Domenica 27 Maggio 2012
   
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ROSY BINDI EMILIO ROMANI: IL DIBATTITO

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A breve i VIDEO esclusivi su Monopolitube con tutti gli interventi

Emilio Romani: "Non c'è una rifondazione fascista...". NORTHERN PETROLEUM, Rosy Bindi: "Mi informerò".

“Presidente, io sono una donna che non è a sua disposizione!”. Rosy Bindi, presidente del Pd, rispose per le rime, con garbo e classe, alle provocazione del premier Berlusconi. “Lo rifarei” - conferma senza ripensamenti alla giornalista di Repubblica, Giovanna Casadio, nel corso della presentazione al cinema Etoile di Monopoli del libro “Quel che è di Cesare”. L’evento dibattito, organizzato dalla prof.ssa Loredana Ratti del Presidio del Libro monopolitano, ha riscosso un enorme successo di pubblico. Tutto ha funzionato: si è sviluppato un singolare e appassionante confronto tra il primo cittadino Emilio Romani e la vicepresidente della Camera, con arguti interventi e contributi dalla platea. Uno stile lontano dai salotti televisivi che, a nostro avviso, andrebbe riproposto in città.

A proposito di salotti televisivi che danneggiano il confronto e spettacolarizzano la politica, “in quella circostanza - incalza Rosy Bindi, ricordando quanto accadde nella puntata di Porta a Porta dove il presidente del consiglio dispensò una perla di galanteria alla donna che definì “più bella che intelligente” - l’oggetto di una aggressione verbale sono stata io”. Condanna senza riserve, dunque - “senza se e senza ma” - tanto per usare una frase che va di moda in questi giorni. Dimostra, secondo Rosy Bindi, che considerazione ha Berlusconi delle donne, delle istituzioni e della democrazia.

IL CONFRONTO CON IL SINDACO - Romani si dice onorato della presenza di Rosy Bindi. In effetti, tra i due si noterà, via via che il dibattito entra nel vivo, un sentimento di stima reciproca. Il sindaco annuisce con il capo agli interventi della Rosy; alla fine si realizzerà, per i tempi che corrono, un’inverosimile circostanza di dibattito. La sensazione è che da entrambe le parti politiche si manifesti dello scetticismo sull’era infinita del berlusconismo. In altre parole, anche nel centrodestra ormai vi sarebbero degli uomini “poco a disposizione” del presidente. Ma per Rosy Bindi Berlusconi è “un genio della comunicazione“. Il pubblico offre un’altra chiave di lettura: “Silvio Berlusconi usa il potere economico e quello delle televisioni, che a questo punto controllerebbe per governare”.

FASCISTI SU MARTE - “Riconosco nell’onorevole Bindi, una donna da sempre impegnata in politica, la capacità di produrre ragionamenti politici”. “Ho trovato alcuni punti del libro particolarmente interessanti - prosegue il sindaco - Una visione che non guarda né al partito chiesa né al partito stato. Mi trova, tuttavia in disaccordo sulla parte centrale e terminale, dove si parla della destra e di come abbia messo radici nella mente e nel cuore degli italiani e del perché ciò sia potuto accadere. Questa spiegazione non è ancora possibile trovarla per alcune considerazioni fatte a margine”. Romani fa riferimento alle considerazione della Bindi sul perché la destra risulti vincente: all’idea che Berlusconi abbia sdoganato i fascisti mettendo insieme gli impresentabili e restituendo credibilità agli estremisti proprio non ci sta. “Lei ha appena stretto la mano a uno di quelli - fa notare il sindaco - Non mi ritengo un fascista, ma un amministratore che ha accettato una sfida. Io credo che un governo è forte quando esiste una maggioranza forte, ma anche una opposizione forte. Alcune delle spiegazioni in questo paese è difficile darle se non si esce dal retaggio del passato. Bisogna riconoscere che la destra in questo paese si è modernizza, che non è nata nessuna destra e libertà, che non è nato nessun partito della rifondazione fascista e che ha accettato una sfida”.

