n un interrogatorio secretato Lea Cosentino rivela: "le raccomandazioni da Tedesco, Loizzo, Grassi, Minervini, Fiore ed Emiliano. E informavo Vendola”
di GIULIANO FOSCHINI
Diciassette pagine di interrogatorio, a febbraio del 2010, per raccontare tutte le "pressioni e raccomandazioni" ricevute. Un verbale che ora rischia di riaccendere la miccia degli scandali nella sanità pugliese. Nelle carte depositate dalla procura nell'ambito della chiusura indagine su Alberto Tedesco, spunta un verbale dell'ex direttore generale della Asl, Lea Cosentino, datato 24 febbraio del 2010. La Cosentino era stata già arrestata e allontanata dal suo posto. E ha voluto togliersi una serie di sassolini raccontando di aver subito pressioni e raccomandazioni per i concorsi da Tedesco, Tommaso Fiore, Gero Grassi, Guglielmo Minervini, Mario Loizzo e Michele Emiliano (nessuno è indagato). "Vendola - dice la Cosentino - non è il tipo che fa pressioni ma lo informavo sempre di tutto". Nel verbale la Cosentino parla di una consulenza data al professor Pascone sotto la spinta di Tedesco. "Non l'avrei mai fatto senza. L'assessore, con gentilezza apparente formulava pressanti richieste e tutti noi sapevamo che non aderire a tali richieste significava essere poi vessati attraverso i funzionari dell'assessorato".
I pm Digeronimo e Bretone le chiedono se si sentisse autonome o se subiva pressioni. "Ho ricevuto - mette a verbale Lady Asl - moltissime segnalazioni e raccomandazioni da molti esponenti politici dello schieramento di centrosinistra che mi ha nominato. Ricordo raccomandazioni da parte di Tedesco, Fiore, Loizzo, Grassi, Minervini. Sicuramente le interferenze le ho subite nell'espletamento dei concorsi pubblici per la nomina di primari. Ricordo, in particolare, tre concorsi spietati per il presidio ospedaliero di Monopoli, per l'istituto di radiologia, dove ho provveduto a nominare il dottor Di Giulio, per l'istituto di nefrologia di Molfetta dove ho provveduto a nominare la dottoressa D'Elia e il concorso per primario pneumologo del San Paolo dove ho nominato il dottor Picca. In questi concorsi ho subito pressioni da parte dell'assessore Fiore il quale sponsorizzava per Monopoli la dottoressa Magliocca, per il concorso a Molfetta Corciulo, per il San Paolo il dottor Pierucci. Per questi concorsi ho agito però in piena autonomia perché reputavo più giusto nominare i medici da me individuati non solo perché competenti ma perché le loro nomine erano maggiormente confacenti rispetto ad esigenze di risparmio da parte della Asl Bari. Infatti i medici nominati erano già dipendenti della Asl per cui non si sarebbero creati costi aggiuntivi per nuove assunzioni di personale. Ritengo che questa mia autonomia abbia influito su quanto poi mi è accaduto, quando sono stata allontanata".
La Cosentino parla poi di un concorso in medicina interna al Di Venere dove era in corso una "guerra" tra i candidati di Loizzo e Tedesco e lei optò - con la benedizione di Vendola - per un terzo. Poi fa altri esempi: "A radiologia dell'ospedale di Monopoli l'onorevole Grassi raccomandò il dottor Capece Minutolo. Minervini fece una segnalazione nel corso dell'espletamento di medicina trasfusionale dell'ospedale di Molfetta; il concorso di medicina trasfusionale dell'ospedale San Paolo nominai il dottor Scelsi perché certamente più competente ma mi venne segnalato anche da Tedesco e Fiore. Per il concorso da primario di chirurgia dell'ospedale di Molfetta, Fiore mi segnalava Guglielmi ma io nominai il De Leo. Per i direttori di centri di salute mentale delle aree di Bari ho ricevuto lamentele da parte di Emiliano e Tedesco, quando ho nominato Buonsante in sostituzione di Abbondanza". Ma Emiliano replica: "Non so chi sia Abbondanza".
