
Ancora incertezze per il Monopolis LifeStyle Center
Continua ad essere avvolto nell’incertezza, il futuro del centro commerciale che dovrebbe sorgere dalle macerie dell’ex ceramica.
Le due Conferenze dei Servizi convocate dalla Regione il 14 e il 28 novembre scorsi per discutere sulla richiesta di ampliamento avanzata dalla proprietà, non hanno prodotto gli esiti sperati.
La Conferenza del 14 novembre, prevedeva all’ordine del giorno, la proroga delle licenze commerciali e urbanistiche ( permessi di costruire) e la discussione della richiesta di ampliamento. In realtà, quel giorno “ l’ampliamento non è stato discusso – spiega Rocco Di Meo, delegato monopolitano della Confcommercio – in quanto la documentazione che il Comune di Monopoli ha prodotto in base al progetto presentato dal proponente, non è arrivata in tempo utile affinchè l’ufficio della dirigenza dell’Urbanistica Regionale potesse valutare. Questi documenti sono stati trasmessi dall’Ufficio Tecnico di Monopoli a Bari solo il venerdì, e la Conferenza era convocata per il lunedì”.
Tuttavia, la Regione ha concesso la proroga delle licenze commerciali e urbanistiche “ per un fatto dovuto, perché la proprietà ha subito il blocco a causa del sequestro dell’area. Quindi sono stati concessi altri 24 mesi per portare a termine la costruzione del centro commerciale”.
La richiesta di ampliamento nasce dalla rinuncia, da parte della proprietà, al mobilificio.
“ A detta dei tecnici però – continua Di Meo – questo ulteriore ampliamento dal punto di vista urbanistico è al limite della possibilità offerta dalla concessione urbanistica. L’ampliamento pone un problema di viabilità, in quanto quell’arteria è già al limite con il progetto di 25 mila mq, tenuto conto che lì nel corso di questi anni sono state concesse altre licenze per medie strutture. Quindi si desume che per un centro commerciale di quella portata, l’unica arteria di ingresso sarebbe viale Aldo Moro, non potendo avere ingressi dalla Statale 16”.
Sembra perdere consenso l’ipotesi ( avanzata negli anni scorsi), di realizzare degli accessi dalla Statale 16, perché “ ricadrebbero su dei terreni di proprietà, e io credo che i proprietari preferiscono costruire piuttosto che cedere i terreni per realizzare delle rampe o degli accessi in entrata e uscita per il centro commerciale. In ogni caso, i 25 mila mq già rientranti nel Piano del Commercio di Monopoli attualmente in vigore, secondo le valutazioni fatte all’epoca, era già al limite sull’impatto che questo potrà avere sul tessuto commerciale esistente. Immaginiamo ancora quanto peggiorativo potrà essere questo ulteriore ampliamento”.
Ad accrescere i dubbi della Confcommercio, la scelta di non realizzare il punto vendita Gran Casa, marchio di proprietà dei Morosi: “ non entriamo nel merito perché chiaramente è una loro libera scelta – spiega il delegato monopolitano – ma quello che noi poniamo è la grande preoccupazione che un centro commerciale oggi come oggi potrà riservare non solo a Monopoli ma ai paesi limitrofi. Se poi parliamo addirittura di un ulteriore ampliamento, la situazione peggiorerà ancora dal punto di vista commerciale”.
Resta al momento, senza risposta il quesito sull’utilità o meno del centro commerciale: “ abbiamo richiesto che il Comune, il Suap, rediga una relazione dettagliata dal punto di vista commerciale, sull’impatto che avrà questo come nuovo insediamento e come, secondo loro, potrà integrarsi con il tessuto commerciale esistente a oggi”.
Ritorna quindi di attualità la domanda del Sindaco: serve un centro commerciale a Monopoli?
Esatto. E questo chi lo deve dire? Noi possiamo dire come Confcommercio no. Lo possiamo dire e lo diciamo, non per essere contrari ai centri commerciali, assolutamente. Come ho già detto la scorsa volta, potevano rappresentare anche uno stimolo per il commerciante esistente a migliorarsi. Oggi non è più così perché si è appurato anche che i centri commerciali hanno sostituito quanto di dovere le Amministrazioni avrebbero dovuto fare: riqualificare i centri urbani e non lasciare praticamente, all’abbandono completo e totale. In più è necessario che il Comune di Monopoli esprima una relazione dettagliata sull’insediamento di questo nuovo centro commerciale.
La Confcommercio inoltre, evidenzia la necessità di verificare la compatibilità del progetto con le previsioni del Piano Regionale del Commercio tutt’ora in vigore: “ non è mica detto – afferma Rocco Di Meo – che Monopoli ricade come territorio per far sì che ci sia un centro commerciale di tali dimensioni. Questa è la domanda che noi poniamo anche alla Regione, anche perché non si tratta solo di Monopoli. Il Piano del Commercio è fatto su base regionale per far sì che ci sia una distribuzione equa sul territorio regionale e che non ci sia una forte concentrazione su un territorio rispetto ad altri, proprio per permettere anche ai potenziali clienti di avere la stessa possibilità, e non avere i centri commerciali tutti in un luogo, come è successo per esempio, a Lecce e non a Brindisi”.
