
Siamo sicuri che il 21 gennaio sia stato
“l’ultimo momento per percorrere la strada del cambiamento”?
Chiariamo subito una cosa: sono assolutamente contrario a qualsiasi violazione del territorio, si chiami essa prospezione geosismica, perforazione, inceneritore o altro.
Ieri non ho potuto prendere parte alla manifestazione per impegni pregressi di lavoro. Oggi, riguardando le foto, i video, leggendo e ascoltando i commenti penso che una manifestazione così non farà neanche il solletico alla controparte e non sposterà di un millimetro la situazione. Come ho più volte detto, occorre un presidio permanente, solo a voler aprire le danze di "guerra" e una mobilitazione consapevolmente critica della popolazione della nostra Regione (il che è evidentemente mancato).
Riprendendo le parole della lettera del “Comitato 21 gennaio”, per rifletterci su almeno un po’, siamo sicuri che il 21 gennaio sia stato “l’ultimo momento per percorrere la strada del cambiamento”? O, al contrario, è stato il primo momento utile per iniziare a cambiare? A cambiare davvero.
La manifestazione con le 8.000 persone in piazza (fonte della Questura) è stata sicuramente la cassa di risonanza per i politici regionali.
I cittadini, purtroppo, manifestano in strada, in spiaggia, non davanti al Parlamento. E la classe politica li sostiene in strada, in spiaggia, ma non in Parlamento.
La produzione di politiche e alternative concrete sono sempre nell’agenda dei movimenti in uno sforzo incessante di dimostrare la praticabilità e la credibilità di altre strade per rendere realmente “possibile un altro mondo”, ma queste politiche e queste alternative sono davvero nell’agenda dei politici?
Dove erano ieri:
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On. Barba Vincenzo (PDL) |
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On. Bellanova Teresa (PD) |
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On. Boccia Francesco (PD) |
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On. Bordo Michele (PD) |
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On. Bruno Donato (PDL) |
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On. Buonfiglio Antonio (MISTO-FAREITALIA PER LA COSTITUENTE POPOLARE)
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On. Buttiglione Rocco (UDC) |
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On. Calderisi Giuseppe (PDL) |
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On. Capano Cinzia (PD) |
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On. Gabriella Carlucci (UDC) |
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On. Cera Angelo (UDC) |
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On. Cesa Lorenzo (UDC) |
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On. Concia Anna Paola (PD) |
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On. D’Alema Massimo (PD) |
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On. D’Alessandro Luca (PDL) |
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On. Di Cagno Abbrescia Simeone (PDL) |
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On. Di Staso Antonio (PDL) |
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On. Divella Francesco (FLI) |
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On. Fitto Raffaele (PDL) |
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On. Fucci Benedetto Francesco (PDL) |
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On. Gaglione Antonio (MISTO) |
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On. Ginefra Dario (PD) |
PRESENTE |
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On. Grassi Gero (PD) |
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On. Lazzari Luigi (PDL) |
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On. Leone Antonio (PDL) |
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On. Lisi Ugo (PDL) |
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On. Losacco Alberto (PD) |
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On. Mannucci Barbara (PDL) |
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On. Mantovano Alfredo (PDL) |
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On. Mastromauro Margherita Angela (PD) |
dal 21/05/2008 al 23/11/2009 |
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On. Patarino Carmine Santo (FLI) |
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On. Pepe Antonio (PDL) |
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On. Pisicchio Pino (MISTO – API) |
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On. Ria Lorenzo (UDC) |
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On. Ruggeri Salvatore (UDC) |
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On. Sardelli Luciano Mario (Misto) |
dal 09/03/2011 al 24/05/2011 |
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On. Savino Elvira (PDL) |
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On. Sbai Souad (PDL) |
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On. Servodio Giuseppina (PD) |
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On. Sisto Francesco Paolo (PDL) |
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On. Tanoni Italo (MISTO) |
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On. Vico Ludovico (PD) |
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On. Vitali Luigi (PDL) |
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On. Pierfelice Zazzera (IDV) |
PRESENTE |
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sen. AMORUSO Francesco Maria (PdL) |
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sen. AZZOLLINI Antonio (PdL) |
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sen. CAFORIO Giuseppe (IdV) |
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sen. CAROFIGLIO Gianrico (PD) |
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sen. COSTA Rosario Giorgio (PdL) |
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sen. D'AMBROSIO LETTIERI Luigi (PdL) |
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sen. GALLO Cosimo (PdL) |
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sen. GRILLO Luigi (PdL) |
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sen. LATORRE Nicola (PD) |