In un interrogatorio secretato Lea Cosentino rivela: "le raccomandazioni da Tedesco, Loizzo, Grassi, Minervini, Fiore ed Emiliano. E informavo Vendola”
di GIULIANO FOSCHINI dabari.repubblica.it
Diciassette pagine di interrogatorio, a febbraio del 2010, per raccontare tutte le "pressioni e raccomandazioni" ricevute. Un verbale che ora rischia di riaccendere la miccia degli scandali nella sanità pugliese. Nelle carte depositate dalla procura nell'ambito della chiusura indagine su Alberto Tedesco, spunta un verbale dell'ex direttore generale della Asl, Lea Cosentino, datato 24 febbraio del 2010. La Cosentino era stata già arrestata e allontanata dal suo posto. E ha voluto togliersi una serie di sassolini raccontando di aver subito pressioni e raccomandazioni per i concorsi da Tedesco, Tommaso Fiore, Gero Grassi, Guglielmo Minervini, Mario Loizzo e Michele Emiliano (nessuno è indagato). "Vendola - dice la Cosentino - non è il tipo che fa pressioni ma lo informavo sempre di tutto". Nel verbale la Cosentino parla di una consulenza data al professor Pascone sotto la spinta di Tedesco. "Non l'avrei mai fatto senza. L'assessore, con gentilezza apparente formulava pressanti richieste e tutti noi sapevamo che non aderire a tali richieste significava essere poi vessati attraverso i funzionari dell'assessorato".
I pm Digeronimo e Bretone le chiedono se si sentisse autonome o se subiva pressioni. "Ho ricevuto - mette a verbale Lady Asl - moltissime segnalazioni e raccomandazioni da molti esponenti politici dello schieramento di centrosinistra che mi ha nominato. Ricordo raccomandazioni da parte di Tedesco, Fiore, Loizzo, Grassi, Minervini. Sicuramente le interferenze le ho subite nell'espletamento dei concorsi pubblici per la nomina di primari. Ricordo, in particolare, tre concorsi spietati per il presidio ospedaliero di Monopoli, per l'istituto di radiologia, dove ho provveduto a nominare il dottor Di Giulio, per l'istituto di nefrologia di Molfetta dove ho provveduto a nominare la dottoressa D'Elia e il concorso per primario pneumologo del San Paolo dove ho nominato il dottor Picca. In questi concorsi ho subito pressioni da parte dell'assessore Fiore il quale sponsorizzava per Monopoli la dottoressa Magliocca, per il concorso a Molfetta Corciulo, per il San Paolo il dottor Pierucci. Per questi concorsi ho agito però in piena autonomia perché reputavo più giusto nominare i medici da me individuati non solo perché competenti ma perché le loro nomine erano maggiormente confacenti rispetto ad esigenze di risparmio da parte della Asl Bari. Infatti i medici nominati erano già dipendenti della Asl per cui non si sarebbero creati costi aggiuntivi per nuove assunzioni di personale. Ritengo che questa mia autonomia abbia influito su quanto poi mi è accaduto, quando sono stata allontanata".
La Cosentino parla poi di un concorso in medicina interna al Di Venere dove era in corso una "guerra" tra i candidati di Loizzo e Tedesco e lei optò - con la benedizione di Vendola - per un terzo. Poi fa altri esempi: "A radiologia dell'ospedale di Monopoli l'onorevole Grassi raccomandò il dottor Capece Minutolo. Minervini fece una segnalazione nel corso dell'espletamento di medicina trasfusionale dell'ospedale di Molfetta; il concorso di medicina trasfusionale dell'ospedale San Paolo nominai il dottor Scelsi perché certamente più competente ma mi venne segnalato anche da Tedesco e Fiore. Per il concorso da primario di chirurgia dell'ospedale di Molfetta, Fiore mi segnalava Guglielmi ma io nominai il De Leo. Per i direttori di centri di salute mentale delle aree di Bari ho ricevuto lamentele da parte di Emiliano e Tedesco, quando ho nominato Buonsante in sostituzione di Abbondanza". Ma Emiliano replica: "Non so chi sia Abbondanza".
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Commenti
Era proprio l'unico NON raccomandato?
quelli di sel o di altri partiti non c'entrano, lasciamo proseguire il lavoro dei magistrati e se ci sono colpevoli che vadano, si spera in carcere.
Jena
Dici cose sacrosante; dov'eri idem quando negli anni passati copertino & c. assumevano a piacimento?
NOTA...
QUESTO COMUNICATO NONè RIFERITO A MEDICI E INFERMIERI SPECIALIZZATI, CHE OGNI GIORNO FANNO DEL LORO MEGLIO X DARE UN SORRISO A QUEI PAZIENTI SFORTUNATI CHE ANNO BISOGNO DI CURE, MA AI TANTI NULLAFACENTI.