
I documenti segreti dell'affaire SICIE raccontati dal capogruppo del PD
Dopo varie e contraddittorie risposte da parte dei Dirigenti del Comune di Monopoli, il comportamento omertoso degli amministratori ed uno strano silenzio della città, si conclude nel peggiore dei modi l’affaire SICIE.
La rocambolesca sequela di errori evidenziati nella seduta consiliare del 10 agosto u.s. e seguita dalla lettera di ripensamento del giorno dopo da parte del Dirigente della Ripartizione Urbanistica si è conclusa con la stipula della Convenzione tra il Comune di Monopoli e la società interessata, nella versione originaria, cioè con un ribasso virtuale del 28,88% sul costo della palazzina da destinare ad uffici.
La Segretaria Generale del Comune, dott.ssa Fiore, ha ritenuto di dover richiedere all’avvocatura comunale un parere in ordine alla sussistenza di un possibile danno erariale a discapito dell’ente.
Da quel momento hanno avuto luogo una serie di incongruenze.
Il Dirigente della Ripartizione Urbanistica, pur avendo richiesto il parere legale, non attende che lo stesso venga stilato e depositato e firma la Convenzione prima che venga reso.
Il primo parere legale dell’avvocatura comunale viene depositato il 19 ottobre 2011 ed il suo tenore non deve essere particolarmente gratificante per i nostri amministratori e Dirigenti, se il giorno 31 ottobre la stessa Segretaria Generale, dott.ssa Fiore, con indubbio spirito di rigoroso controllo invita gli avvocati del Comune a considerare ulteriori aspetti della vicenda contrattuale, non solo mai evidenziati, ma decisamente ignoti al Consiglio Comunale e minimamente valutati nella delibera n. 58 del 10.8.2011 di approvazione della variante e monetizzazione.
In buona sostanza, solo dopo la stesura del primo parere legale, ci si accorge che la società costruttrice avrebbe, il condizionale è d’obbligo, inviato una nota al Comune di Monopoli in cui precisava che avrebbe accettato di monetizzare la palazzina a condizione che le fosse decurtata una somma pari a euro 937.000,00, composta da 200.000,00 per mancato utile derivante da una riduzione dei volumi pari a 7500 mq, 40.000,00 per spese di nuova convenzione, circa 440.000,00 per spese di progettazione (sic!) e 255.000,00 per riduzione proporzionale del valore della palazzina.
Alla luce di tale missiva, la solerte Segretaria Generale chiede agli avvocati comunali se la riduzione del ribasso virtuale del famoso 28,88% applicato possa configurarsi quale “parametro surrogativo ed onnicomprensivo” (parole testuali) rispetto alle somme sopra indicate e richieste dalla impresa.
Per intenderci, è vero che la delibera del consiglio comunale è fondata esclusivamente sull’applicazione di un ribasso d’asta virtuale e che della richiesta della impresa nulla si sapeva e si è detto, tuttavia questo ribasso potrebbe comunque giustificarsi con l’esistenza dei costi sostenuti dall’impresa.
E da qui nascono una serie di dubbi.
Per quale ragione in questo procedimento interviene la Segretaria Generale ?
Perché dopo la stesura del primo parere legale, la Segretaria Generale richiede un parere integrativo, utilizzando documentazione mai posta a supporto della delibera consiliare e mai comunicata al consiglio comunale?
Come mai viene presa in considerazione una richiesta economica da parte dell’impresa che lo stesso Dirigente D’Onghia aveva rigettato, ritenendola non accoglibile, con una nota del 2.8.2011?
Come mai non si da conto di aver accertato e verificato rigorosamente le voci di costo presuntamente sostenute dall’impresa ?
Ed infine come mai si scomputano circa 440.000,00 per costi di progettazione, senza verificarne la veridicità, e soprattutto non accorgendosi che di questi costi non vi è traccia nel Quadro Tecnico Economico originario approvato dalla Giunta, tantomeno in quello modificato ed allegato alla delibera del 10.8.2011, e senza domandarsi perché mai nel calcolo dei costi totali di realizzazione della palazzina comunale non fossero minimamente contemplati ?
In realtà chi sta cercando di dare una giustificazione plausibile ad una ipotesi conclamata di danno erariale non si è accorto di aver peggiorato la situazione. Infatti se davvero il ribasso virtuale del 28,88% potesse considerarsi parametro surrogativo, onnicomprensivo e giustificativo dei costi sostenuti dall’impresa, avremmo la misura esatta del danno provocato dai nostri amministratori al Comune di Monopoli: 937.000,00 euro.
E già, perché per una improvvida e folle decisione dell’amministrazione di rinunciare alla costruzione della palazzina comunale, avremmo in pratica rimborsato alla società costruttrice oneri per progettazione pari a 440.000,00, mancato utile di impresa per 200.000,00, rinnovo di convenzione per 40.000,00 e riduzione del controvalore della palazzina pari a 255.000,00. Soldi sprecati e buttati al vento.
Al che verrebbe da chiedere a tutti i protagonisti di questa vicenda, a cominciare dal Sindaco ed al Dirigente dell’Urbanistica, per finire al Segretario Generale ed alla stessa Avvocatura comunale: e questo non vi sembra un clamoroso esempio di sperpero di denaro pubblico e di evidente danno erariale ?
Purtroppo quando si tenta di coprire un errore così clamoroso si rischia di peggiorare la situazione, come sta avvenendo.
Per di più nel consegnarci la documentazione afferente all’Affaire SICIE la Segretaria Generale non ha mancato di evidenziare che i pareri dell’avvocatura comunale sono atti riservati e sottratti all’accesso e, per giunta, non ostensibili, paventando la commissione di reati penali in caso contrario.
Ragion per cui mi sarebbe proibita la divulgazione di tali atti.
Il che mi pare la degna conclusione di un atto amministrativo vergognoso ed offensivo per la città.
Ora, a prescindere dalla assoluta infondatezza della decisione della Segretaria Generale, certamente irragionevole e motivata dall’unico obiettivo di non far conoscere all’opinione pubblica la clamorosa bocciatura della cosiddetta monetizzazione SICIE, rimane lo sconcerto per una vicenda oscura ed inqualificabile, che non ho difficoltà a definire, anche alla luce della corposa relazione dell’avvocatura comunale, solo un grande e squallido imbroglio.
Giampiero Risimini
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Commenti
IO SUD ha cambiato bersaglio, ora Romani va bene, è Risimini il nuovo obiettivo.
Con quale coerenza?
Purtroppo oggi è questa la politica... meglio che non continuo.
L'apparato istituzionale e burocratico appare essere al servizio di interessi privati anzichè collettivi, con conseguente e grave delegittimazione della politica e sfregio del mandato democratico assegnato da noi cittadini.
Grazie a tutti.
Ed il Segretario che ti fa, invia un ulteriore lettera, dicendo le stesse cose dette nella conferenza stampa del giorno prima.
Mi spiace Avv. Risimini, ma io credo che di questo Squallido Imbroglio a Lei non freghi un tubo.
In verità è già iniziata la Campagna Elettorale per le Primarie e rendersi Visibili, questo è il suo unico obiettivo.