"Finalmente una regolamentazione"
Approvato e presentato dall’assessore al Bilancio e Demanio, Michele Pelillo, il piano regionale delle coste, recentemente approvato in Giunta.
La palla adesso passerà ai Comuni, che devono approvare i piani comunali delle coste. Saranno 67 comuni quelli interessati ai piani comunali.
“Finalmente- ha dichiarato l’assessore monopolitano alle Attività Marinare Giuseppe Spinosa- siamo arrivati a determinarci, ad avere una regolamentazione. In parte noi siamo già partiti attraverso i piani per arginare l’erosione delle coste e per provvedere al rinascimento delle stesse. Le altre valutazioni andranno fatto con gli assessorati all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, perché il piano delle coste dovrà integrarsi con il piano urbanistico”.
Su questo atto dovrà innestarsi la programmazione dei comuni nei prossimi quattro mesi.
Qual è l’obiettivo del Piano?
“Arrivare a un punto di equilibrio- ha ricordato l’assessore regionale Pelillo- tra diverse esigenze: comuni, cittadini e economia. Nel complesso crediamo di avercela fatta. Ma non abbiamo potuto chiudere il cerchio a causa dell’atteggiamento del Governo nazionale. Che ha approvato nel maggio 2010 il decreto sul cosiddetto federalismo demaniale, che strategicamente passava la proprietà delle coste dallo Stato alle Regioni. Il decreto prevedeva entro sei mesi un atto attuativo, che non è arrivato e non si vede in arrivo neppure dopo 18 mesi. Forse la volontà era solo di far finta di approvare un decreto per il trasferimento giuridico della proprietà dallo Stato alle Regioni. Solo il passaggio della proprietà infatti ci poteva dare completa potestà legislativa: potevamo così modificare la legge regionale ed eravamo pronti”.
Il ritardo nell’approvazione del Piano ed i parametri utilizzati per disciplinare lo stesso piano, avevano sollevato diverse polemiche. In particolare, dopo l’adozione (propedeutica all’approvazione) del Piano Regionale delle Coste, a Monopoli l’associazione “Mare Libero” denunciava l’irregolarità della situazione cittadina rispetto alle concessioni demaniali.
Contestate dall’associazione anche le modalità di determinazione della costa balneabile, nella quale sarebbe compresa un largo tratto di costa rocciosa: “Nulla si sta facendo , nella convinzione che ad un controllo regionale si possa far passare la situazione attuale facendo valere come “costa balneabile” dei tratti di costa rocciosa quasi impraticabili e quindi annacquando il denominatore del rapporto”.
Partita ancora tutta da giocare.
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Commenti
solo il pezzetino di alborada
Voglio proprio vedere se il PD sta con i cittadini o contro.E' ora il momento di dimostrarlo.