
Riflessioni di Franco Muolo
Gentile Redazione,
il 9 maggio del 2000 si festeggiò anche a Monopoli (amministrazione Laganà), con comizi al borgo, il cinquantenario della nascita del processo di unificazione europea. Trecentosettanta milioni di cittadini costituiti dalla somma delle popolazioni dei primi quindici Paesi membri festeggiarono l’avvenimento dichiarandosi grati a Robert Schumann per la sua lungimiranza. Il prestigio sovranazionale, conquistato dall’Italia dopo cinquant’anni, venne evidenziato da giornali e televisioni. Grazie anche alle tasse imposte dalle annuali leggi di bilancio, non c’è che dire, l’inflazione da diversi anni ormai viaggiava dolcemente con una sola cifra. Anche il debito pubblico si stava riducendo gradualmente. Dopo poco meno di una dozzina d’anni la settimana che inizia, già gonfia di malcontenti sociali, sta per “regalarci” una gragnola di tasse che, dicono, servirà a rilanciare la crescita economica dell’Italia e a salvare dal fallimento la stessa Unione europea. Mi chiedo: c’è stato finora un giovamento tangibile per quei milioni di italiani che vivono con un solo stipendio o con la sola pensione? Siamo sicuri che sia ancora possibile, oggi, affrontare con serenità la contrattazione di un mutuo per l’acquisto dell’auto o della prima casa senza avere la minima incertezza sulla futura solvibilità delle rate? Proviamo a fare un excursus per verificare l’opportunità di quell’allegra ricorrenza.
Fino all’inizio degli anni Sessanta, dopo la ricostruzione, ancora si badava a lavorare per sopravvivere. Poi pian piano ebbe inizio il boom economico grazie anche alla motorizzazione di massa, dovuta alle gloriose utilitarie che la Fiat, sapientemente, aveva immesso sul mercato, con pagamenti rateizzati, per renderle accessibili proprio a quella fascia di popolazione monoreddito. Nello stesso lasso di tempo, stante la fame di abitazioni, si sviluppava l’edilizia civile. Auto e case divennero alla portata di “quelle” tasche grazie ai mutui agevolati. Però durante i primi anni Settanta bastò la prima crisi petrolifera a livello mondiale per far precipitare nel caos l’Italia e il resto della nascente Europa. Pervenendo al giorno del 50° compleanno della nascita dell’Unione europea, la quotazione del dollaro rispetto all’Euro partì subito al rialzo; come anche l’indice di disoccupazione; il lievitare dei premi delle assicurazioni delle auto; i prezzi dei carburanti e, dulcis in fundo, le imposte sulla casa sempre in continua escalation, ecc.. ecc.., per rendersi subito conto che, a “quei livelli”, il giovamento che ci aspettavamo non c’era neanche allora. Malgrado ciò bisognava festeggiare il Cinquantenario della nascita della Comunità economica europea perché alla politica pareva che tutto dovesse presto risolversi. Non tutto è andato per il verso giusto. E sembra che ora potremmo assistere al suo funerale.
Franco Muolo
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Commenti
a me pare che:
1) monti è un commissario dell'europa e del fmi vestito da tecnico italiano
2) stiamo imboccando la stessa strada della grecia, quella che porta alla depressione dei consumi, alla diminuzione delle entrate fiscali, alla contrazione degli investimenti privati e pubblici, alla ulteriore perdita di posti di lavoro e men che mai alla creazione di nuovo lavoro
3) il pdl è molto più incisivo del pd nel tutelare il proprio elettorato
4) abbiamo comunque prova certa che le nostre classi dirigenti a partire dagli anni 80 in avanti andrebbero messe al muro senza pietà, per aver creato tutte le condizioni per arrivare fino qua