Riceviamo e pubblichiamo una lettera da Vito Marino Abrusci sul possibile candidato Presidente della Regione Puglia alle prossime elezioni.
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Da antico e modesto militante del MSI-Alleanza Nazionale, ora PDL, mi preme manifestare il mio disappunto per l'iniziativa recentemente promossa dall'ex sindaco di Acquaviva delle Fonti ed ex Consigliere provinciale, nonché capogruppo, Francesco Pistilli.
Mi riferisco alla raccolta di firme a favore della candidatura di Rocco Palese e contro quella del Dr. Dambruoso alla presidenza della Regione.
Ho notizia del fatto che questa iniziativa, poco dopo il suo annuncio, si sarebbe già arenata per ragioni meteorologiche (?) ed organizzative, ma il danno, per quanto limitato, è già stato fatto. Si è restituita l'immagine di un partito pronto a dividersi su una scelta cruciale per il futuro della Puglia e si è data in pasto ai mass media una contrapposizione politica inesistente. Unico beneficiario, Vendola.
La sinistra si è sempre rimproverata, a posteriori, di riuscire a farsi del male da sola. Non vorrei che questa peculiarità attecchisse miserevolmente anche a destra.
La Puglia ha bisogno della competenza amministrativa e del rigore di Rocco Palese tanto quanto della capacità del Dr. Dambruoso di portare valore aggiunto alla coalizione e al programma condiviso. Raccogliere firme a favore dell'uno contro l'altro mortifica il lavoro costante che si sta da tempo portando avanti per favorire l'integrazione fra i partiti co-fondatori del PDL ed in ogni caso non rende alcun vantaggio al rafforzamento della proposta politica del centrodestra.
Avendo contatto costante coi militanti e con i simpatizzanti sono convinto che nessuno nel Partito, a nessun livello, a partire dalla "base" abbia trascurato il valore anche simbolico e aggregante che potrebbe attribuirsi alla candidatura di Dambruoso.
Si tratta di sconfiggere definitivamente un luogo comune intorno al quale la politica anche regionale si avvita da troppo tempo, anche se le cronache più recenti si sono già incaricate di smentirlo. La sinistra non ha il primato né dei comportamenti morali né della tutela della legalità.
Vito Marino Abrusci
Presidente AN-PDL
ex Presidente del Consiglio Comunale Acquaviva delle Fonti
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Commenti
ho un passato di militanza simile al suo, non ho creduto e non credo ne al p.d.l. ne tanto meno al "berlusconismo".
ricordo con nostalgia gli scritti di veneziani quando teorizzava sulla "destra presentabile" e sul "partito conservatore".
quello di cui lei scrive altro non è che un sintomo di un malessere che c'è all'interno dell'"ectoplasma" che non è ne "presentabile" ne "conservatore",al quale avete entusiasticamente aderito spesso per carrierismo quando non per megalomania.
ha ragione,"la sinistra non ha il primato né dei comportamenti morali né della tutela della legalità " ma è anni luce davanti a voi per democrazia e qualità della dialettica politica.
Sul quale ultimo, senza schierarmi con alcuno dei potenziali candidati citati, dei quali non so assolutamente nulla, vorrei fare qualche considerazione.
Che ci sia dialettica all'interno di un partito non mi pare qualcosa di negativo, anzi esattamente il contrario: diversamente, esso darebbe l'impressione di un monolite, i cui membri non possono permettersi nulla di diverso dall'ubbidire agli ordini di scuderia.
Per cui mi sembra che la reclamata unità sia un valore non in sè, ma solo quando fosse raggiunta attraverso adeguati confronti e sintesi (o democratica prevalenza) delle diverse tesi.
Va da sè che il dibattito non dovrebbe essere fatto a colpi di firme, ma nell'ambito degli organismi interni al partito, ove presenti e soprattutto ove realmente funzionanti.
Inoltre, tra le righe della sua lettera mi sembra di cogliere, forse a torto, una sorta di adesione al vecchio principio per cui i panni sporchi si lavano in famiglia, magari anche condivisibile, se non fosse per un ulteriore impressione che ho, quella di una attenzione quasi prevalente e comunque molto elevata, anche a scapito di altre esigenze, per l'immagine pubblica del partito, un qualcosa che sa molto di aziendale e poco di democratico.
Cordialmente.