Il verbale sventolato dal sindaco in conferenza stampa
“Le parole diventano pericolose – ha dichiarato il sindaco Romani in conferenza stampa, rivolgendosi ai sottoscritti- soprattutto quando non supportate dai fatti, che invece sono qua (il sindaco ha sventolato in conferenza documento con lo stemma della Polizia Municipale che, scopriremo in seguito, attesterebbe la regolarità dei lavori realizzati in c.da Lamamomilla oggetto dell’articolo PRESUNTO ABUSO EDILIZIO: ROMANI E MASI PROGETTISTI ) e per i quali verrete querelati. Ve lo preannuncio. La festa è finita. Da oggi chi parla offendendo le persone dimostrando di essere un animale travestito da persona deve essere querelato”.
Le parole diventano pericolose, è vero. Soprattutto quando si afferma in conferenza stampa sventolando il verbale dei vigili che “Te ne verrai un giorno con me in Tribunale e racconterai di questa storia tutto quello che sai ed io con gli atti che mi sono procurato, con accesso agli atti come tutti i cittadini, verrò con te e porterò le carte”.
Forse il sindaco non sa, ce lo auguriamo, che l’accesso a quegli atti non è consentito a tutti i cittadini. Per saperlo è necessario leggere il semplicissimo regolamento comunale che riporta la legge dell'art 22 della legge 241/1990. Testualmente: Il requisito per l'accesso agli atti risiede in un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso.
Già in una “normale” situazione, dunque, l’accesso a questo tipo di atti risulta limitato ad un coinvolgimento diretto.
Nel fatto di specie, il sindaco sicuramente ne sarà a conoscenza, parliamo di un atto prodotto a seguito di un esposto. La Polizia Municipale svolgeva quindi in quel momento attività di polizia giudiziaria, nella fase istruttoria finalizzata all’apertura di un possibile procedimento. Si tratta quindi di atti coperti da segreto istruttorio.
Oltre a non poter assolutamente accedere a quegli atti COME TUTTI I CITTADINI, è necessario capire perché il sindaco ne fosse in possesso, e perché comunque, fosse a conoscenza del suo contenuto. Se per collegamento diretto, come prevede la legge, o se – non conosciamo i limiti della legge in questo senso- come responsabile della Polizia Municipale.
La notizia certa, per ora, è quella dell’esposto che denuncia una edificazione su un terreno presumibilmente inedificabile e che chiede di verificare la regolarità degli eventuali strumenti urbanistici autorizzativi rilasciati dal Comune di Monopoli ed infine la conformità edilizia di quanto realizzato.
Sul terreno sono state svolti due differenti cantieri: uno nel 2008, il cui progetto sarebbe stato commissionato all’ing. Emilio Romani, ed un successivo cantiere, la cui responsabile era la geom. Maria Masi, oggi purtroppo deceduta.
In merito al collegamento tra la geom. Maria Masi ed l’ing. Emilio Romani, lo stesso ha precisato in conferenza che Maria Masi aveva un contratto di locazione ed “una sua attività diversa” dalla sua.
Il che- diciamo noi- non esclude certamente una collaborazione con lo studio tecnico Emilio Romani.
"Collaboratrice" dello studio tecnico Emilio Romani, e non di “dipendente” dello stesso studio tecnico, appunto, anche a fronte di diverse pubblicazioni su portali specifici (in una pagina registrata a nome del geom. Maria Masi, qualificatasi come geometra nello STUDIO TECNICO EMILIO ROMANI), quale edilportale.it ed archiportale.it, che indicano nella voce STUDIO EMILIO ROMANI, alla voce Pannelli Fotovoltaici, lo staff formato dalla Main Architectural Designer Maria Masi e dalla Main Architectural Designer ing. Monica Losavio.
Alla domanda diretta posta all’ingegnere rispetto ad una collaborazione nello studio tecnico di sua proprietà nel periodo che precedeva l’elezione a sindaco, il sign. Romani non ha fornito risposte, glissando l’argomento.
