
Il Comitato No Tarsu in conferenza stampa
Mentre ieri mattina in Piazza XX Settembre ( con alle spalle i cassonetti dei rifiuti colmi che emanavano odori nauseabondi), il Comitato No Tarsu chiedeva in conferenza stampa “ Dove sono finiti gli sgravi sulla Tarsu che sarebbero dovuti arrivare entro settembre?”, l’Amministrazione Comunale comunicava l’arrivo delle nuove cartelle con i nuovi importi da versare.
Una tempistica alquanto singolare secondo la signora Anna Raimondo, referente del Comitato No Tarsu: “ Noi paghiamo tutto questo aumento per un servizio che non è ancora partito e che non partirà quest’anno. Comunque sono contenta che il Comitato No Tarsu sia riuscito almeno nell’intento di far smuovere qualcosa: la riapertura dei termini per la consegna dei modelli isee, la rettifica delle tariffe... Ad ogni modo non sono degli sgravi, ma sono le correzioni delle distorsioni presenti nel nuovo regolamento. Ricordate, per esempio, che per i box auto avevano contato una persona in più? Bene, ora viene rimossa quella distorsione”.
Ma il Comitato si chiede anche perché la maggioranza si ostina a non discutere in Consiglio Comunale la petizione promossa l’estate appena conclusa: “ si tratta di una petizione da sei mila firme, e molti firmatari sono anche elettori di centro – destra. La petizione tra l’altro, poneva importanti quesiti, quindi perché non discutere su cose che chiedono gli stessi elettori?”
Per assicurarsi la copertura finanziaria e introdurre nuovamente le agevolazioni Tarsu, l’anno prossimo l’Amministrazione Comunale intende avviare la lotta all’evasione fiscale. Una misura che protrebbe risultare inefficace a causa del fenomeno dello “ sdoppiamento delle famiglie: molti cittadini ci segnalano come diverse famiglie che possiedono la seconda casa, per pagare di meno, sposta le residenze. Noi chiediamo maggiori controlli, perché se pagano tutti, certamente pagheremo di meno”.
Il comitato chiedeva inoltre, di correggere le distorsioni che colpiscono l’agro e le seconde case. Anna Raimondo infatti, spiegava come per la seconda casa l’imposta è calcolata sulla base di un presunto nucleo famigliare, generando il più delle volte importi eccessivi.
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