Il Piano Regionale del Commercio attualmente in vigore, prevede che il centro commerciale possa servire un determinato bacino di utenza. “ Noi ci troviamo nel mezzo tra Fasano e Bari – spiega Rocco Di Meo – non dimentichiamoci che a Fasano c’è un centro commerciale. Non ci dimentichiamo che a Triggiano, a 25 km da Monopoli, c’è un centro commerciale. Quindi questo ulteriore ampliamento potrà mai essere integrato nel Piano Regionale delle aperture dei centri commerciali? Oltretutto, le aperture dei centri commerciali sono previste nelle aree extraurbane, non nelle aree urbane. Si prevede l’apertura nelle aree extraurbane per un fatto di viabilità, di sicurezza, perché questi non incidano pesantemente sulle attività commerciali esistenti. L’area dove si intende realizzare il centro commerciale, ricade perfettamente nel centro urbano”.
Dubbi anche circa il reale intendimento, da parte della proprietà, di realizzare il centro commerciale: “ hanno ottenuto una proroga, perché aspettare un eventuale ampliamento per poter costruire? L’Auchan oggi sta costruendo un ampliamento. Tra l’altro già qualche mese fa hanno ottenuto il disequestro dell’area e già avrebbero potuto aprire ufficialmente il cantiere”.
La Confcommercio chiede anche il fondo di perequazione. Di cosa si tratta?
Il Regolamento Regionale prevede il fondo di perequazione. In buona sostanza, l’imprenditore che intende costruire un centro commerciale versa in questo fondo, un importo minimo di 40 euro a metro quadro e il Comune in cui ricade questo centro commerciale, non fa altro che redigere una programmazione affinchè questi soldi siano utilizzati per ammortizzare quello che potrà essere l’impatto negativo di questo centro commerciale. Questi soldi non vengono distribuiti ai commercianti, ma insieme si valuta la criticità che ha il negozio di prossimità: parcheggi, viabilità, illuminazione, sicurezza… questi sono soldi engono destinati secondo un progetto di riqualificazione e di valorizzazione di quelle zone dove la città ha una maggiore densità commerciale. Con il fondo di perequazione quindi, si finanziano opere pubbliche. Se per esempio, una strada dissestata impedisce il raggiungimento di un negozio, il Comune può riqualificare l’area attingendo dal fondo di perequazione. Noi abbiamo chiesto questo alla proprietà.
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Commenti
MENTRE CI SONO TANTE FAMIGLIE CHE NON SANNO COME FARE SMETTETELA DI ROVINARE TUTTO
Triggiano si trova a 25 km da Monopoli?
L'Auchan di Casamassima è extraurbana mentre l'area interessata ricade nel centro urbano?
ma cosa sta dicendo...su quale carta geografica sono riportate tali distanze.
COME UNA TORTA LA VOGLIONO SBRANARE TUTTA LORO, MA QUANDO NOI OPERAI CERCHIAMO LAVORO, LORO CI SBATTONO LA PORTA IN FACCIA,ADESSO AMICI MIEI, SE IL C. COMMERCIALE VA IN PORTO, TANTE E TANTISSIME FAMIGLIE SARANNO CONTENTE, X LA SPERANZA DI UN POSTO DI LAVORO E CREDETEMI QUESTE FAMIGLIE SONO TANTISSIME IN CONFRONTO A 4
COMMERCIANTI. tANTO SE NON SI FARà A MONOPOLI,
IN UN ALTRO PAESE VICINO CERTAMENTE SI FARà E X VOI COMMERCIANTI SARà LA STESSA COSA, ANZI PEGGIO.
nn facciamoli scappare e aiutiamoli nella burocrazia per aprire il centro commerciale 400 posti di nlavoro ,monopoli riparte riprende a vivere
... i 4 commercianti che si stanno mettendo contro sono coloro che hanno il monopolio sulla citta nel settore alimentare ,si e' visto tanto ieri durate l'interrvista a canale 7..se vogliamo far crescere monopoli dobbiamo far nascere il centro commerciale ,oltre a tanti posti di lavoro si parla dai 400 ai 600 posti di lavoro ,sarebbe un lusto per la nosta citta ...finalmente un posto dove poter andare a fare shopping senza uscire dal paese...poi risveglieremo tutta l'economia del paese iniziera' a girare piu moneta e anche i commercianti ne traranno piu beneficio... abbiamo capito tanto che l'interesse di confcommercio e' che vuole il fondo di perequazione....spero veramente che i morosi nn gli danno un euro per quello che stanno faccendo.