Lo stesso “primo” cittadino ci ha accusati di “non aver rispetto per i morti”, per aver citato la defunta Maria Masi in un evento di cronaca (l’esposto) nella quale purtroppo è coinvolta.
Troviamo meno rispettoso strumentalizzare il nome, e gli eventi tragici che purtroppo hanno colpito la giovane geometra, come parafulmine mediatico ed argomento utile a spostare l’attenzione sull’argomento centrale della notizia di cronaca. Che non è la geometra Maria Masi, ma un esposto che denuncia presunti abusi narrando fatti che già dal 2008, anno in cui sarebbe stata commissionata l’opera all’ing. Emilio Romani, avrebbero interessato il terreno in questione.
Accesso agli atti: il verbale sventolato
in conferenza stampa
“Le parole diventano pericolose – ha dichiarato il sindaco Emilio Romani in conferenza stampa, rivolgendosi ai sottoscritti- soprattutto quando non supportate dai fatti, che invece sono qua (il sindaco ha sventolato in conferenza documento con lo stemma della Polizia Municipale che, scopriremo in seguito, attesterebbe la regolarità dei lavori realizzati in c.da Lamamomilla oggetto dell’articolo PRESUNTO ABUSO EDILIZIO: ROMANI E MASI PROGETTISTI ) e per i quali verrete querelati. Ve lo preannuncio. La festa è finita. Da oggi chi parla offendendo le persone dimostrando di essere un animale travestito da persona deve essere querelato”.
Le parole diventano pericolose, è vero. Soprattutto quando si afferma in conferenza stampa sventolando il verbale dei vigili che “Te ne verrai un giorno con me in Tribunale e racconterai di questa storia tutto quello che sai ed io con gli atti che mi sono procurato, con accesso agli atti come tutti i cittadini (!!!!!!), verrò con te e porterò le carte”.
Forse il sindaco non sa, ce lo auguriamo, che l’accesso a quegli atti non è consentito a tutti i cittadini. Per saperlo è necessario leggere il semplicissimo regolamento comunale che riporta l'art 22 della legge 241/1990.
Testualmente: Il requisito per l'accesso agli atti risiede in un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso.
Già in una “normale” situazione, dunque, l’accesso a questo tipo di atti risulta limitato a chi possiede il requisito di un interesse, un coinvolgimento diretto.
Nel fatto di specie, il sindaco sicuramente ne sarà a conoscenza, parliamo di un atto prodotto a seguito di un esposto.
La Polizia Municipale svolgeva quindi in quel momento attività di polizia giudiziaria, nella fase istruttoria finalizzata all’apertura di un possibile procedimento. Si tratta quindi di atti coperti da segreto istruttorio.
Oltre a non poter assolutamente accedere a quegli atti COME TUTTI I CITTADINI, è necessario capire perché il sindaco ne fosse in possesso, e perché comunque, fosse a conoscenza del suo contenuto. Se per collegamento diretto, come prevede la legge, o se – non conosciamo i limiti della legge in questo senso- come responsabile della Polizia Municipale.
La notizia certa, per ora, è quella dell’esposto che denuncia una edificazione su un terreno presumibilmente inedificabile e che chiede di verificare la regolarità degli eventuali strumenti urbanistici autorizzativi rilasciati dal Comune di Monopoli ed infine la conformità edilizia di quanto realizzato.
Sul terreno sono state svolti due differenti cantieri: uno nel 2008, il cui progetto sarebbe stato commissionato all’ing. Emilio Romani, ed un successivo cantiere, la cui responsabile era la geom. Maria Masi, oggi purtroppo deceduta.
In merito al collegamento tra la geom. Maria Masi ed l’ing. Emilio Romani, lo stesso ha precisato in conferenza che Maria Masi aveva un contratto di locazione ed “una sua attività diversa” dalla sua.
Il che- diciamo noi- non esclude certamente una collaborazione con lo studio tecnico Emilio Romani.
