Sabato 26 Maggio 2012
   
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ULIVI SECOLARI: CASSANO REPLICA AGLI AMBIENTALISTI.

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Levata di scudi a dir poco incomprensibile

La problematica era stata sollevata lo scorso giugno dal consigliere Paolo Leoci, che aveva redatto la delibera relativa alla discussa legge per la tutela degli ulivi monumentali. La delibera propone un intervento sulla L. R. 14/2007 “affinché si costituisca un tavolo di studio permanente a cui garantire la presenza di rappresentanti delle categorie agricole, dei sindaci o loro delegati dei comuni deliberanti così da ottimizzare l’intervento legislativo attraverso l’approvazione di una nuova delibera di Consiglio Regionale a rettifica della vigente”.

 

Su questa operazione si è innestato l’intervento dell’assessore Piero Barletta, che ha spinto Massimo Cassano a portare ( il 3 ottobre) sul tavolo della Regione una proposta di modifica concreta, ribattezzata dagli ambientalisti la proposta “Ammazza olivi secolari”.

La proposta non è piaciuta agli ambientalisti, che non vedono nell’ulivo una limitazione, ma un patrimonio. Per questo, gli stessi cittadini hanno riesumato la petizione per la salvaguardia degli ulivi secolari:

“I sottoscritti cittadini, seriamente preoccupati dagli sviluppi e conseguenze che la proposta potrebbe avere, chiedono alla S. Sua e a tutte le forze politiche regionali e nazionali di rigettarla immediatamente, biasimando nel contempo l’operato del gruppo consiliare che si è permesso di dubitare della tutela e salvaguardia dei “patriarchi verdi”, beni diffusi e caratterizzanti il paesaggio ulivetato della Regione Puglia. I sottoscritti sollecitano inoltre la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge di cui sopra”.

“La levata di scudi di alcuni pseudo - ambientalisti contro la mia proposta di legge sugli ulivi secolari, è a dir poco incomprensibile: negli ultimi tre anni migliaia di ulivi sono stati letteralmente buttati per far posto ad impianti eolici e fotovoltaici e non mi sembrato che nessuno gridasse allo scandalo. Oggi che io mi limito a chiedere tempi certi per le risposte (positive o negative) alle richieste di spostamento degli ulivi, c’è quasi una rivolta”.

E’ questo il commento del vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione, Massimo Cassano.

“La Legge in vigore – aggiunge Cassano – non ha impedito lo scempio di vere e proprie opere d’arte, i nostri ulivi, espiantati e chissà se mai piantati altrove, per lascare il posto (e purtroppo il paesaggio) e pale eoliche e pannelli fotovoltaici, con buona pace degli stessi ambientalisti che oggi gridano allo scandalo. La mia Proposta chiede solo una cosa: inserire nella Legge in vigore un termine di 60 giorni entro il quale l’Amministrazione deve rispondere si o no (quindi non per forza si) alle richieste di espianti con annessi spostamenti degli ulivi secolari. Un semplice atto di buon senso amministrativo verso chi presenta quelle richieste. Ciò ovviamente non significa che si voglia il cemento al posto degli ulivi, anzi… La sensazione – conclude Cassano – è che la sinistra, spalleggiata dagli ambientalisti a corrente alternata, cerchi un capro espiatorio politico per coprire i disastri e gli scempi che proprio la Legge regionale attualmente in vigore ha consentito fino ad oggi”

Commenti 

 
#2 Gianni 2011-11-03 17:11
Vista l'ostinazione di alcuni ambientalisti "a casa nostra", propongo che ognuno di loro adotti e cura a proprie spese un certo numero di alberi.

Se dobbiamo essere custodi coatti dei nostri monumenti, almeno alleviateci dei costi di manutenzione.
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#1 scarpa grossa 2011-11-02 16:44
gentilissimo CASSANO per quanto riguarda la problematica degli ulivi secolari onde evitare gli espianti,io comincerei a pensare a una rigonezzazione del modo di erogazione degli aiuti comunitari.Mi spiego meglio,bisogna togliere ogni tipo di aiuto sugli alberi impiantati negli ultimi 20 anni nelle zone dove insistono gli alberi secolari,andando ad assegnare per ogni albero secolare sia di ulivo che di carrubo un importo annuo da stabilire,per la buona tenuta e conservazione degli stessi,così con una fava si prendono due piccioni,si toglie a chi ha tanto e si dà a chi ha poco,il conservare gli alberi secolari sta diventando impossibile,il ricavato non copre per niente le spese,gli agricoltori proprietari di fondi con alberi secolari di che vivono?Le olive prodotte dagli alberi secolari non sono di buona qualità e diventa sconveniente raccoglirle,gli aiuti ora erogati, servono solo per la coltivazione e al produttore non rimane un euro,di che vivere?Giusto,aria fritta!!!!!!!
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