Insospettabili, direttori di banca, avvocati, politici, amministratori pubblici :
NON SI E’ SALVATO NESSUNO
E’ PARTITA UNA MAXI RETATA DELLA GUARDIA DI FINANZA
Oggi (01/12/2009) Bari e provincia hanno tremato ma non si è trattato di una scossa tellurica.
Dalle prime ore del mattino (01/12/2009), oltre mille finanzieri hanno eseguito 83 arresti, disposti dalla DDA di Bari, a carico di affiliati ad una cosca mafiosa pugliese – completamente smantellata – responsabili principalmente di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, usura, riciclaggio, turbativa d’asta, e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
SGOMINATO UN INTERO CLAN
I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono 83 persone (53 sono state poste in carcere, 30 ai domiciliari): tra questi figura il capoclan barese 'Savinuccio' Parisi, assieme a suoi luogotenenti e gregari, e il boss Antonio Di Cosola, egemone dell'omonimo clan contrapposto agli Strisciuglio.
ARRESTATI ANCHE INSOSPETTABILI
Il clan criminale si sarebbe servita di insospettabili professionisti e di amministratori pubblici in particolare del Comune di Valenzano, tra cui l’ex vicesindaco Donato Amoruso e dell’assessore Vitantonio Lezzi.
Nell'inchiesta sono coinvolti direttori di banca, professionisti, amministratori pubblici e avvocati. Sospettato il coinvolgimento di persone della Bari bene.
ACCUSATO ANCHE UN ONOREVOLE
Tra gli indagati vi è anche l'onorevole Elvira Savino eletta con l'appoggio del Pdl, gli avvocati Gianni Di Cagno, Onofrio Sisto e Giacomo Porcelli, il notaio di Bari Francesco Mazza. La Savino avrebbe fatto da prestanome a Michele Labellarte accusato di riciclare i soldi del clan Parisi. E proprio le intercettazioni ambientali dei colloqui captati al capezzale dell’imprenditore barese Michele Labellarte, presunto riciclatore delle ricchezze del clan Parisi, deceduto nel settembre scorso dopo una lunga malattia, potrebbero aver portato al blitz odierno che lascia intravedere clamorosi sviluppi.
Il nostro precedente articolo “Monopoli : piste di ghiaccio e di marijuana” è caduto a pennello.
Da oggi la Puglia sa che non può sentirsi al sicuro dalla mafia. E la nostra città?
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