità nazionale è sempre più messa a rischio di fronte al potere predominante di soggetti finanziari e bancari trasnazionali.

 

Bartolomei ha dunque condannato l’indebita appropriazione, da parte della Lega Nord, del pensiero di Carlo Cattaneo, avvenuta a scopi utilitaristici e snaturando completamente il suo pensiero.

L’interessante serata è proseguita con la prof.ssa Bianca Tragni, Presidente del comitato regionale per i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Esponendo compiti e obiettivi del Comitato, la Presidente ha ricordato alcuni nomi di patrioti pugliesi protagonisti della lunga stagione di liberazione dalla tirannia, che ebbe inizio con la rivoluzione partenopea del 1799 per segnare la vita dell’intero secolo XIX.

 

Il lavoro di ricerca del comitato pugliese è raccolto in un’agenda denominata “Il Risorgimento in Puglia”, in vendita presso le librerie della regione.

 

Successivamente, è intervenuto l’avvocato napoletano Nino d’Ambra, uomo dalla tempra d’altri tempi, appassionato studioso e collezionatore di documenti e cimeli garibaldini, il quale ha coinvolto la platea descrivendo abbondantemente le caratteristiche tiranniche del periodo borbonico, soffermandosi in particolare sulla descrizione delle torture adoperate ai danni dei prigionieri politici detenuti presso le carceri borboniche, tra i quali si segnalò il monopolitano barone Ghezzi (tenuto prigioniero nel carcere di Ischia).

 

Al contempo, l’avv. d’Ambra, a confutazione di quel luogo comune che vorrebbe l’impresa garibaldina come un qualcosa di imposto “dall’alto” alle popolazioni meridionali, ha sottolineato che Garibaldi giunse a Marsala con soli mille uomini ma quando raggiunse Napoli era ormai affiancato da trenta/quarantamila uomini meridionali che si erano aggregati spontaneamente a lui, materializzando dunque una partecipazione popolare di grandissima portata.

Secondo d’Ambra, Garibaldi è tra i più grandi personaggi della nostra storia in quanto “uomo che disprezzava soldi e potere”.


Ha chiuso la serata il prof. Nicola Colonna, docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bari, il quale ha inquadrato il pensiero di Garibaldi nella tradizione del socialismo italiano, attraverso la valorizzazione della figura del condottiero compiuta da tre grandi leaders del socialismo italiano: Filippo Turati, Pietro Nenni e Bettino Craxi

Commenti 

 
#1 luigi fabiani 2011-09-27 16:50
noto che c'è preoccupazione per la presa di coscienza storica che in questi anni sta maturando in tante persone e che sta facendo crollare tanti miti risorgimentali. Perchè non raccontare per completezza anche il sistema carcerario italo piemontese basato sul sig Lombroso?
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