
Le riflessioni su quanto accaduto
poche settimane fa
Sembra non spegnersi l’interesse verso l’articolo di cronaca pubblicato poche settimane fa dal titolo: “ PRESUNTO ABUSO EDILIZIO: ROMANI E MASI PROGETTISTI”.
Dopo l’infuocato dibattito, riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta dal dott. Giovanni Stama, coordinatore cittadino del circolo A.P.I.
Il dott. Stama ( è bene precisarlo), non è firmatario dell’esposto, ma persona informata su quanto accaduto:
Gent.mi Sigg.ri,
sento il dovere, in qualità di coordinatore cittadino di A.P.I., di esprimerVI la solidarietà mia e del gruppo di amici dell’A.P.I., per il duro attacco verbale pronunciato dal Sindaco nei vostri confronti.
Ogni atto o azione tesa a limitare il diritto di cronaca, minano di fatto le fondamenta del nostro fragile sistema democratico. Uso il termine “ fragile” perché la solidità di una democrazia dipende dalle attenzioni continue che i cittadini hanno nel doverla consolidare continuamente.
Oggi, purtroppo, queste attenzioni vengono meno per la complessità del vivere quotidiano di ognuno, oltre alla superficialità di molti, attenti solo alla salvaguardia del proprio orticello.
In un quadro spesso desolante di disinteresse generale, MonopoliTube a tutta la stampa non asservita ad alcuno, rappresenta l’unico aiuto rivolto ai cittadini per comprendere i fatti di ogni giorni ed esprimere le proprie valutazioni.
Non sono solito intervenire nei commenti agli articoli pubblicati, perché sono abituato a dialogare con chi si presenta con il proprio nome e non si nasconde dietro sigle anonime per screditare gratuitamente e volutamente l’avversario politico.
Purtroppo, questo avviene ed è un aspetto negativo del web.
Penso già ai commenti anonimi che seguiranno a questa mia nota.
Ho seguito il dibattito che è scaturito dall’articolo a firma del signor. Bosco circa il presunto abuso edilizio in contrada Lamamolilla e desidero intervenire come persona che, sia pur in parte, ha un interesse diretto e conseguentemente il diritto di accesso agli atti, così come previsto dalla L. 241/90.
Va evidenziato che i proprietari viciniori della zona interessata non hanno fatto valere il proprio interesse nella fase di costruzione della cisterna per solo quieto vivere, anche se il solaio della cisterna non veniva realizzato a livello di terreno così come autorizzato ma, sopraelevato e, successivamente, “ affogato” con terreno di riporto, utile alla piantumazione di una siepe di pini.
La civile convivenza, non ha fatto porre l’attenzione sui lucernai predisposti lungo il perimetro del solaio e la relativa scala di accesso, pensando che l’acqua ivi contenuta ( a servizio di non so quale abitazione) sarebbe stata più gustosa se illuminata dalla luce solare.
Ma non voglio assolutamente pensare che tutto questo sia stato progettato da un professionista che ritengo professionalmente serio e preparato.
La politica si sa è un impegno continuo e delicato che forse non ha consentito al progettista di verificare se le opere realizzate fossero conformi a quanto autorizzato dall’Ufficio Tecnico Comunale.
Non conosco il contenuto del verbale sottoscritto dal nucleo edilizio della Polizia Municipale, che potrà essere visionato a seguito di una richiesta di accesso agli atti. Non vorrei che il nucleo edilizio della Polizia Municipale si fosse limitato ad accertare la semplice esistenza di autorizzazione invece che la conformità tra quanto autorizzato e quanto realizzato, perché se ci fosse corrispondenza, non so in base a quale norma o regolamento edilizio l’Ufficio Tecnico Comunale avrebbe potuto consentire tale scempio.
Ma, l’aver posto una guancia ad un primo schiaffo ( costruzione della cisterna) non poteva seguire il porgersi dell’altra quando si realizzava la costruzione di un pergolato di pannelli fotovoltaici che rappresenta un pugno all’ambiente interessato, che peggiora quanto purtroppo legittimamente realizzato circa quarant’anni addietro.
Una richiesta di chiarimenti da parte di alcuni cittadini interessati non può e non deve essere elusa anteponendo la dipartita di un tecnico che merita il rispetto di tutti.
Tanto per dovere di verità.
Il Coordinatore Circolo A.P.I. Monopoli
Dott. Giovanni Stama
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Commenti
Quando sono venuto a conoscenza dell'esposto e del suo contenuto, mi sono subito chiesto se negli uffici comunali giacessero altri progetti dello studio Romani e quale sorte avessero avuto. Credo sia lecito (e non pretestuoso) avere risposte che riguardano una carica pubblica e naturale, per chi ne ha la legittimazione ed il compito, procedere ad un controllo nell’interesse collettivo, ma i partiti d'opposizione fanno finta di nulla.
Tutti (o quasi) solidali con il sig. Bosco ma per il resto nisba, neanche mezza sillaba. Lo stesso identico silenzio che ha atteso la pubblicazione di una notizia già conosciuta.
Parafrasandoti, caro Giovanni, credo che "la solidità di una democrazia" passi anzitutto dal senso di responsabilità e del dovere degli organismi che ne costituiscono i pilastri reggenti, i partiti.
Saluti.
solo delirio e onnipotenza
ho la faccia di una persona che ha letto la lettera di una brava persona, che non ha mai tirato imballo il sindaco direttamente, se non come progettista lasciando la porta aperta per le responsabilita'.......cosa che non mi sembra l'articolo iniziale di Monopolitube faceva!