Sopravviverà alla riforma?
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Si è tenuta nei giorni scorsi, presso l'aula delle pubbliche udienze del tribunale di Monopoli, un seminario formativo valido per l'attribuzione di crediti formativi forensi, organizzato dall'associazione avvocati del Tribunale di Monopoli, sul tema "Diritto di cronaca e diffamazione", affrontato sia sotto l'aspetto civilistico/risarcitorio, sia sotto l'aspetto delittuoso riferito al reato di cui all'art.595 c.p.; relatori il prof. Roberto Pardolesi, titolare della cattedra di diritto privato presso l'Unversità Luiss Guido Carli di Roma e il dott. Pietro Errede, giudice coordinatore delle sedi distaccate di Monopoli e Putignano; moderatore il giornalista Rai Vito Giannulo.
Folta la partecipazione degli addetti ai lavori (circa 140 iscritti) ed interessanti le relazioni ed il conseguente dibattito. Inoltre, l'argomento è stato trattato soprattutto con riferimento alle differenze tra la "carta stampata" e il "web" in un momento in cui la comunicazione globale rappresenta una forma di democrazia evoluta e partecipativa, verso la quale il legislatore non ha ancora fissato una linea di condotta chiara e coerente, lasciando spesso nelle mani dei Giudici una responsabilità valutativa finale.
All'inizio dell'incontro, il presidente dell'Associazione forense, Avv. Pierfelice Annese, ha reso edotta l'assemblea delle novità riferite al progetto di riorganizzazione degli uffici giudiziari, in ambito nazionale, di cui alla manovra finanziaria bis, presentando un documento da inoltrare alle istituzioni locali, condiviso e sottoscritto da tutti i presenti. Cambia la geografia giudiziaria, ed il nostro tribunale, già al collasso per la carenza di personale amministrativo ( e non solo), potrebbe essere tra le nomination dei “soppressi”. A rischio anche il giudice di pace. Si attende dunque la “tabella” dei nominati che il Governo dovrebbe pubblicare presto.
Sembrerebbe favorevole ad un intervento il sign. Emilio Romani, pronto ad intervenire presso le istituzioni facendo leva, secondo quanto dichiarato, sulla utilità e l’idoneità della struttura nella quale la città di Monopoli ospita il Tribunale.
Qui di seguito il testo della petizione:
Gent.mi sigg.ri,
nelle V/s qualità di primo cittadino e di rappresentante della massima assise cittadina, devo coinvolgervi in merito al delicatissimo argomento in oggetto, che in questi giorni sta interessando l’intero nostro Paese e che potrebbe comportare – nell’arco temporale di un anno – la definitiva chiusura della sede distaccata del Tribunale di Monopoli e dell’Ufficio del Giudice di Pace di Monopoli.
Tale notizia deve destare molta preoccupazione, perché mai come in questo momento appare reale:
“ Se non ora, quando?” il monito del neo ministro della Giustizia On.le Francesco Nitto Palma che avrebbe già pronta una bozza di revisione della geografia giudiziaria per tagliare o accorpare 681 uffici del Giudice di Pace (su 846), 220 Sezioni Distaccate di Tribunale, 63 piccoli Tribunali circondariali al cui interno operano meno di 15 Giudici e 58 “Procurine”. Il tutto, in tempi di crisi finanziaria, per “recuperare risorse e contribuire alla crescita del Paese”.
Lungi dal sottoscritto l’idea di commentare politicamente tali iniziative, che potrebbero anche avere un certo pregio se concordate con tutti gli operatori del settore (i Tribunali distaccati e gli Uffici del Giudice di Pace sono presidio di democrazia e legalità, uno strumento in mano ai cittadini per far valere i propri diritti), specie in un periodo di così profonde trasformazioni, ma i disagi che tutti ne riceverebbero, con conseguente aggravio di costi e ritardi, sarebbero così evidenti che parlarne risulterebbe pleonastico.
I criteri e i metodi che il Governo dovrà utilizzare sarebbero i seguenti: estensione del territorio, numero degli abitanti, carichi di lavoro e indice delle sopravvenienze, tasso di impatto della criminalità organizzata, ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali, soppressione o accorpamento delle sedi distaccate del tribunale circondariale, riduzione e/o soppressione degli uffici del Giudice di Pace dislocati in sede diversa da quella circondariale.
