OGGETTO: lettera alla Città. Precisazioni.
Devo cortesemente chiederLe di pubblicare le mie precisazioni in merito alla questione delle mie dimissioni da COMMISSARIO CITTADINO del partito
È ovvio che le mie dimissioni irrevocabili hanno gettato un po’ nello sconcerto diverse persone che hanno ritenuto il mio gesto incoerente con il mio modo di fare politica nella Città e per questo devo necessariamente dare alcune spiegazioni.
Le dimissioni riguardano il ruolo di Commissario Cittadino e non certo la mia fede politica che è e rimane fortemente legata alla Destra Sociale del vecchio movimento popolare denominato MSI – DN.
Non certo abbandono le lotte politiche iniziate nel corso della scorsa campagna elettorale del giugno 2009 (si ricordi la questione della Ceramica delle Puglie, dei segretari particolari del Sindaco, deltaxi sociale, del Natale in Piazza gestito dalla Associazione Free Time, del Concorso all’Ufficio Tributi, dell’assenza di un Sindaco in Città, impegnato a fare il politico più che il Primo Cittadino e tante altre questioni) anche perché ognuna di esse ha avuto seguito con specifiche denunzie e sono fiducioso ne avrà nelle aule giudiziarie.
Premesso questo sono certo che cittadini comprenderanno che il ruolo di guida e vertice del partito
La mia non è insofferenza al Partito del “Monarca” Berlusconi, (così come definito da Gianfranco Fini nel corso di una intervista televisiva su Rai Tre) ma non credo sia questo il modo di guidare una Nazione che io amo ed a cui ho dedicato anche diversi anni della mia vita.
Anche in Città le cose non migliorano: è su tutti i giornali la continua e volgare diatriba tra i vari esponenti del PDL, dove si dubita di un segretario cittadino, di un assessore, di un consigliere….ed è facile domandarsi il perché.
Per questo La prego di voler dare voce al mio sfogo attraverso al Sua spettabile testata confermando ancora la mia disponibilità ad ogni chiarimento ed a fare una politica “DI DESTRA” ma non obbligatoriamente con il partito di Storace qaulora il direttivo provinciale vorrà ammainare le proprie bandiere di fronte all’armata prussiana del Cavaliere Silvio.
La vita più volte ci costringe ad abbassare il capo per portare a casa i bene di prima necessità ma in politica esiste ancora una possibilità di scelta: meglio una vita da Spartano che da schiavo.
Monopoli 25/11/2009
Avv. Michele Mitrotti
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