
L'ing. Deleonbus illustra i criteri di aggiudicazione dei contributi CIP6.
Secondo l'onorevole Pierfelice Zazzera si tratta di " Un'anomalia italiana".
Solo ieri l’assessore all’ambiente e Vice Sindaco Antonio Rotondo, spiegava le comunicazioni giunte a Palazzo di Città da parte dell’Ital Green Energie: “ A noi risulta che l’Ital Green ha presentato richiesta per poter risistemare la linea trattamento fumi – spiegava – sostanzialmente devono risistemare la linea trattamento fumi perché hanno ricevuto i contributi in base al CIP 6 - Comitato Interministeriale Prezzi, che risale al 1992 e prevedeva contributi per le società che provvedono alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e che ora sono diventati Contributi Verdi – con il CIP 6 era necessario risistemare la linea trattamento fumi ogni 8 anni, mentre con i Contributi Verdi bisogna farlo ogni 15 anni. Ora è scaduto, perché l’Ital Green è operativa dal febbraio 2004 e siamo nel 2012. Difatti loro interromperanno per due mesi la caldaia a biomasse solide e quindi, interromperanno la produzione da biomasse solide fin quando non avranno completato i lavori per la linea trattamento fumi”.
Nessuna istanza di ampliamento aziendale quindi, ma – almeno per il momento – solo lavori di manutenzione prescritti dalla legge che disciplina l’erogazione dei contributi CIP6, ora Contributi Verdi. Solo la “ Casa Olearia” ha formulato richieste per l’installazione di nuove cisterne.
Esprime stupore e preoccupazione, l’onorevole dipietrista Pierfelice Zazzera: “ Caro Adriano – commenta dal suo profilo facebook – come potrai ben comprendere l’Ital Green produce elettricità da fonti rinnovabili biomassa, e per questa ragione ha diritto ai contributi CIP6 previsti per legge. L’Europa vincola questi contributi all’utilizzo di fonti pulite, ma in Italia si deroga dando contributi CIP6 anche a chi ha bruciato poi CDR, ovvero rifiuti trattati, ma sempre rifiuti. Anche Ital Green potrà tra 5 anni bruciare CDR, ma nonostante questa possibilità, continua a ricevere contributi CIP6. Penso che questa anomalia legislativa tutta italiana sanzionata dall’Europa vada assolutamente corretta. Volevo esprimerti una mia breve riflessione e preoccupazione”.
Sull'argomento interviene anche l'ing. Giuseppe Deleonibus, che dal suo profilo facebook illustra le previsioni normative che disciplinano l'assegnazione di contributi CIP6:
" Il criterio di incentivazione tariffaria introdotti con il CIP6 - scrive - è stato superato dal meccanismo dei cosiddetti " certificati verdi", introdotto dall'art.11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79, noto come " decreto Bersani":
“La qualificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, riconosciuta dal GSE, è propedeutica al successivo rilascio, a determinate condizioni, dei certifi...cati verdi in funzione dell’energia elettrica prodotta, oppure della tariffa incentivante onnicomprensiva in funzione dell’energia elettrica prodotta ed immessa in rete” (fonte GSE).
Possono richiedere la qualificazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili gli impianti:
a) alimentati da fonti rinnovabili, anche ibridi, entrati in esercizio successivamente al 1°aprile 1999 a seguito di nuova costruzione,
potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione;
b) che operano in co-combustione, entrati in esercizio prima del 1° aprile 1999, che successivamente a tale data operino come centrali ibride;
che rispettino le condizioni specifiche previste nel DM 18/12/2008.
Purtroppo ai fini della classificazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili valgono le seguenti indicazioni:
Le Biomasse si suddividono in:
- Biomasse combustibili (legno vergine, gusci di nocciole, lolla di riso, etc.);
- Biomasse da rifiuti completamente biodegradabili (grassi e farine animali, rifiuti di cucine e mense,etc.);
- Biomasse da rifiuti parzialmente biodegradabili (RSU, RSAU, CDR etc.);
- Biocombustibili liquidi: bioetanolo e biometanolo, oli vegetali, biodiesel.
Qui c’è tutto l’errore e l'orrore ambientale!!!! Che nessuno (tranne uno, APS, che ormai si è ritirato a vita privata) ha mai contrastato. Perchè? Perchè fa comodo alle campagne elettorali!!!
Da alcuni studi elaborati dall'AEEG ( Autorità dell'Energia Elettrica e Gas, a cui è stata recentemente accorpata anche l'acqua), emerge che nel 2010 l'Ital Green Energie Holding con il suo 8,8% è stato il secondo maggior beneficiario di contributi CIP6 erogati dal Gestore delle Rete di Trasmissione Nazionale ( GRTN), in pagamento di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. La centrale a biomasse monopolitana ha preceduto nell'erogazione dei CIP6, colossi del calibro di Iternational Power plc ( 7,8%); Enel ( 6,2%); Api ( 5,9%); Edison ( 4,3%); Linea Group Holding ( 3,8%); San Marco Bioenergie, Hera e Prima ( 2,3%).
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Commenti
Sembra quasi che tu ne sappia.I certificati verdi (CV) costituiscono una forma di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si tratta di certificati che corrispondono ad una certa quantità di emi ssioni di CO2: se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas naturale, carbone ecc.) perché "da fonti rinnovabili", il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere (a prezzi di mercato) a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente. Infatti, secondo quanto disposto dalla legge 244/07, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti entrati in esercizio o ripotenziati a partire dal 1° aprile 1999 fino al 31 dicembre 2007, ha diritto alla certificazione di produzione da fonti rinnovabili (certificato verde) per i primi dodici anni di esercizio.
In cosa hanno sbagliato Zazzera e Deleonibus?
Forse sono normali le aziende che stufe delle anomalie, delocalizzano e noi...... restiamo disoccupati :-( con i politici che promettono pseudo posti di lavoro pur sapendo che non potranno mai crearli non essendo essi stessi imprenditori ma tutt'altro.....