"Collaboratrice" dello studio tecnico Emilio Romani, e non di “dipendente” dello stesso studio tecnico, appunto, anche a fronte di diverse pubblicazioni su portali specifici (in una pagina registrata a nome del geom. Maria Masi, qualificatasi come geometra nello STUDIO TECNICO EMILIO ROMANI), quale edilportale.it ed archiportale.it, che indicano nella voce STUDIO EMILIO ROMANI, alla voce Pannelli Fotovoltaici, lo staff formato dalla Main Architectural Designer Maria Masi e dalla Main Architectural Designer ing. Monica Losavio.
Alla domanda diretta posta all’ingegnere rispetto ad una collaborazione nello studio tecnico di sua proprietà nel periodo che precedeva l’elezione a sindaco, il sign. Romani non ha fornito risposte, glissando l’argomento.
Lo stesso “primo” cittadino ci ha accusati di “non aver rispetto per i morti”, per aver citato la defunta Maria Masi in un evento di cronaca (l’esposto) nella quale purtroppo è coinvolta.
Troviamo meno rispettoso strumentalizzare il nome, e gli eventi tragici che purtroppo hanno colpito la giovane geometra, come parafulmine mediatico ed argomento utile a spostare l’attenzione sull’argomento centrale della notizia di cronaca. Che non è la geometra Maria Masi, ma un esposto che denuncia presunti abusi narrando fatti che già dal 2008, anno in cui sarebbe stata commissionata l’opera all’ing. Emilio Romani, avrebbero interessato il terreno in questione.

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Commenti
La notizia ha ad oggetto un esposto che coinvolge il sindaco. La notizia è tale anche senza il sindaco (si parla di un presunto abuso edilizio consumatosi nelle nostre campagne). Con il primo cittadino quale tecnico del progetto, la notizia assume maggior rilievo. Tutto qui. E’ naturale che accada, stiamo parlando di un sindaco in carica (glielo spiega bene il commento n. 34) ed il fatto che circolino certe informazioni è segno che c’è chi ha il coraggio di darle e la dignità di fare il proprio lavoro a testa alta e con la schiena dritta (differentemente dal resto dei pennivendoli a gettone). Questo significa che il sistema democratico, bene o male, funziona a tutto vantaggio di noi cittadini. Il potere è controllato, i cittadini sono informati e se nulla verrà rilevato, nulla accadrà. Se venissero a casa mia gli inquirenti non avrei di che urlare o dare in escandescenze. Lei?
A quanto vedo però seguita con ostinazione, nonostante si dica entusiasta del meccanismo democratico, a chiamare “trappola” il funzionamento di un impianto che è, in prima istanza, garanzia per noi cittadini, cioè per me e per lei. Sia sincero, cosa la spinge ad andare contro i suoi stessi interessi? Dovrebbe essere contento ma è lì che rimugina su presunte trappole e fantomatiche trame, dando lezioni di controspionaggio al nostro (scosso) primo cittadino, mentre dei giornalisti degni di tal nome riportano nient’altro che il resoconto di un fatto storico.
Ancora una domanda: mi dice da che parte sta?
forse ho capito...si sta candidando a consulente per la redazione? Mi sa che di legge ne capisce! Qui si sta discutendo non la colpevolezza del sindaco, ma della notizia di cronaca che serve a ben poco alla comunita' se no a quei pochi che cercano in tutti i modi di screditare il sindaco.. Poi magari e come dice lei...non ci sarebbbero gli estremi per una querela...resta la voglia di voler dare spallate continue....
Aggiunga che il tutto è partito in seguito ad un Esposto inoltrato da un semplice cittadino e non da un rilievo fatto in loco dagli organi competenti.
Faccio un esempio per meglio spiegarmiri: un suo vicino di casa, per vecchie incomprensioni sorte con lei, invia un Esposto ai Vigili, alla Procura e per conoscenza al Papa, insinuando che sono stati effettuati nella sua abitazioni degli abusi, solo perchè vi ha visto entrare un tecnico e dei muratori.
La notizia viene pubblicata su di un giornale, *** senza che abbia commesso alcun che.
Come crede che si sentirebbe, e cosa farebbe per difendere la sua onorabilità.
