
Riflessioni del sign. F. Gentile a margine
dell'incontro promosso da SEL
Gentili amici di Monopolitube, l’altra sera ho partecipato a quella riunione convocata da SEL sul piano coste regionale. Ho ascoltato gli interventi del relatore (che mi è sembrato un po’ vago) e di alcuni presenti.
Vi sono stati anche un paio di interventi di rappresentanti dei concessionari balneari. Naturalmente questi ultimi vedono come il fumo negli occhi la applicazione del piano a Monopoli. In pratica loro dicono che le concessioni demaniali costituiscono l’unico modo per evitare che la costa monopolitana diventi un irrecuperabile letamaio e che quindi i cittadini monopolitani dovrebbero essere contenti di pagare un piccolo obolo per ripagarli di questa “missione”. Io non voglio entrare nell’argomento ripubblicizzazione della costa che è il tema centrale del piano coste. Voglio invece parlare proprio dell’ obolo di cui sopra.
Per tanti anni (fino al 2007) ho frequentato alcuni stabilimenti balneari monopolitani, ho affittato posti in cabina,ho parcheggiato auto, ho affittato
ombrelloni e sdraio: non ho mai ottenuto uno scontrino o una ricevuta fiscale o una fattura. Idem presso alcune discoteche fracassone che rendono le notti invivibili nel raggio di alcuni chilometri. Mai uno straccio di documento fiscale.
Non so se negli ultimi anni le cose siano cambiate . Ma se anche sono cambiate, è giusto che una “Città turistica”, a causa della incapacità dei propri amministratori a salvaguardare la costa, debba regalare le migliori spiagge ai privati che poi si sentono addirittura “i salvatori” della Patria?
Saluti.
F. Gentile
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Commenti
Tuttavia quì c'è qualcuno che non si rassegna al fatto che la legge prescrive una ripartizione del litorale a favore del pubblico.
Si sta quindi cercando di fare gran confusione perchè le coserimangano come prima.
Per quanto rigurda le denuncie, a cui si riferisce Roberto, io vorrei vedere lui di domenica, con i bambini che sbraitano che vogliono fare il bagno e la moglie accaldata che si vuole stendere sotto l'ombrellone,se ha il coraggio di chiamare la GDF.
Lei continui pure a non capire o a far finta. La saluto.
Insomma, se ci sono abusi li si denunci, se si notano lacune o distorsioni normative le si identifichi, se si ritiene insufficienti i controlli si sollecitino contromisure. Il tutto, è chiaro, con i dovuti approfondimenti. E' tanto difficile da capire?
Non si può aprire bocca per inveire a casaccio contro l'odiato concessionario, così... per "sentito" dire o impressione personale...
Quanto al merito della questione potremmo discuterne ampiamente, io qui ho solo commentato il contenuto di QUESTA LETTERA.
E' chiaro ora?
La proposta abbastanza semplice esposta dall'ingegnere ha dimostrato che il pubblico deve recuperare spiaggie o tratti di roccia abbandonati offrendo i servizi che per legge servono. I privati devono poter investire con la certezza di leggi che li tutelino.
La cosa riferita dall'ingegnere e da Galanto che sfugge a parecchi ma che invece è importante è che il demanio non ha dati certi sui metri di linea balneabile (non so se è questo il termine. Tutto lì il problema, se poi non ci sono i controlli nascono dubbi.
Ora, avendo sorvolato sul pcc, mi sarei atteso rilievi puntuali su altre questioni attinenti il tema, ma ciò che leggo è ben poco, quasi nulla. Non ci si può appellare, ad esempio, a fantomatici "regali" se non si parla, con cognizione, di eventuali violazioni di legge o di criticità del dettato legislativo. Parlare a casaccio e forse spinti da avversione verso la categoria a cosa serve? Fino a prova contraria (e la si porti questa prova contraria!) i concessionari sono titolari di regolari permessi rilasciati nel rispetto di leggi e regolamenti... e che facciamo, spariamo nel mucchio senza portare elementi concreti?
Per il resto lei offre una libera interpretazione del testo, bontà sua.
Altra cosa è la contestazione delle stesse disposizioni normative, la condanna di eventuali abusi ad opera dei concessionari o la denuncia dell'assenza di controlli adeguati.
Comprendo l'avversione per questi imprenditori ma sarebbe meglio centrare la riflessione su aspetti più concreti.