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sen. LICASTRO SCARDINO Simonetta (PdL) |
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sen. MARITATI Alberto (PD) |
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sen. MAZZARACCHIO Salvatore (PdL) |
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sen. MONGIELLO Colomba (PD) |
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sen. MORRA Carmelo (PdL) |
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sen. NESSA Pasquale (PdL) |
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sen. POLI BORTONE Adriana (io sud) |
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sen. PORETTI Donatella (PD) |
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sen. PROCACCI Giovanni (PD) |
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sen. SACCOMANNO Michele (PdL) |
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sen. TEDESCO Alberto (Misto) |
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sen. TOMASELLI Salvatore (PD) |
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On. EU Arlacchi Pino (PD) |
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On. EU Baldassarre Raffaele (PDL) |
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On. EU Cozzolino Andrea (PD) |
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On. EU De Castro Paolo (PD) |
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On. EU De mita luigi ciriaco (UDC) |
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On. EU Gargani Giuseppe (UDC) |
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On. EU Iovine vincenzo (misto) |
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On. EU Mastella clemente (udeur) |
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On. EU Matera barbara (pdl) |
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On. EU Mazzoni erminia (pdl) |
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On. EU Patricello aldo (pdl) |
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On. EU Pirillo mario (PD) |
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On. EU Pittella gianni (pd) |
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On. EU Rivellini crescenzia (pdl) |
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On. EU Silvestris sergio paolo francesco (PDL) |
PRESENTE
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On. EU Tatarella salvatore (fli) |
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On. EU Trema terra gino (UDC) |
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Penso che la manifestazione avrebbe davvero centrato l’obiettivo solo se fosse stata come una febbre positiva di una società che reagisce e cerca di liberarsi dal dominio virale di involucri politici, economici, culturali oppressivi che sono esiziali e lesivi dell’autonomia, dello sviluppo, delle dinamiche della società stessa.
Davvero ieri abbiamo si sono difesi “la Puglia e il nostro modello di sviluppo”? Davvero siamo certi che il “nostro” sviluppo sia da difendere?
E allora perché si autorizza il Progetto ETA che potrebbe bruciare i rifiuti speciali raccolti dalla ditta Marcegaglia nella piattaforma di Ravenna? Perché si permette di far sorgere ad appena 30 metri dalle case abitate un inceneritore da 15 megawatt elettrici, spacciato per una centrale a biomasse (fonte Gianni Lannes)? Dove è andata a finire la dichiarazione di Vendola secondo cui uno degli obiettivi del suo governo era di “contrastare quel gigantismo energetico che presenta profili di incompatibilità ambientale e nel caso del selvaggio sfruttamento di materie prime di paesi sottosviluppati presenta profili di incompatibilità etica”? E cosa si è fatto per l’abbattimento di diossine, benzopirene, ipa, biossido di carbonio e miscele di altri pericolosi composti chimici? Davvero i pugliesi che vogliono difendere il proprio modello di sviluppo non sanno che i dati dell’Inventario Nazionale delle Emissioni e delle loro sorgenti, attestano che “il 92% della diossina” prodotta fuoriesce dall’Ilva? Sette chilogrammi a testa: tre volte Seveso. Possibile che il modello di sviluppo da difendere debba comprendere il 95% della produzione nazionale dei PCB (fonte Ispra) e 137 mila nanogrammi di benzoapirene (il valore – soglia per persona è di un nanogrammo) respirati dagli operai dell’Ilva? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” si deve dire ai manifestanti che la Puglia “produce, da sola, il 160% del proprio fabbisogno energetico” e si debbano utilizzare 8.000 tonnellate/anno di carbone per alimentare le centrali? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” non dobbiamo ridimensionare la centrale a carbone di Cerano "Federico II"(prima in Europa per l'emissione di CO2, 13 milioni di tonnellate all’anno)? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” si deve prevedere la realizzazione di una discarica di servizio sul “più grande serbatoio naturale di acqua potabile della Puglia. Un grande lago d’acqua dolce a cento metri di profondità che con 700 litri d’ acqua al secondo disseta 78 comuni, garantendo da cinquant’ anni l’ 80 per cento del fabbisogno idrico del Salento” (fonte Carlo Vulpio, Corriere della Sera)? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” si deve ancora autorizzare il consumo di suolo che è ormai diventata una vera e propria patologia del nostro territorio? Possibile che la difesa del “nostro modello di sviluppo” deve continuare ad erodere le risorse agricole e la biodiversità che costituiscono uno dei beni comuni più importanti, oltre ad essere un fattore competitivo nel rapporto con altre regioni nelle quali sono in atto da tempo politiche ambientali ed urbanistiche incisive? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” si debbano autorizzare impianti ricreativi che giornalmente consumano l'equivalente del fabbisogno di un paese di 8.000 abitanti, nonché l'equivalente per la produzione di due tonnellate di grano? Possibile che per difendere il “nostro modello di sviluppo” si debbano autorizzare impianti ricreativi che sorgano in aree vulnerabili alla contaminazione salina?
