
RIFIUTI: LA REGIONE PUGLIA PREFERISCE BRUCIARLI
I tentacoli dei gruppi Marcegaglia e Caltagirone sulla Regione Puglia. Unica medicina: ridurre imballaggi e quantità di rifiuti.
La Regione Puglia avrebbe scelto di “investire” sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli (obiettivo primario dopo la differenziata) ma per bruciarli. E’ quanto emerge da un reportage di Altreconomia in uscita sul numero di dicembre della rivista, in occasione della terza edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, in programma dal 19 al 27 novembre.
Intanto, la raccolta differenziata langue sotto il 20% (a Polignano, uno dei paesi del bacino ATO BA5 non supera il 17%, dato medio nel 2011 inferiore rispetto al 2010). Nel frattempo, i lavori per la realizzazione dei sei impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti (Cdr) vanno avanti spediti.
Gli impianti sono tutti realizzati da Cogeam, società partecipata dal gruppo Marcegaglia (Emma Marcegaglia di Confindustria), e saranno in grado di trattare quasi 900mila tonnellate di rifiuti, trasformati in circa 400mila t di Cdr.
Va precisato che tra i rifiuti solidi urbani e il combustibile da rifiuti vi è una differenza sostanziale: il Cdr (Combustibile da Rifiuti), a differenza dei rifiuti urbani, è un rifiuto speciale, con codice Cer 191210, da “valorizzare” all’interno di un impianto di incenerimento.
In Puglia, però, l’unico inceneritore adeguato e attivo è a Massafra, in provincia di Taranto; può accogliere un massimo di 25mila tonnellate ed è gestito da Appia Energy, gruppo Marcegaglia. Altre 98mila tonnellate bruceranno nell’inceneritore che Eta spa (ancora una volta gruppo Marcegaglia) sta costruendo nelle campagna tra Manfredonia e Cerignola (Fg), in mezzo ai campi di carciofi, e sarà realizzato grazie anche ad un sostanzioso contributo pubblico di 15 milioni di euro.
Servirebbe un terzo cantiere per coprire il “fabbisogno”, ed è quello di Modugno (Bari), sottoposto a sequestro giudiziario.
I SODALI - Come fare allora per coprire l’intero business degli inceneritori? Si ricorrerà ai cementifici, con forni – si apprende dal reportage “Le conseguenze del cemento” (Luca Martinelli, Altreconomia, 2011) – dove il Cdr prende il posto del carbone o del pet-coke. Insomma, un impianto co-inceneritore, come quello di Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem. A Taranto, invece, sta diventando co-inceneritore l’impianto Cementir, del gruppo Caltagirone, legato all’Udc di Casini (cognato di Caltagirone e che già voleva mettere i tentacoli sull’acqua pubblica in Puglia. Grazie a una banca europea d’investimenti (BEA), Caltagirone ha potuto trasformare l’impianto per renderlo in grado di “accogliere” i rifiuti.
Se i comuni del bacino ATO BA5, compreso Polignano, continueranno a produrre ingenti quantitativi di rifiuti, saremo complici degli affari del gruppo Marcegaglia e Caltagirone che hanno messo i tentacoli sul Palazzo regionale, e che Vendola non ha assolutamente contrastato, anzi… Saremo obbligati, per legge, a conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno. Ogni tonnellata frutterà 125,76 euro a Cogeam, 21,5 milioni di euro all’anno.
GLI AFFARI DELLA MARCEGAGLIA: LE COMPLICITA’ DI VENDOLA
Sui nostri siti Conversanoweb – Polignanoweb – Monopolitube da anni documentiamo con ampi reportage e inchieste l’intreccio tra politica e affaristi dell’immondizia. Alla luce di quanto raccolto, si spiega perché il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non abbia fatto mistero delle sue preferenze in fatto di governatori: “in cima alla classifica il presidente della Puglia” – scrive un quotidiano nazionale online (Giornalettismo.com) che cita le critiche apparse sui nostri siti web in merito alle autorizzazioni addirittura “illegittime” di discariche e termovalorizzatori, tutte a favore di Emma.
Già nel giugno del 2010 la Marcegaglia, intervenendo da Vicenza, dispensava elogi a favore di Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia. “E’ senza dubbio il miglior governatore del Mezzogiorno, la Puglia e’ una regione ben gestita, io ho delle aziende e conosco bene quella situazione”.
