
Apertura del PD al centro: Pasqualone rilancia.
Classe politica in agitazione.
“In politica bisogna essere onesti a chiedere ma nello stesso tempo onesti a dare”.
Alberto Pasqualone, segretario dell’UDC ed assessore ai Lavori Pubblici della giunta Romani, rompe gli schemi e fa un passo in avanti rispetto all’apertura che il PD aveva manifestato verso il centro politico e moderato di questa città.
UDC disponibile ad un nuovo approccio alla politica, a patto che non si chiedano “soluzioni di discontinuità a nessuno” (dimissioni dall’attuale governo della città) e sempre che si riconoscano errori e virtù dell’attuale amministrazione Romani. Una apertura inaspettata condita dall’invito a diventare parte sostanziale del governo della città, piuttosto che alternativa di governo.
“Non sempre bisogna essere alternativa di governo – ha dichiarato Pasqualone alla penna di Maria Luisa Saponara- ma si può essere anche parte sostanziale e fondamentale di una coalizione che rompa gli schemi classici e che sia formata dagli uomini migliori che oggi esprime la politica locale, penso ad esempio al capogruppo del PD”.
Dichiarazioni che hanno creato scompiglio nel panorama politico locale, ma che riflettono movimenti nazionali ormai chiari.
Un colpo durissimo alla coalizione di centro – sinistra seduta al tavolo delle contrattazioni per le primarie ormai da mesi, e che vedeva già SEL ed IDV contrarie al metodo PD, che auspicava, appunto, ad una apertura a nuove alleanze.
Pasqualone apre alla parte moderata del PD, ma lascia fuori IDV e SEL: “Monopoli ed i monopolitani hanno sempre preferito una politica moderata, concreta (…) lontana dagli sterili fanatismi ideologici tipici della sinistra radicale o da ipocriti atteggiamente pseudo moralistici propri dei cosidetti dipietristi”.
Non tarda ad arrivare il commento del “moralistico dipietrista” on. Pierfelice Zazzera, che si esprime sull’agorà virtuale della politica (facebook): “Pasqualone candidamente dice in sintesi: lasciatemi fare l'assessore con Romani, ma sono pronto a farlo con il PD se vince. L'analisi politica è tutta in questa intervista. Io credo che si possa anche dire sì all'UDC, ma Pasqualone deve lasciare l'assessorato e l'UDC a Monopoli deve andare all'opposizione. Altrimenti i cittadini non capiscono”.
Intanto la sinistra monopolitana ribadisce il concetto già più volte espresso del “piatto pronto” delle alleanze già preparato dal PD ed al quale IDV e SEL non sarebbero pronte ad adattarsi. Scelte diverse, ma anche critiche e cose non dette che hanno avvelenato il rapporto tra i partiti. Chiede a tal proposito, un incontro chiarificatore Lara Latorre (SEL): “leggo di accuse fatte "alle persone", di cose taciute, di interventi non fatti... Recriminazioni sterili se restano in questo ambito o se si limitano a insulti celati in banali interviste su giornalini cittadini. Credo che la cosa ideale sia sempre un leale dibattito "reale"tra persone e non virtuale. Un incontro nel quale si abbia il coraggio di chiarire le proprie posizioni, senza se e senza ma”.
Alle riluttanza dalla sinistra monopolitana rispetto a possibili alleanze con l’UDC, replica Giovanni Lacitignola, il quale comunica che “a livello regionale con la "benedizione"del governatore si sono aperti i tavoli di confronto politico sulle prossime amministrative in Puglia, ne fanno parte SEL, IDV, PD, UDC,FLI,API”.
E’ una posizione “abbastanza interessante”, quella di Alberto Pasqualone, secondo il consigliere Sergio Marasciulo, che ha ribadito già più volte la necessità di approcciarsi diversamente alla politica, mettendo insieme le forze migliori della città.
“In questo momento Romani è certamente il leader di questa coalizione di centro - destra. Ma la politica è in continuo divenire, e l’UDC apre un possibile nuovo scenario, un progetto interessante”.
Marasciulo ribadisce la disaffezione dai partiti, e la necessità di guardare alla società civile.
“E’ evidente un percorso di condivisione con il capogruppo del PD Giampiero Risimini, soprattutto nell’analisi delle delibere e nella ricerca di soluzioni migliorative per l’operato amministrativo. Quello dell’UDC è un orientamento ipotetico, per ora, ma sicuramente interessante. L’UDC è un apparato di centristi, di moderati, ai quali non si può non guardare con attenzione”.
Sono “affermazioni politiche molto importanti” secondo Giampiero Risimini, “uno scenario futuro innovativo, che intercetta la necessità di superare le sigle e gli schemi che non necessariamente mettono insieme le forze migliori della città. Al di là dei partiti ci sono le persone, con i loro valori e le loro idee. Persone in grado di fare scelte coraggiose per evitare danni alla città, di centro o di sinistra. Rimanere legati ad una prigione ideologica è un esercizio inutile, che non serve alla città. Alla città servono percorsi positivi”.
Quindi la proposta finale: “La mia scommessa personale è quella di unire persone di valore in questa città. Uscire dagli schemi, e mettersi in gioco”.
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Commenti
Spero di non averti schoccato, ma purtroppo non m'invento nulla: sul rapporto tra consenso e potere economico si discute da decenni.
Dai aidi prova a dimostrarlo, poi ti rispondo. Avanti sentiamo.
Budget elettorali permettendo... s'intende.
P.S.
Qualcuno mi spiega i complimenti a Risimini che pubblicamente non manca mai di trattarlo da sciocco.
hai perfettamente ragione..
vuole spostare gli elettori del pd come se fossero le mattonelle del borgo
Per me: Risimini, pasqualone, romani, annese angelo, leoci,leggiero, suma, campanelli,marasciulo e mastronardi. a mio parere se questi 10 si riunissero a livello paritario potrebbe nascere qualcosa di buono. voi che ne dite?
ma ancora distinzioni tra sel e gli altri?
quindi è normale saltare da destra a sinistra senza avere colpa dei guai fatti a monopoli.
Per fortuna le persone serie guardano i fatti e se ne ricordano al momento del voto!
L'esatta misura di quanto in basso sia caduta la politica.