“Quella frase fa riferimento al 1994, è un’analisi politica precisa - si difende Rosy Bindi - In quegli anni i militanti del MSI (Movimento Sociale Italiano), che ancora non era diventata An, si definivano orgogliosamente fascisti”. Di cultura politica cattolica ma con slanci liberali di laicità (seppur fallimentare, l’esperienza dei Dico per le coppie di fatto nell’ultimo governo Prodi ne è stata la dimostrazione), Rosy Bindi riflette e diverte il pubblico dosando e alternando momenti di ilarità e sarcasmo. Conquista gli applausi del pubblico quando si confessa a Romani: “Io la penso diversamente ma ho rispetto, l’analisi sui fascisti non è un’offesa, perché se lo fosse non vedo cosa dovremmo dire noi quando ci danno dei comunisti o cattocomunismi”. E lancia una provocazione al sindaco: “Secondo lei la Lega e il Movimento Sociale sarebbero mai andati al governo se Berlusconi non avesse fatto questa straordinaria operazione di mettere insieme al Nord la Lega e al Sud il MSI? Io credo di no”.

“Rifondazione fascista non c’è in Italia perché è vietata dalla Costituzione”. E’uno dei primi interventi dal pubblico.

LODO ALFANO E RIFORME - “Più si parla di Berlusconi e non di quello che fa il suo governo, e forse meglio andrà dal punto di vista elettorale”. Emilio Romani parla di un premier “braccato” nonostante il consenso popolare, che deve fare il presidente e trovare il tempo per andare a difendersi nei tribunali. Qualche fischio in sala, ma c’è condivisione sulla necessità di riformare il sistema giudiziario. Sul metodo ci sono diversità di vedute: “Approvatela - implora la Bindi - avete i numeri, ma non chiedeteci di essere complici. Noi non ci stiamo”.

VOTO DI FIDUCIA, VIOLENZA E POLITICA - Rosy Bindi rinnova l’invito a non strumentalizzare quanto accaduto domenica scorsa in piazza Duomo. “Io so co’è la violenza politica, l’ho vista con i miei occhi. Nulla a che fare con gli anni di piombo, non accostiamo cose diverse. Non mi appartiene nessuna forma di cedimento all’uso della violenza, specie se usata come arma politica. Ma ciò non deve e non può essere strumentalizzato”. La presidente del Pd fa riferimento all’ultimo voto di fiducia, il numero 27 di questa legislatura, espresso dal governo ieri mattina alla Camera, adottato il quale è stata approvata la finanziaria senza che ci fosse un dibattito e confronto istituzionale tra maggioranza e opposizione. “Come si può dialogare se il governo continua ad utilizzare lo strumento del voto di fiducia?” - si chiede la Bindi. Vale la pena ricordare che per Fini, la richiesta di fiducia sugli emendamenti della finanziaria, è addirittura un atto “deprecabile”.

Sul caso Northern Petroleum, brutalmente ostacolati da una emittente televisiva mentre il nostro collega rivolgeva una domanda a margine del dibattito (vi racconteremo nel prossimo articolo e audio), Rosy Bindi promette chiarezza: “Mi informerò per capire la situazione”.

Commenti 

 
#6 decibel 2009-12-19 13:51
Ernesto,ma dici sul serio oppure stavi scherzando? perché nel caso tu parlassi sul serio,le tue affermazioni sono false!menti sapendo di mentire.quando mai rosy bindi ha insultato berlusconi? secondo te,non essere d'accordo con il suo operato politico significa insultare? questa sarebbe una democrazia?
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#5 nicolateofilo 2009-12-19 02:11
vi ringraziamo di cuore per i complimenti :-)
La Redazione
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#4 rosa 2009-12-18 20:50
un articolo chiaro con un linguaggio efficace
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#3 Ernesto 2009-12-18 17:44
Con lo stesso coraggio con cui lei ha insultato + volte il presidente dle consiglio
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#2 Quale emittente? 2009-12-18 16:38
Chi era l'emittente che vi ha ostacolati?
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#1 decibel 2009-12-18 15:24
Bell'articolo...complimenti alla redazione.
Rosy bindi è davvero una signora: mi stupisco con quale coraggio sia stata insultata dal nostro presidente del consiglio!
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