E certo? Il Marcegaglia group, come abbiamo documentato e dimostrato, ha in mano la gestione del ciclo della spazzatura di Puglia. A Massafra (Taranto) brucia ecoballe (il cdr, combustibile derivato dai rifiuti) e produce energia, 12 megawatt l’ora, da quasi quattro anni l’impianto della Appia energy (presidente Albanese, amministratore delegato Roberto Garavaglia, 55 anni, manager del gruppo Marcegaglia). A Manfredonia (Foggia) è stato autorizzato lo stabilimento dell’Eta Energie tecnologie ambiente (presieduta da Garavaglia). A Modugno la Eco energia (sempre guidata dal tandem Albanese-Garavaglia, nel cda Antonio Marcegaglia, presente anche nell’Appia energy) ha costruito un termovalorizzatore che nell’ottobre 2008 è stato sequestrato dalla procura di Bari per la mancanza di alcune autorizzazioni.
“Secondo l´accusa, alcune delle autorizzazione concesse erano illegittime, altre, invece, non sono mai state richieste. Secondo l´accusa, prima di avviare i lavori, la società avrebbe dovuto informare i cittadini della realizzazione di una centrale che produce energia, sfruttando i rifiuti. E invece non lo ha fatto”, raccontava Repubblica Bari. Il 22/09/08 il dott. Francesco Bretone pm della Procura di Bari, ha sequestrato l’area di costruzione dell’inceneritore della Eco Energia Srl (gruppo Marcegaglia) a Modugno (BA) ed ha messo 4 persone sotto inchiesta; di queste una è un dirigente del settore ecologia della Regione Puglia.
Alla luce di tutto questo, le simpatie della Marcegaglia su Vendola sono una conseguenza logica. Marcegaglia può coltivare indisturbata i suoi affari, Vendola potrà contare, in ogni caso sull'appoggio elettorale degli industriali (che non è poco) guidati dalla presidente Marcegaglia. E’ la fabbrica... del consenso!
Noi, piccoli enti comunali, possiamo solo difenderci riducendo imballaggi e produzione di rifiuti. Per non darla vinta ai sodali.
I COMMENTI SUL NOSTRO SITO CONVERSANOWEB
Paolo Laricchiuta scrive:
La gestione del RSU è di competenza REGIONALE: da lì, dal doppio legame Vendola-Marcegaglia, viene l'impostazione politica della gestione... purtroppo! i comuni non possono che attuarla fattivamente nelle realtà tenute ad amministrare. L' attuale amministrazione ci mette del suo visto la presidenza dell' ATO che non riesce nemmeno a farsi rispettare in quanto tale; per non parlare della direzione politica dell'Assessorato all'Ambiente... è impossibile coniugare una raccolta differenziata spinta con la produzione di CDR. Il modello dalla Regione sembra però tale impossibile quadratura poetica del cerchio.
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Commenti
Ai piani alti si tessono rapporti, è tutto un amichevole convivio finalizzato a spartirsi ogni spazio di potere contendibile.
L'obbligo, per legge, di conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno l'ha previsto Fitto?
C'è Fitto dietro la mancata richiesta delle licenze? O magari Fitto è responsabile dell'illegittimità di alcune autorizzazioni concesse?
Francamente fate tenerezza.
Talvolta la lucidità è un lampo.
Ma i fatti sono fatti, e le gare di appalto per i termovalorizzatori risalgono al 2003 e all'epoca chi aveva tutti i poteri in Puglia in merito ai rifiuti (sia come presidente della Giunta Regionale che come Commissario delegato) era Fitto. Che piaccia o no!
Certo politicamente è stata una sconfitta: i cittadini pugliesi hanno cambiato la guida alla Regione ma non sono riusciti a cambiare radicalmente il processo di gestione dei rifiuti.
Per quanto riguarda la Marcegaglia mi sembra che si faccia una polemica assurda: chiunque avesse vinto le gare avrebbe portato avanti la costruzione degli impianti.
I cittadini invece di polemizzare tra loro dovrebbero impegnarsi di più nella raccolta differenziata e spingere le Amministrazioni a fare altrettanto.
"Ricicliamoci" attendevo il tuo intervento, quando il vostro mito vacilla la colpa è SEMPRE degli altri.
Se a voi piace pensarla così... fate pure.
La Marcegaglia, le cui uscite mediatiche contro la politica economica di Berlusconi ha contribuito ad innervosire i mercati finanziari, con tutto quello che ne è scaturito.
La possibilità di contrastare l'incenerimento dei rifiuti è ora in parte nelle mani dei cittadini che devono spingere al massimo la raccolta differenziata.