Si apre il dibattito
A sollevare candidamente il dibattito sui rapporti tra giornalismo e politica, che regolano l’informazione monopolitana, è Giacomo Ferrarese, segretario dei Giovani Democratici, nonché giornalista di una testata locale oggi ormai “scomparsa”. Il pensiero era evidentemente coltivato da tempo, ma solo oggi, nell’era post- decesso della testata, il giornalista- politico ha deciso di esprimersi in merito ai rapporti tra la stampa e la politica locale in una lettera indirizzata al direttore di una testata locale.
Il giornalista (- politico) precisa innanzitutto che pur avendo condiviso i comunicati stampa inviati dal Partito Democratico, non ha purtroppo partecipato alla stesura meccanica del testo: Lacitignola quindi, non avrebbe riportato nel modo che lui riteneva opportuno i contenuti concordati.
Quindi l’analisi del giornalismo locale: “« Se c’è qualcuno di noi che pensa che per poter rispondere a Romani su questo terreno basti avere un’altra redazione “amica” per compensare le sue azioni, con la retorica scusante che in fondo lui l’informazione se la finanzia da sé mentre l’opposizione no, fa al sindaco un grande regalo. Il passato e il presente stanno a dimostrare tutti gli errori fatti dalla nostra classe dirigente quando ha pensato di essere su questo tema uguale e contraria alla destra utilizzando qualche testata amica che a tempo di record potesse regalare scoop e presunte notizie rilevanti sulla condotta del sindaco e dei suoi sodali magari grazie al contributo diretto o indiretto di chi poteva meglio conoscere i fatti».
«E’ questo il motivo per cui oggi sento forte l’urgenza di aprire un dibattito serio, sereno e oggettivo su un tema così delicato e su cui in questa città si stanno verificando diverse ed oggettive deformazioni. Bisogna smetterla, lo dico ad entrambi i poli, o a parti di essi, di inseguire o utilizzare l’informazione pubblica a proprio piacimento anche perché molte volte come nell’ultimo caso, per il centrosinistra ciò significa solo fare un grande regalo alla causa vera di questo problema, cioè il sindaco Romani, che da carnefice diventa vittima particolare di una stampa magari nemica e vicina alla sinistra. La politica quando è di qualità non ha bisogno di aiuti da parte dell’informazione né di colpire l’avversario politico per trarne un beneficio momentaneo ma che alla lunga colpisce proprio chi la causa come un effetto boomerang. La politica non deve inseguire ma seguire con sobrietà e rispetto l’informazione altrimenti testimonia il suo vuoto di azione e la sua incapacità a elaborare soluzioni sui diversi temi della vita dei cittadini. Ciò deve saperlo la politica locale di destra e di sinistra».
Ma cos’è l’informazione? Esiste il giornalismo “neutro”? Ad aprire una riflessione su questo tema sono invece gli autori di Talk Radio Blu, trasmissione radio condotta da Dario Cazzorla e Francesco Maiellaro, che ci scrivono:
“Non esiste il giornalismo neutro anzi quella del giornalista (nobile professione se fosse fatta a dovere) dovrebbe per definizione essere una visione di parte dichiarata apertamente. Il fotografo, ad esempio usa il suo obiettivo per selezionare un solo attimo, escludendo così tutti gli attimi precedenti e successivi. Fa una scelta e la fa in base ad i propri valori, alle proprie convinzioni ed ai propri istinti. Il giornalismo è la stessa cosa. Un reporter scrive ciò che i suoi occhi vedono e legge i fatti in base alle proprie convinzioni. Cosa c’è di strano in questo? Nulla. M’infastidisce invece, perché grondante d’ipocrisia spicciola, la tesi di chi suppone che il giornalista debba essere neutro, obiettivo, imparziale. Balle!! Mai una dichiarazione di tal fatta è stata più falsa. Se sostenuta in buona fede, èsintomo d ’inconsistenza, se invece, come spesso