
Napoletano vs Di Leo - Napolitano: zero ad uno
Con le “ultime parole famose”, Antonio Napolitano faceva sapere che “Ivan (Napoletano- commissario PPDT ndr) ultimamente è fuori dal mondo, fa il segretario a modo suo, interessandosi una volta al mese delle questioni del partito”.
In merito alla guida del partito, si esprimeva con un secco “per ora lasciamo le cose come sono” ed un “vedremo in seguito”.
Ora che la poltrona al Turismo è da lui ricoperta, il “poi” è arrivato.
Cosa accade in casa PPDT?
Escluso il consigliere Piepoli, stampella dell’assessore Campanelli apparentemente indifferente alle dinamiche del partito, e soddisfatto per la nomina dell’assessore Colucci da lui sostenuto ai tempi del rimpasto, la partita per il comando si consuma tra il gruppo Di Leo – Napolitano e quello di Ivan Napoletano (attuale commissario).
Una spaccatura silente ed una guerra che si combatte ormai da diversi mesi.
L’ultima prova di forza si è giocata nella partita degli assessorati, finita uno a zero per il duo Napolitano – Di Leo. Calcio di inizio di Massimo Di Leo, che parlando a nome di tutti i partiti minori, ha dichiarato la volontà di “scippare” un assessorato al PDL, per regalarlo ai “meritevoli” (alias PPDT- Antonio Napolitano).
Secca la posizione di Ivan Napoletano, che ha cercato di arginare il ruolo assunto da Di Leo, dichiarando che “Non siamo in corsa per le poltrone”. Smentito Massimo Di Leo, lo stesso Napoletano precisava di essere l’unico a poter esprimere la posizione del partito: “A noi, andava bene la delega per lo Sport all’assessore Campanelli”.
Quindi la risposta di Antonio Napolitano che sottolineava l'incapacità del commissaio Napoletano a gestire il partito.
Interpellato, il commissaio, certo del proprio ruolo, dimostrava la massima apertura al dialogo: “Ognuno- dichiarava- è libero di fare le proprie dichiarazioni, poi le cose rimangono così come sono”.
Per la serie “canta che ti passa”. Nessuna polemica, solo totale indifferenza dettata da una unica certezza: è lui il Commissario Unico della Puglia Prima di Tutto, è lui a presenziare ai tavoli politici. “Se ci sarà una scelta a nome della Puglia Prima di Tutto – diceva - sarà quella comunicata da Napoletano”.
Si fermava così la querelle a mezzo stampa di un partito separato in casa.
Oggi Napolitano è assessore.
Una scelta non sostenuta dal commissario del partito, ma del suo vice Di Leo, che segna un bruciante uno a zero, mettendo in seria discussione il peso politico dell'attuale commissario nelle scelte del partito e del tavolo politico.
A nulla è valso il tentativo di Napoletano che cercava di proteggere con forza l’autorità “ufficiale” della sua figura.
Autorità oggi messa alle strette dal risultato finale della partita agli assessorati.
Si attendono i risvolti del “poi”: lo status del partito si muove tra crisi, separazione…o divorzio?
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Commenti
scusa ma cosa significa " tale padre tale figlio "?
p.s. fitto comanda ..e meno male..per il centro sinistra
Romani ha fatto l' ennesimo errore. Da pupillo di Fini e Bocchino, a seguace di Gasparri e Amoruso,ha scompaginato tutto il fronte Monopolitano di An e si è consegnato nelle mani di Fitto ( come si spiega altrimenti la nomina ad assessori di Napolitano e Martiradonna ) eleiminando la regola da ui imposta di 1 asessore ogni 2 consiglieri. Ha perso di lucidità. Non ha truppe nel Pdl e solo millantando l' accordo con Fitto potrà fregiarsi di un risultato nel proximo congresso del Pdl. farebbe bene a tornare da Fini fino a quanto non cade il governo. Dopo sarebbe un uomo finito o un uomo dell' Udc di Ppasqualone.
Basta con la storia che la colpa è sempre degli altri, è lui che avidentemente abbiamo sopravvalutato.