
Discussa ieri l’autosospensione.
E Barletta chiede la testa di Pasqualone.
Si è riunito nel pomeriggio di ieri il Popolo delle Libertà monopolitano. All’ordine del giorno, l’autosospensione del reggente Giuseppe Martellotta, arrivata dopo le dichiarazioni dei consiglieri Franco Leggiero e Sergio Marasciulo ed in seguito all’ “atteggiamento poco serio avuto dalla Presidenza del Consiglio riguardo la risoluzione della Coldiretti non più presentata perché pervenuta alla stessa la non volontà di approvazione da parte di alcuni consiglieri, visti gli impegni presi dai Capigruppo in cui tutti erano d’accordo alla approvazione della stessa”.
La Coldiretti (della quale è consigliere onorario il padre del reggente “autosospeso”) infatti, in seguito al un incontro relativo al Made in Italy, al quale è stato invitato il Sindaco - e non il consigliere delegato all’agricoltura - aveva prodotto una proposta di delibera (sponsorizzata ovviamente dal consigliere Martellotta), che per motivi tecnici non fu inserita nell’ultimo consiglio all’ordine del giorno. Il fallimento dell’operazione “made in Italy” marchiata C&M (Coldiretti & Martellotta), ha quindi generato la profonda e sentita nota del consigliere – reggente – capogruppo del PDL, determinando la sua autosospensione
Operazione recuperata in calcio d’angolo dall’amministrazione comunale, che l’ ha trasformata abilmente in una delibera di giunta, approvata il cinque dicembre, con la quale la giunta si “impegna, con particolare riferimento all'operato di SIMEST, ad intraprendere iniziative per impedire l'uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell'autentico Made in Italy”.
Una approvazione che, insieme ai chiarimenti politici auspicati dal partito, potrebbe riportare il reggente autosospesosi sulla strada della reggenza.
Volata, a quanto pare, all’interno dei punti all’ordine del giorno, anche la testa dell’assessore Alberto Pasqualone. Pronto a chiedere le dimissioni per le dichiarazioni rese al Fax, l’assessore Piero Barletta. Proposta che non avrebbe trovato ulteriori riscontri nel partito, e per la quale, comunque, non sarà prodotto alcun documento politico.
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