
DA www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Non un movimento «che ha finalità immediatamente elettorali», ma un movimento che sosterrà la candidatura del sindaco di Bari alla presidenza della Regione. Il ciclone Michele Emiliano torna ad affacciarsi nell’agone politico, lancia la sfida delle primarie a tutto il centrosinistra e mette un paletto (che assomiglia più ad una trave) sul cammino del Pd alle prossime politiche schierando una lista civica nazionale. Nella regione, per la successione di Nichi Vendola, si chiamerà Emiliano per la Puglia.
«Non mi nascondo più», dice il presidente del Pd pugliese, presentando il sito (emilianoperlapuglia.it) che raccoglierà le adesioni e le prime iniziative sul campo del movimento (l’appuntamento è per il 17 e 18 febbraio a Monopoli). Con un obiettivo: raccogliere attorno a dei progetti quanta più gente possibile, a prescindere dall’appartenenza o meno al centrosinistra e a prescindere dalle tessere di partito. Quel mondo, taglia corto il Gladiatore, è morto: sono tutti ben accetti, purchè vogliano «lavorare con noi e rappresentare la società civile dentro la coalizione di centrosinistra».
Si autofinanzieranno e lanceranno - coordinati in Puglia da Alessandro Emiliano e a Bari dall’ex consigliere regionale di An Tommy Attanasio - un radicamento mettendo in piedi gruppi di lavoro, riunioni, progetti e idee, perfino «portando l’esperienza da altre forze politiche» che oggi, lascia intendere Emiliano, nel Pd proprio non ci vogliono stare.
Le nuove «fabbriche» di Michele assomigliano tanto a quelle di Nichi, ma la strada è diversa: tanto Vendola guarda storto verso il Terzo Polo di Fini e Casini, puntando ad un accordo a sinistra con Pd e Idv, tanto Emiliano quel Polo vuole portarlo con sé per la conquista del palazzo di Lungomare Nazario Sauro. «È evidente che tutto questo è al servizio del progetto di governo che il Pd e il centrosinistra, spero allargato al Terzo polo, vuole proporre alla Puglia per la fase successiva al governo Vendola. Dobbiamo stringere alleanze con quei pezzi del centrodestra in disfacimento - dice - e senza limiti ideologici».
Il Pd? «C’è un’intesa molto stretta» afferma sicuro il candidato in pectore alle Regionali, confidando nell’esperienza della lista Emiliano (con cui divenne sindaco di Bari nel 2004) e nell’affermazione dei movimenti che vi seguirono (compresa l’affermazione di Vendola nel 2005). «Ci raccordaremo con altri movimenti simili nel resto d’Italia, a condizione che questi abbiano con il Pd un rapporto dialettico e organico».
Ma il protagonista vero sarà «il popolo della Puglia che ha cambiato la storia, irrompendo attraverso le liste civiche e la partecipazione attiva, mettendo i partiti un pò in difficoltà e scegliendo i suoi candidati attraverso le primarie. Se io e Nichi continuamo a essere, sia pure su prospettive diverse, molto legati fra noi, questo dipende da fatto che viviamo e condividiamo questa analisi». Già, le primarie. Per le Regionali, taglia corto Emiliano, ci saranno, mentre per le amministrative nei Comuni vanno fatte solo dove il sindaco non è al primo mandato. Ecco perché a Taranto - dove Nichi e Michi difendono Stefàno a costo da far saltare il Pd, che vuole le primarie - i gazebo non vanno fatti, mentre altrove «sono indispensabili».
Quanto alla lista nazionale, quell’idea di «partito dei sindaci » maturata insieme a De Magistris e lo stesso Vendola per rilanciare il centrosinistra, il programma è fin troppo chiaro: andare al voto senza se e senza ma, visti i tentennamenti con cui il Pd, pur di ricacciare le urne, sta sostenendo il governo tecnico di Monti. E giù con le critiche alle politiche che l’attuale premier sta mettendo in campo. È «una vergogna nazionale» il fatto che «il governo obbliga i sindaci a vendere, contemporaneamente, tutte le aziende pubbliche», le cosiddette municipalizzate, dice Emiliano. Così come è certo che «moltissimi italiani stanno sostenendo lo sforzo del governo Monti, ma con l’intesa che questo sforzo deve finire al più presto e deve cominciare una nuova fase politica nella quale il Paese si ricostruisce secondo le norme della Costituzione», ovvero andando alle urne. Con la lista civica nazionale «speriamo di riuscire a prendere l'Italia migliore e di convogliarla, se i partiti lo consentiranno, in un progetto nazionale che tenda ad avere accanto al centrosinistra e se possibile anche al Terzo polo, l'Italia migliore che si possa misurare col compito di governare con un approccio scientifico alla decisione politica, come sta accadendo in questo momento, ma con la legittimazione popolare».