accade, è sostenuta in malafede cela in se un tratto autoritario, demagogico e pertanto pericolosissimo. Non a caso i grandi esempi di giornalismo italiano rivendicavano la propria parzialità e dunque obiettività. In fondo, rivendicarla, vuol dire affermare la propria libertà d’espressione, principio costituzionale cui nessuno può attentare. Il problema invece è che si confonde il ruolo del giornalista con quello dell’addetto stampa. Figura questa che non può che essere la voce del padrone. Quando la maggior parte dei giornalisti sta sul libro paga di qualcuno, si crea un corto circuito tra il ruolo dell’addetto stampa e quello di giornalista. Inevitabilmente verrà usata la penna per amplificare il concetto espresso dal capo. Quando poi si fa passare il principio che quella dell’addetto stampa è la neutralità, si compie una operazione sporca. L’esempio più eloquente lo abbiamo avuto ad agosto a proposito della infame guerra di Libia. Come si è avuto modo di osservare, la maggior parte dei giornali e delle tv ha descritto la guerra di aggressione alla Libia come una “guerra umanitaria” (l’ennesima peraltro dopo Kosovo, Irak, Afganistan) descrivendo quei fatti dalla sola angolazione imposta dai poteri e paesi (tutti rientranti nella Nato) che hanno pianificato ed attuato quella aggressione. Ci vuole maestria mista a malafede per descrivere le bombe che cadono sugli ospedali come bombe buone, o i morti civili come “limitati effetti collaterali”. Ma tant’è: si chiama propaganda! Portare l’opinione pubblica a ritenere quella decritta come l’unica verità sottacendo invece la verità dell’aggredito, è l’operazione culturale pericolosamente autoritaria e si chiama con un nome proprio: propaganda. Viviamo in quest’epoca, in cui la menzogna serve al potere per costruire consenso e si serve dei giornalisti; è una epoca in cui l’unica visione offerta è quella del potere, dunque di parte, ma si dica che è di parte. Criticare, contestare, svelare e sfottere il potere (anche con una vignetta) non è vietato, ne può diventarlo tanto più per un giornale di provincia, che per sua natura deve offrire alla comunità una visione diversa delle vicende cittadine”.
E VOI COSA NE PENSATE?
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Commenti
L’identità del lettore “PD E’ MORTO” è diventata un’ossessione per i democratici monopolitani, tanto da scatenare le ricostruzioni e le fantasie più astruse. Siamo davvero contenti di come vi adoperate per la città. Bravi!
Caro segretario giovane del PD, non vedo da dove tu possa aver percepito il mio personale disappunto nei tuoi confronti. Mi sono soltanto limitato (questa volta) a prendere ulteriormente atto che il pd è morto (vedi il commento n. 11). E' morto quando non si schiera apertamente ed attivamente sui referendum (sull'acqua, sul nucleare così come sulla legge elettorale); è morto quando permette ai radicali di entrare nelle sue liste (e poi si è visto cosa son capaci di fare); è morto quando salva Tedesco e gli permette anche di fare il Senatore della Repubblica; è morto quando permette ad un suo segretario di provincia (non ho detto provinciale) di rilasciare quelle squallide interviste e dichiarazioni; è morto per molti altri motivi.....
amen
caspita ma parli ancora? proprio non riesci a stare zitto?
non hai capito niente, la destra ti ringrazia
lacitignola interpella ferrarese sui temi del comunicato satmap? no, sicuro
conclusione PD= PARTITO DEFUNTO
Ma gli alleati, se ci sono, non dicono niente?
Mi lascia fiducioso il silenzio degli altri partiti sel e idv che evidentemente(?) dissentono ma ingoiano amaro, sperando che qualcuno degli avanzi di un ipotesi di partito qual'è il pd si decida a far tacere il distruttore lacitignola.
quando è diventato il braccio del pd, l'eco ha cessato di vivere...