
Da PM a politico: “quando si lavora per la comunità”
Una chiacchierata con Michele Emiliano nell’auditorium del Carmine, a Monopoli, tra ricordi e retroscena politici inaspettati.
Ad organizzarla il Partito Democratico di Monopoli, nell’ambito della rassegna Serate Democratiche.
“Una politica da rott-AMARE” il tema: “come spingere i giovani ed i cittadini ad amare nuovamente la politica?”, è la domanda.
“Allergico alle liturgie”, secondo il segretario del PD Giovanni Lacitignola, il sindaco di Bari Michele Emiliano è un passionale, e nella politica, come nella vita, sono due i sentimenti che lo guidano “la rabbia, intesa come indignazione, e la commozione”.
Non esita a mettere a nudo le paure e le debolezze. Trasportato dai sentimenti anche nei discorsi, il sindaco di Bari è tornato ai ricordi di un giovane magistrato mandato come carne da macello, un “kamikaze”, nella Agrigento di venti anni fa.
“L’investigazione è la metafora della vita”.
Ma come si può sacrificare il lavoro, quello che si ama, per la politica?
“Ho capito che potevo essere felice- ha risposto Emiliano- solo lavorando per lo Stato. Quando si lavora per la comunità, si può lavorare anche cambiando luogo. La giustizia può essere perseguita anche nell’azione politica, non solo in quella giudiziaria”. Nessun sacrificio dunque, cambia la forma, ma non la sostanza.
Meridionalista sentito, legato al proprio territorio a doppio filo, il “gigante della politica” pensa che “risolvendo la questione meridionale si troverebbe la chiave per la soluzione della competitività del Paese”.
Il modello che incarna è quello di un meridione combattivo, che si rimbocca le maniche e lavora. Si risolleva.
“Non mi piace il meridionalismo che si lamenta”, ha rimarcato il sindaco barese.
Ma il PD l’aveva capito che lui poteva essere la carta vincente del partito per riprendere e recuperare la questione meridionale?
A giudicare dalla “sconfitta” dell’ ex pm nella scelta per le elezioni interne all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che “potevano essere una grande occasione”, no.
Ma c’è una nota positiva: “La mia proposta, che si è scontrata con una struttura di potere all’interno dell’ANCI, ha però posto l’importanza del meridione. Pochi giorni fa, mi è arrivato un documento inviato dall’ANCI per una Fondazione per il Sud: l’associazione vuole costituire una fondazione”.
La neonata sarebbe per il sud, ma secondo Emiliano dovrebbe essere per “il buon governo, e non per il sud”. Perché volta a risollevare e rendere efficaci i Comuni in difficoltà, non solo del sud.
E’ una visione positiva di una Italia che migliora, quella che accompagna i pensieri del sindaco meridionalista. Una quadro in ascesa, e non in declino: quella di oggi, è una Italia nella quale gli assetti politici non determinano più omicidi come accadeva qualche decennio fa.
Inevitabile, a proposito di buon governo, il commento alla situazione del Governo Nazionale.
Un fallimento di tutti- secondo Emiliano- non solo di Berlusconi, ed una sostanziale e momentanea esautorazione della politica, interpretata per gli italiani da Napolitano che ha cercato innanzitutto di capire la necessità del Paese, sicuramente distante dalla destra attuale e dall’alternativa di fatto inesistente dell’opposizione.
Napolitano avrebbe dunque, secondo il sindaco barese, preso quanto di meglio in questo momento il Paese poteva esprimere , e ri - legittimato le istituzioni ponendo a capo del governo persone autorevoli con storie di credibilità personale che sono esempi, modelli credibili.
Contrario alla politica della “rottamazione di Renzi”, Emiliano crede nelle qualità umane, nelle persone giuste, giovani o mature, carismatiche, preparate e credibili nelle quali incarnare un progetto altrettanto credibile.
La fine del berlusconismo, ha spiegato, deve essere la fine di modelli vuoti, piuttosto che del leader carismatico.
“Quello – ha ricordato- in politica è importantissimo”.
Quindi una domanda dal web: come vincere le elezioni?
“Con l’amore” secondo Emiliano e la sua esperienza elettorale. Una trama di rapporti di rispetto e di stima che è refluita durante le elezioni.
Un “rott- AMATORE” in piena regola, che si è scontrato a fine serata con la realtà dura e stridente dei lavoratori in lotta con le internalizzazioni nelle ASL. Una rappresentante del comitato si è infatti avvicinata al sindaco per consegnargli un documento, descrivendo la situazione disastrosa: “dopo le sue parole, per noi…quale futuro?”.
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Commenti
con i pizzini, e questi sono, oggi, gli uomini di sx.. che amarezza ricordare gli ex grandi della sx.
Che mi tiri in una discussione che non mi appartiene?
Perchè dovrei buttare a mare i panni sporchi inieme al bambino innocente?
I nostalgici voli pindarici del PD monopolitano sono fuori tempo.
Berlusconi è ormai storia, l'anti-berlusconismo non ha più ragion d'essere; riusciranno i ns. eroi di sinistra a guardare avanti nell'interesse supremo dei cittadini?