Non c’è alcuna insinuazione nello scrivere la verità: è sotto giudizio un progetto redatto dall’ing. Romani. Dove sarebbe l’insinuazione? Qualcuno ha insinuato la colpevolezza dell’ingegnere? No, e non lo avrebbe neanche lontanamente potuto fare perché, oltre che assolutamente fuori logica e ragione (è in corso una regolare attività ispettiva da parte degli organi inquirenti che non implica affatto la commissione di un illecito), sarebbe andato contro il principio di presunzione di non colpevolezza, principio cardine del nostro ordinamento giuridico, ormai noto a tutti fin dalla scuola dell’infanzia.
Quella che lei si ostina a chiamare “trappola” altro non è, pertanto, che una semplice notizia. Semmai potremmo discutere della veemente (e strana) reazione di Romani di fronte alla stessa.
Se allora conviene con me che siamo al cospetto, né più e né meno, del corretto funzionamento (ne dovremmo essere soddisfatti) dei meccanismi democratici, invece di descrivere una notizia di cronaca come una macchinazione ordita dagli scriventi, chiami le cose col proprio nome e non insinui (lei sì) secondi fini, tranelli per “polli” o chissà cos’altro.
Mi spiace ma non è possibile asserire tutto ed il contrario di tutto allo stesso tempo. Come dice sempre il sindaco: delle due l’una. O no?
Sig. "non ci posso credere" dove ha trovato scritto che in questa vicenda c'è un "delinquente"? Chi ha accusato chi?
Avanti, risponda.
con il rispetto parlando...mi sa che tu ci arrivi benissimo ma fai finta di non capire......
Sig. "è tutto chiaro" chi nulla ha fatto nulla teme. Perchè il sindaco è nervoso? Per un professionista è normale capitare sotto la lente d'ingrandimento della magistratura, dov'è il problema?
Mi indichi tra l'altro le "insinuazioni" io non ne leggo alcuna.
Le devo anche ricordare che il sindaco è un personaggio pubblico, un uomo delle istituzioni e la sua vita dev'essere TRASPARENTE. Questo a garanzia degli amministrati, cioè a garanzia mia e sua. E' così che funziona in democrazia, piaccia o non piaccia.
E dovremmo essere noi ad incoraggiare questo tipo d'informazione, di controllo, senza parlare di "trappole" alla maniera dei più scafati e fantasiosi retroscenisti.
Perchè da cittadino come me non è di questo parere? Io difendo i principi basilari della democrazia, lei da che parte sta?
Noto però un eccessivo nervosismo che non dovrebbe neanche lontanamente lambire chi sa di aver svolto il proprio incarico nell'assoluto rispetto delle norme. E questo dà da pensare.
Tra l’altro da cittadini dovremmo essere noi stessi a pretendere che la vita di chi ricopre incarichi pubblici sia passata al setaccio! Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere e per cui alterarsi. In tutte le democrazie occidentali la vita dei leader è sottoposta ad un rigoroso controllo. E la trasparenza delle condotte personali dei politici è condizione necessaria per il buon funzionamento delle istituzioni e della democrazia. Questo non le viene proprio in mente? Eppure dovrebbe, da cittadino semplice come me, pensarla alla stessa mia maniera. O mi sbaglio?
l'articolo e' stato pubblicato ad arte per danneggiare il nome e ala figura del sindaco! Ci vuole molto a capirlo?? Che importanza altrimenti puo' avere un esposto del genere per la citta'? Di esposti del genere ce ne sono centinaia!! Ma si e' deciso di pubblicare quello dove guarda caso c'e' il nome di Romani!! Vuoi che ti faccio il disegnino???
Come si fa a divulgare e commentare un Esposto di un semplice cittadino, senza verificare se era legittimo o fondato sul pettegolezzo.
Non è sufficiente il diritto di cronaca per giustificarne la pubblicazione.
Sono d'accordo con te che si potrebbe prospettare una denuncia per danno di immagine professionale.
Qui l'unico a poter querelare è il sig. Bosco bersaglio di pesanti insulti da parte del sindaco che ancora deve spiegare perchè ha dato in escandescenze.
Ha compreso ora o passiamo alle illustrazioni grafiche?