E’ indubbio che occorra mettere mano ad una riforma strutturale del sistema giustizia, che spesso non funziona, così come è di solare evidenza che vi sono degli uffici giudiziari praticamente inutili e che servono una utenza numericamente modesta. Così come è necessario risparmiare sui costi vivi relativi alla gestione di immobili spesso mal utilizzati e poco produttivi. Ma è anche vero che i tagli imposti dalla manovra finanziaria e il blocco delle assunzioni (da 57mila dipendenti si è scesi a 44mila) hanno di fatto impedito che tali uffici riuscissero a funzionare. E’ pensabile, ad es., che tutto il carico di lavoro del Tribunale di Monopoli possa essere trasferito presso il Tribunale di Bari ove non vi è alcuna possibilità di smaltire il carico attualmente pendente? E tutto ciò puntando alla “crescita del sistema giustizia e del Paese”?
Tali riforme strutturali devono essere approfondite e affrontate con serietà e non possono gravare sulle spalle dei cittadini utenti e degli operatori del settore.
Inoltre, tra le novità del testo legislativo, con riferimento alla soppressione degli uffici del Giudice di Pace non circondariale, vi sarebbe anche quella prevista dalla lettera o) del citato emendamento alla manovra finanziaria: dovrebbe cioè il Comune, se vuole mantenere il Giudice di Pace, pagare le spese vive dell’Ufficio, ivi compreso il personale amministrativo, restando a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente il compenso del magistrato onorario e la formazione del personale. E tale intendimento deve essere formalizzato in tempi brevissimi!
Più che una riforma “epocale”, una riforma “tombale”, che arrecherà – sotto la spinta del risparmio e della cosiddetta razionalizzazione – danni enormi alla collettività.
Infine, prima di allegare copia del testo legislativo in esame, per completezza di esposizione, pare opportuno fornire i “numeri” dei nostri uffici giudiziari al 30.06.2011:
Tribunale di Monopoli: cause ordinarie civili n. 2.060 oltre procedimenti sommari ed esecuzioni mobiliari per un totale di circa 2.500 affari civili pendenti; affari penali pendenti n. 320.
Ufficio del Giudice di Pace: affari civili pendenti n. 950; affari penali circa 200.
Questo, in estrema sintesi, il progetto di riforma che il Governo dovrà attuare entro 12 mesi dal 15.09.2011, attraverso uno o più decreti legislativi; ovviamente vi saranno più ipotesi allo studio della Direzione Generale dell’Organizzazione Giudiziaria, cui spetta il compito di ridisegnare la mappa degli uffici giudiziari e certamente molto dipenderà dalla volontà politica e dal livello di “condivisione della riforma”.
Spetta però certamente a noi tutti alzare la guardia su possibili “provvedimenti mannaia” ed attivare tutti i canali istituzionali che, al di là di una legittima logica campanilistica, tengano anche conto della storia e della struttura dei nostri uffici giudiziari, della necessità dell’utenza, degli operatori del settore, del forte carico di lavoro, della esigenza di giustizia che si avverte nelle cosiddette “periferie”.
Attendiamo, quindi, con fiducia un v/s fattivo interessamento, specificando che la classe forense che opera prevalentemente presso gli uffici giudiziari di Monopoli è disponibile a qualsiasi confronto e/o approfondimento sul tema.
Distinti saluti.
Avv. Pierfelice Annese
Pres. Ass.Avvocati Tribunale di Monopoli
Gent.mi sigg.ri,
nelle V/s qualità di primo cittadino e di rappresentante della massima assise cittadina, devo coinvolgervi in merito al delicatissimo argomento in oggetto, che in questi giorni sta interessando l’intero nostro Paese e che potrebbe comportare – nell’arco temporale di un anno – la definitiva chiusura della sede distaccata del Tribunale di Monopoli e dell’Ufficio del Giudice di Pace di Monopoli.
Tale notizia deve destare molta preoccupazione, perché mai come in questo momento appare reale:
“ Se non ora, quando?” il monito del neo ministro della Giustizia On.le Francesco Nitto Palma che avrebbe già pronta una bozza di revisione della geografia giudiziaria per tagliare o accorpare 681 uffici del Giudice di Pace (su 846), 220 Sezioni Distaccate di Tribunale, 63 piccoli Tribunali circondariali al cui interno operano meno di 15 Giudici e 58 “Procurine”. Il tutto, in tempi di crisi finanziaria, per “recuperare risorse e contribuire alla crescita del Paese”.