"L'appuntamento è a Porto Giardino a Monopoli, 160 euro a persona compresi i pernotti del sabato e domenica: si riparte sotto il coordinamento di Roberto Lorusso, già guru della Lista Emiliano nel 2004 e con la guida di docenti del Politecnico e dell'Ateneo barese per fare delle Wiki organization, organizzazioni che fanno dell'apprendimento partecipato la loro forza:sette gruppi di lavoro, dal pubbic speaking alla riorganizzazione del testo unico per gli enti locali e una visione al 2025". (da go-bari.it)
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Commenti
Se Bersani avesse gli attributi lo richiamerebbe all'ordine.
Ma Bersani.....
o è il pd che dipende da Emiliano.
Certo che per scomodarsi un certo Ignazio Zullo (ma chi è ?) di cui a monopoli non conosco nè traccia e
nè presenza almenochè vi risiede qualche suo lontano parente..devo supporre che questo Emiliano fà molta paura.
Io mi chiedo se Bersani è il segretario di un partito o il direttore (sbeffegiato) di un circo.
Berlusconi ....l'unico DIO VIVENTE !!!!!ma lei potrebbe dirci chi sono i suoi ELETTORI O il SUO DIO VIVENTE SE LI E' SCELTI PER DIRITTO RICEVUTO.......
Intervento di Ignazio Zullo (Pdl).
L'autocandidatura di Emiliano deve indurre alla riflessione perché la politica non può ridursi a slogan, comunicati e spinte garibaldine.
Basta con i padreterni, sono da licenziare perché abbiamo bisogno di orientare la società includendola nella partecipazione e nei processi decisionali eliminando la borìa dell'io per abbracciare l'umiltà e la semplicità del noi perché il fine ultimo della politica non è quello di gestire il presente ma di costruire il futuro per i nostri giovani e i nostri figli.
Non abbiamo bisogno di capi tribù che vincolano l'adesione ad un progetto se ci si riconosce in un PD di cui si sentono padroni ma allo stesso tempo disconoscono.
I progetti devono essere di comunità, di squadra e frutto di una piramide decisionale a base rovesciata dove il vertice e al servizio di una base partecipativa larga ed influente.
Questi padreterni non hanno prodotto quei trentamila posti lavoro promessi ai nostri giovani e, non importa se hanno prodotto altro su cui possiamo discutere, ma sulle promesse preelettorali di posti di lavoro ai giovani non si transige.
L'Io di Emiliano è ormai diventato il Principe machiavellico di sè stesso nell'annientamento della sfera del collettivo dove il progetto politico è un orizzonte tutto da decifrare e dove è evidente la difficoltà a riconnettere, dal basso, i cittadini alle Istituzioni.
Basta con questa verticalizzazione della politica, con questo falso decisionismo che si traduce in aumento della litigiosità e della contrapposizione,
A noi del PDL, del Terzo Polo e aggiungo anche del PD tocca un compito importante, strategico: licenziare i padreterni, esaltare il noi, un noi che comprenda l'io esaltandolo e non un io che annienta il noi.
A noi tocca agitare le acque paludose della politica dal profondo della nostra coscienza senza lasciarci manovrare dalle pulsioni individuali di capipopolo da strapazzo. A noi tocca desiderare, ricercare, esprimere energia magnetica , spingerci e tenderci in avanti alla riscoperta di radici comuni di appartenenza, di identità e di orgoglio di classe dirigente.
Non servono le intuizioni profetiche di Emiliano ma dobbiamo contare sulla leva che custodiamo nel DNA di forze politiche continuatrici del pensiero di quei grandi uomini come Moro, La Malfa, Pertini, Almirante, Togliatti e tanti altri che hanno sempre avuto alto il senso dello Stato e mai il senso di sé stessi.
Ora o mai più; non c'è più tempo! Anche in Puglia serve un nuovo quadro delle alleanze con PD, PDL e Terzo Polo per rialzare la Puglia, per risollevare le sorti delle nostre collettività, per costruire il futuro dei nostri figli.
Un padreterno non può farcela!/comunicato
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