Eppure tutti quelli che hanno autorizzato
- il progetto ETA,
- la costruzione di centrali a biomasse non reali,
- il gigantismo energetico,
- lo scarso abbattimento di diossine, benzopirene, ipa, biossido di carbonio e miscele di altri pericolosi composti chimici,
- “il 92% della diossina” in uscita dall’Ilva,
- il 95% della produzione nazionale dei PCB (fonte Ispra) e 137 mila nanogrammi di benzopirene respirati dagli operai dell’Ilva,
- una discarica di servizio sul più grande serbatoio naturale di acqua potabile della Puglia,
- il consumo di suolo che è ormai diventata una vera e propria patologia del nostro territorio,
- l’ erosione delle risorse agricole e della biodiversità,
- impianti ricreativi che giornalmente consumano l'equivalente del fabbisogno di un paese di 8.000 abitanti, nonché l'equivalente per la produzione di due tonnellate di grano,
erano a sfilare ipocritamente in corteo a difesa del “nostro modello di sviluppo”.
Penso avrebbero fatto meglio a riunirsi intorno ad un tavolo e a mettere fuori delle proposte legislative serie che prevedessero magari un parere vincolante, e non solo consultivo/collaborativo, dei Comuni, o quantomeno delle Regioni, per progetti sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale nazionale.
A nulla serve apportare modifiche all’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n° 239 (come richiesto nel disegno di legge del PD e sostenuto dal locale comitato No petrolio) se prima non si mette mano all’articolo 36, comma 4, D. Lgs 152/2006.
E a nulla servono le manifestazioni se non sono coordinate con l’altra sponda dell’Adriatico dove ormai l’Albania ha scoperto di avere giacimenti di petrolio in grado di produrre oltre tre miliardi di barili di petrolio, la Grecia ha dato avvio alla ricerca di idrocarburi (fonte Kathimerini), il Montenegro procede spedito nell’installazione di piattaforme offshore.
E a nulla servono i politici sui palchi se poi non fanno pressione sui politici che sono nelle aule romane. E se quei politici “romani” non scrivono e non tutelano il territorio in cui sono venuti ad arricchirsi di voti!
In Parlamento mica siedono i marziani!
dott. ing. Giuseppe Deleonibus
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Commenti
di questione ambientale a Monopoli..
tante chiacchiere.....
zero fatti...........
ma molta OMERTA'
So che de leonibus piu volte ha sollecitato questa amministrazione a fare qualcosa per constrastare italgreen e tante volte ha presentato progetti perche il comune potesse recuperare fondi per la tutela ambientale. Ma questo consiglio comunake e sordo.
Non penso che de leonibus ha bisogno di visibilità piuttosto bisogna chiedergli i veri motivi per cui non è piu in linea con il comitato e questi motivi li sa solo lui. Io so, per certo perche ero nel comitato fino a poco tempo fa, che de leonibus tante volte ha chiesto al cokitato di occuparsi di italgreen ma il comitato non ha voluto per via di alcuni conflitti di interessi al suo interno. Una volta sono quasi arivati alle mani nel comitato no petrolio che era riunito nella sede dei verdi perche de leonibus e un avvocato del comitato voleveno denunciare i cmportamenti poco lineari del italgreen e alcune persone del comitato non volevano o non potevano. Poi ti dico che se de leonibus si candida e chiede il voto sono affari suoi se lo chiede e usa come argomento il petrolio allora gli diamo addosso. In fin dei conti bene o male, condivisibile o no si occupa di ambiente.
Monopoli ha un inquinamento elevatissimo causato in principal modo dall'italgreen che specie di notte spara in aria chissà se diossina o altro.
Visto che noi cittadini ti paghiamo per fare il consulente al comune di Monopoli con i risultati che vediamo, caro dottore, ingegnere, ambientalista, ecc, perchè non dici al tuo datore di lavoro di muoversi seriamente nei confronti dell'italgreen? O è troppo toccare gli interessi di chi inquina?
Ovviamente è più facile sparare contro una manifetsazione, a cui vista la mancanza di visibilità del*** ingegnere, lo stesso non ha partecipato.
P.S.
Pessima idea fare la conta degli assenti da assente... suvvia!
E non stupitevi, quando alle prossime elezioni vedrete il candidato ambientalista Deleonibus tornerà a dare contro questa amministrazione, con la speranza di raccimolare qualche briciola di pane dai futuri amministratori.
Uno spettacolo a dir poco RACCAPRICCIANTE!
e parla pure (SICH!)
Probabilmente non dovremmo manifestare solo contro il posizionamento della piattaforma al largo della nostra costa ma sopratutto contro le 5 o 6, che stazionano nell'adriatico da Ravenna a Brindisi.
"Stanno manifestando contro il petrolio!"
"Allora è meglio che stiamo attenti, forse verranno i black block"
"E dove le vogliono fare 'ste trivelle?"
"davanti a Monopoli"
"Veramente!?"
Questo per me a Monopoli è già un successo considerando il punto di partenza.
CI VEDIAMO QUANDO VERRAI A CHIEDERE IL VOTO.