Lungi dal sottoscritto l’idea di commentare politicamente tali iniziative, che potrebbero anche avere un certo pregio se concordate con tutti gli operatori del settore (i Tribunali distaccati e gli Uffici del Giudice di Pace sono presidio di democrazia e legalità, uno strumento in mano ai cittadini per far valere i propri diritti), specie in un periodo di così profonde trasformazioni, ma i disagi che tutti ne riceverebbero, con conseguente aggravio di costi e ritardi, sarebbero così evidenti che parlarne risulterebbe pleonastico.
I criteri e i metodi che il Governo dovrà utilizzare sarebbero i seguenti: estensione del territorio, numero degli abitanti, carichi di lavoro e indice delle sopravvenienze, tasso di impatto della criminalità organizzata, ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali, soppressione o accorpamento delle sedi distaccate del tribunale circondariale, riduzione e/o soppressione degli uffici del Giudice di Pace dislocati in sede diversa da quella circondariale.
E’ indubbio che occorra mettere mano ad una riforma strutturale del sistema giustizia, che spesso non funziona, così come è di solare evidenza che vi sono degli uffici giudiziari praticamente inutili e che servono una utenza numericamente modesta. Così come è necessario risparmiare sui costi vivi relativi alla gestione di immobili spesso mal utilizzati e poco produttivi. Ma è anche vero che i tagli imposti dalla manovra finanziaria e il blocco delle assunzioni (da 57mila dipendenti si è scesi a 44mila) hanno di fatto impedito che tali uffici riuscissero a funzionare. E’ pensabile, ad es., che tutto il carico di lavoro del Tribunale di Monopoli possa essere trasferito presso il Tribunale di Bari ove non vi è alcuna possibilità di smaltire il carico attualmente pendente? E tutto ciò puntando alla “crescita del sistema giustizia e del Paese”?
Tali riforme strutturali devono essere approfondite e affrontate con serietà e non possono gravare sulle spalle dei cittadini utenti e degli operatori del settore.
Inoltre, tra le novità del testo legislativo, con riferimento alla soppressione degli uffici del Giudice di Pace non circondariale, vi sarebbe anche quella prevista dalla lettera o) del citato emendamento alla manovra finanziaria: dovrebbe cioè il Comune, se vuole mantenere il Giudice di Pace, pagare le spese vive dell’Ufficio, ivi compreso il personale amministrativo, restando a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente il compenso del magistrato onorario e la formazione del personale. E tale intendimento deve essere formalizzato in tempi brevissimi!
Più che una riforma “epocale”, una riforma “tombale”, che arrecherà – sotto la spinta del risparmio e della cosiddetta razionalizzazione – danni enormi alla collettività.
Infine, prima di allegare copia del testo legislativo in esame, per completezza di esposizione, pare opportuno fornire i “numeri” dei nostri uffici giudiziari al 30.06.2011:
Tribunale di Monopoli: cause ordinarie civili n. 2.060 oltre procedimenti sommari ed esecuzioni mobiliari per un totale di circa 2.500 affari civili pendenti; affari penali pendenti n. 320.
Ufficio del Giudice di Pace: affari civili pendenti n. 950; affari penali circa 200.
Questo, in estrema sintesi, il progetto di riforma che il Governo dovrà attuare entro 12 mesi dal 15.09.2011, attraverso uno o più decreti legislativi; ovviamente vi saranno più ipotesi allo studio della Direzione Generale dell’Organizzazione Giudiziaria, cui spetta il compito di ridisegnare la mappa degli uffici giudiziari e certamente molto dipenderà dalla volontà politica e dal livello di “condivisione della riforma”.
Spetta però certamente a noi tutti alzare la guardia su possibili “provvedimenti mannaia” ed attivare tutti i canali istituzionali che, al di là di una legittima logica campanilistica, tengano anche conto della storia e della struttura dei nostri uffici giudiziari, della necessità dell’utenza, degli operatori del settore, del forte carico di lavoro, della esigenza di giustizia che si avverte nelle cosiddette “periferie”.
Attendiamo, quindi, con fiducia un v/s fattivo interessamento, specificando che la classe forense che opera prevalentemente presso gli uffici giudiziari di Monopoli è disponibile a qualsiasi confronto e/o approfondimento sul tema.
Distinti saluti.
Avv. Pierfelice Annese
Pres. Ass.Avvocati Tribunale di Monopoli
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