RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
La questione, che seguiremo attentamente, del permesso dato dai Ministeri competenti (Ambiente, Beni e Attività culturali) per la ricerca di idrocarburi al largo delle nostre coste non può lasciare indifferente la nostra città. Il problema non è creare allarmismo (che pure non sarebbe del tutto ingiustificato) ma riflettere sulle scelte che la classe politica opera e sulle scelte che la gente comune subisce o definisce scegliendo i propri referenti politici. In questo caso: riflettere sui vantaggi e sugli svantaggi di una possibile futura piattaforma petrolifera.
Ecco come, ancora una volta, la mancanza di una vera politica di indipendenza energetica del nostro Governo ricade direttamente sulla testa di noi cittadini. Nel ventunesimo secolo, nel sud Italia si continua a parlare di piattaforme petrolifere, centrali nucleari e oleodotti collegati con l'est europeo, alla faccia non solo dell'ambiente e della sua salvaguardia, ma anche della paventata valenza turistica del nostro territorio. Il tutto attuato con dubbi criteri di trasparenza: il delicato processo autorizzativo, che segue precisi passaggi, è stato attuato secondo regola ma con la minima intenzione di attivare osservazioni da parte di "terzi interessati", così come dimostra la pubblicazione avvenuta su "Gente" e "Puglia", non proprio i più affermati giornali del territorio.
In tutto questo le responsabilità non sono certo della Northern Petroleum, che ha semplicemente avviato legittimamente un iter autorizzativo. Le responsabilità sono tutte dei nostri referenti politici nazionali che non hanno saputo o hanno preferito non informare e nelle scelte energetiche, assolutamente scriteriate, di un Governo che nulla fa per l'innovazione (le energie alternative), replicando invece scelte pericolose e dannose di novecentesca memoria.
Il cittadino di Monopoli resta impotente. Ma non lo era quando, nella cabina, votava per rappresentanti politici che, della trasparenza, non fanno il proprio paradigma politico.
Ecco perché, fondamentale, occorre rilanciare il dibattito anche a Monopoli: non solo le mappe e le cartine del PUG, ma chiedersi anche quale sviluppo, industriale ed economico, preferiamo per la nostra città. Quale qualità del lavoro e della vita? Quale turismo in una città nella quale si parla di oleodotti, piattaforme petrolifere, lavoro nero, sversamenti nelle fogne e nella quale non siamo in grado neanche di misurare la reale qualità dell'aria?
Monopoli oggi è un ricettacolo di traffici illeciti e lo dimostrano le continue operazioni antidroga. I giovani non hanno luoghi di socializzazione e di studio.
Manca un progetto per la città, che vada oltre quel Patto che la Giunta Romani, considerando il pessimo teatrino al quale ci sta facendo assistere, non è in grado di rispettare.
Rifondazione chiede uno scatto di orgoglio alla città, libera da preconcetti. Rifondazione lancia un'operazione di trasparenza, occorre parlarne, occorre fare chiarezza!
Ecco come, ancora una volta, la mancanza di una vera politica di indipendenza energetica del nostro Governo ricade direttamente sulla testa di noi cittadini. Nel ventunesimo secolo, nel sud Italia si continua a parlare di piattaforme petrolifere, centrali nucleari e oleodotti collegati con l'est europeo, alla faccia non solo dell'ambiente e della sua salvaguardia, ma anche della paventata valenza turistica del nostro territorio. Il tutto attuato con dubbi criteri di trasparenza: il delicato processo autorizzativo, che segue precisi passaggi, è stato attuato secondo regola ma con la minima intenzione di attivare osservazioni da parte di "terzi interessati", così come dimostra la pubblicazione avvenuta su "Gente" e "Puglia", non proprio i più affermati giornali del territorio.
In tutto questo le responsabilità non sono certo della Northern Petroleum, che ha semplicemente avviato legittimamente un iter autorizzativo. Le responsabilità sono tutte dei nostri referenti politici nazionali che non hanno saputo o hanno preferito non informare e nelle scelte energetiche, assolutamente scriteriate, di un Governo che nulla fa per l'innovazione (le energie alternative), replicando invece scelte pericolose e dannose di novecentesca memoria.
Il cittadino di Monopoli resta impotente. Ma non lo era quando, nella cabina, votava per rappresentanti politici che, della trasparenza, non fanno il proprio paradigma politico.
Ecco perché, fondamentale, occorre rilanciare il dibattito anche a Monopoli: non solo le mappe e le cartine del PUG, ma chiedersi anche quale sviluppo, industriale ed economico, preferiamo per la nostra città. Quale qualità del lavoro e della vita? Quale turismo in una città nella quale si parla di oleodotti, piattaforme petrolifere, lavoro nero, sversamenti nelle fogne e nella quale non siamo in grado neanche di misurare la reale qualità dell'aria?
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Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Monopoli (BA)
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Commenti
Poiché confido nella vostra onestà e passione penso possiate essere di grande aiuto al progresso etico e civile di questa cittá. Prima di avventuraci a decine di miglia dalla costa immagino sia opportuno capire meglio cosa sia accaduto sulla terra ferma e chi nel continente prim'ancora che dal mare ha inteso sfruttare il nostro territorio per fare soldi. Non credo nn ci abbiate mai pensato, ma nn so perchè nn ci abbiate mai provato. Parafrasandovi ancora direi che "il problema nn è creare allarmismo ma riflettere sulle scelte che la classe politica opera e sulle scelte che la gente comune subisce".