
L’intervento post delibera - regionale
dell’Oleificio Cooperativo
Leoci prosegue e scrive al Ministero
E’ stato il cinguettio del prelievo in deroga per la caccia agli storni ottenuto dal consigliere Paolo Leoci, a risvegliare la coscienza dell’ Oleificio Cooperativo di Monopoli in merito al problema che da anni affligge gli agricoltori locali: sturnus vulgaris.
L’allarme relativo al problema dei numerosi esemplari presenti nel nostro territorio era stato lanciato da CONFAGRICOLTURA, che aveva promosso una campagna di raccolta firme per chiedere l’intervento della Regione a sostegno dei contadini.
Gli storni, infatti, decimano stagionalmente i raccolti. Secondo una stima parziale, i danni arrecati alle coltivazioni dagli stormi ammonterebbero a circa il 50%, con punte anche del 60% dell’intero raccolto. Ad essere maggiormente colpiti dagli uccelli sarebbero gli uliveti.
A raccogliere il messaggio della categoria fu il circolo de La Nuova Italia, rappresentato da Leoci (fresco di delega all’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale) che ha redatto materialmente la proposta di delibera per richiedere alla Regione Puglia la discussione da parte di un comitato tecnico faunistico del problema. La delibera è stata quindi approvata da quattro Comuni e sostenuta dalla Provincia di Bari e quella di Brindisi.
Il Comitato tecnico faunistico, riconosciuta la presenza sul territorio di un numero elevatissimo di storni, ha individuato la soluzione in un “prelievo in deroga per la caccia agli storni” che è partita il 29 ottobre. In termini numerici si parla di 20 capi al giorno per un totale di 180 capi a licenza.
Lo scorso lunedì, l’intervento della famiglia Martellotta (storico imbuto di voti dell’agro, oggi rappresentata in consiglio comunale da Giuseppe Martellotta, figlio dell’ex assessore Angelo Martellotta, presidente dell’Oleificio Cooperativo di Monopoli), in veste di rappresentanti dell’Oleificio Cooperativo, in un incontro alla prefettura di Bari. Presenti per la famiglia, padre e figlio: Angelo in qualità di Presidente dell’Oleificio Cooperativo e Giovanni in veste di consigliere dello stesso Oleificio. Con loro, dal vice prefetto dott. Mario Volpe, il dott. Francesco De Giorgio (Dirigente dell’assessorato Provinciale all’Agricoltura), dott. Luigi Nigro (Capo Ufficio Tecnico Coldiretti Puglia), Cosimo D’Alessio (Segretario Confagricoltura di Monopoli) e Paolo Leoci, consigliere del Comune di Monopoli titolare della delega all’Agricoltura.
L’incontro si è concluso con la richiesta da parte delle associazioni di categoria e dell’Oleificio Cooperativo, di estendere il prelievo in deroga almeno sino al 10 marzo.
Come per gli ulivi secolari, i “rappresentanti martellottiani” intervenivano a porre la pennellata su azioni politiche di chi ha prevaricato i limiti del consentito, sconfinando nelle problematiche dell’agro monopolitano, da sempre “esclusiva” dell’ex assessore comunale all’agricoltura.
Intanto, il consigliere Paolo Leoci, scriveva all’ex Ministro all'Agricoltura Saverio Romano per sottoporgli il problema e la delibera in questione.
“In merito al contenuto della delibera del Comune di Monopoli,- scriveva il Ministero- si osserva quanto segue. Limitatamente gli aspetti di competenza di questo Ministero:
1. se il calendario venatorio e il piano faunistico della regione Puglia non hanno previsto il ricorso alla procedura di deroga e non hanno stanziato fondi per il risarcimento danni prodotti da fauna selvatica, in particolare dallo storno, le Amministrazioni centrali non hanno strumenti per intervenire in quelle che sono competenze deferite alle regioni, soprattutto a seguito dell'entrata in vigore della legge di modifica del Titolo V della Costituzione;
2. tuttavia, il problema è da anni all'attenzione di questo Ministero, in quanto la specie è incontestabilmente dannosa per le colture agricole. Ripetutamente si è tentato, anche da parte del Ministero dell'ambiente, di ottenere da parte della Commissione Europea l'inserimento della specie nell'elenco di quelle cacciabili.
Di recente, la richiesta è stata rinnovata sulla base di una relazione tecnico-scientifica favorevole da parte dell'ISPRA, che ha attestato il buon stato di conservazione della specie in questione e quindi, ha dato l'ok al suo inserimento nell'elenco predetto.
3. La decisione finale spetta, quindi, alla C.E. che si è riservata di esaminarla e approvarla secondo le procedure fissate dalla normativa comunitaria in materia. I tempi sono lunghi.
Aggiungo che la normativa di settore è rappresentata:
- dalla direttiva 2009/147/CE sulla conservazione degli uccelli selvatici
- dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio
- dalle diverse normative regionali".
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Commenti
La questione è più semplice: mi diverte il tuo eloquio. Tutto qui.
Se poi vuoi parlare di contenuti e di Politica mi inviti a nozze.
Quanto agli argomenti accetto volentieri il confronto purchè mi sottoponiate, tu e il consigliere, un tema su cui dibattere, qualsiasi esso sia. Vogliamo cominciare dalle poltrone, materia cara al tuo amico "alti i cuori"?
Sig. "nu cuzzel", quali sono gli interessi sistemati e curati dal Consigliere Comunale P. Leoci?
Sia chiaro, le Sue sono "frasi fatte" o diffamazioni?