Finalmente, dopo un anno e mezzo dall'insediamento dell'amministrazione Romani, durante l'ultimo consiglio comunale, riecheggiava il vocabolo “agricoltura”.
Il consiglio comunale, per merito dell'opposizione prima e della maggioranza dopo (solo il cons. Minoia), si ricorda che Monopoli è una comunità prevalentemente agricola. Il consigliere Minoia, alle tre e mezzo del mattino, ad una aula semideserta con pochi e sonnolenti consiglieri, durante la sua dichiarazione di voto, folgorato sulla via di Damasco, lui, agricoltore votato dagli agricoltori, si “accorge” che forse l'amministrazione ha “trascurato” l'agricoltura. Meglio tardi che mai.
Speriamo che questo sia solo l'inizio e che rappresenti un’inversione di tendenza; infatti delle semine di cui si era parlato, si stenta a tutt'oggi a vedere i primi cotiledoni, ammesso che chi parlava di dette semine comprenda il significato di questo termine.
Va dato atto però del “grande successo” riscosso in Lussemburgo dalla missione commerciale organizzata dall'assessore Rotondo, il quale, riempiendo il posto vacante dell'assessorato alla agricoltura, ha consentito ad alcune aziende monopolitane di partecipare ad una fiera dedicata all'agro-alimentare che ha prodotto una mole inaspettata di contatti.
Inspiegabile l'assenza da questa missione della più grande azienda olearia monopolitana, l'Oleificio cooperativo, che, pur invitata a costo zero come le altre aziende, ha preferito non partecipare (probabilmente non ha olio d'oliva da vendere, oppure ha scelto di non venderlo!).
Il successo riportato dall'assessore Rotondo segna il primo passo di un percorso da proseguire speditamente. E’ nostra opinione che sia necessario reperire altre risorse, per poter organizzare la partecipazione ad altri eventi similari, allo scopo di reperire quanti più contatti possibili, nell'ottica dell'organizzazione di un workshop turistico-agro-alimentare nella nostra città, organizzato e finanziato dall'amministrazione.
L'assessore Rotondo ha dimostrato con i fatti che, per il più importante comparto economico della città, si può fare tanto con poco: bastano l'interesse e la buona volontà.
Da segnalare, nell'ultimo consiglio comunale, la rinnovata assenza del sindaco, evidentemente in tutt'altre faccende affaccendato. Bisogna prendere atto che, oltre all'assessore all'agricoltura, comincia a mancare anche la figura del sindaco in questa città.
L'atmosfera cupa e il nervosismo evidente dei consiglieri di maggioranza lasciavano intendere che non c'era assolutamente armonia in giunta e, quindi, se ne deduce che questa amministrazione antepone agli interessi della collettività le ambizioni politiche dei suoi singoli componenti ed i relativi “mal di pancia”. Ridicola è stata la “caccia all'assessore p.p.d.t.” scatenatasi prima della seconda votazione in merito all’"arena degli ulivi” (la prima era andata a vuoto per mancanza del numero legale), che ha visto i consiglieri della fazione "pro Grieco" p.d.l. “sguinzagliati” nei meandri della casa comunale alla disperata ricerca dei consiglieri p.p.d.t., e di qualche p.d.l. fazione "contro Grieco" per motivi “diversi” allontanatisi da “sala Perricci”.
Questo "teatrino" spiega perchè il sindaco era così ostinatamente contrario alla ripresa integrale del consiglio: effettivamente, questi spettacoli sarebbero inquietanti anche se divertenti per gli elettori, ma imbarazzanti per lui. La sala che ospita la più importante assemblea istituzionale cittadina sembrava una ”corte dei miracoli”.
Aggiungiamo le fantasiose proposte di tensostrutture e arene frutto di una propaganda politica ormai irrefrenabile, opere previste nel bilancio 2010: questo basta a valutare la proposta, con un palazzetto dello sport di via procaccia che è passato dalla progettazione alla fase di rudere archeologico. E vi risparmiamo i proclami che, da oltre vent'anni, hanno riguardato la storia di quell'opera, provenienti da tutti gli schieramenti politici.
Vi risparmiamo anche le questioni inerenti al teatro di “Cristo delle zolle” e al “Radar”, che si commentano da sole.
Evidentemente si sente la necessità di altre opere incompiute e ci sono così tanti quattrini da non sapere come spenderli!
Alla fine, però, ha prevalso la paura del "tutti a casa"! E’ noto oramai che il coraggio spesso non è sufficiente al sacrificio di una poltrona.
Lasciamo ai contribuenti la valutazione delle persone a cui sono stati affidati i destini di questa città.
Ogni comunità si merita gli amministratori che ha, per la semplice ragione che sono conseguenza di una scelta.
Ma veramente Monopoli si merita questi amministratori?
Il segretario
Alessandro Nitti
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Commenti
farebbe ancora più piacere se vi spingeste oltre magari chiedendo a chi ha scelto di non pubblicare il motivo di tale scelta.