Domenica 27 Maggio 2012
   
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"LE PRIMARIE SIANO UNA FESTA DELLA DEMOCRAZIA"

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Lo dichiarano i due segretari dei Giovani Democratici regionale e cittadino che poi aggiungono:«Sia consentito il voto anche ai sedicenni e agli immigrati regolari»

Dopo la scelta del Partito Democratico pugliese di indire elezioni primarie tra il Sindaco di Bari Michele Emiliano e l’attuale Governatore della Puglia Nichi Vendola per decidere il nuovo candidato del centrosinistra alla Regione Puglia, Il Segretario regionale e cittadino dei Giovani Democratici Angelo Petrosillo e Giacomo Ferrarese esprimono soddisfazione per la scelta compiuta dal gruppo dirigente del partito. «Il ricorso alle primarie – hanno detto entrambi – consente la diretta partecipazione democratica alla scelta del candidato Governatore. Una battaglia che ha visto protagonisti i Giovani Democratici fin dall’inizio e che, con il nostro contributo serio e fattivo, ha avuto un compimento positivo. Ora si faccia di quest’occasione una grande festa della democrazia per tutto il territorio pugliese». In vista delle primarie i due segretari chiedono che sia consentito anche a tutti i ragazzi e ragazze sedicenni il diritto di voto per la scelta del candidato Presidente della Regione. «Si tratta di una richiesta naturale per noi - hanno affermato Petrosillo e Ferrarese - non solo perché in molti paesi d’Europa i sedici anni sono la soglia della maggiore età, tantomeno perché è venuta da noi una proposta di legge per estendere il diritto di voto alle amministrative proprio ai sedicenni, ma anche perché decine di migliaia di giovanissimi pugliesi devono poter avere il diritto di contare e di decidere un pezzo del proprio futuro. L’emigrazione di giovani dalla Puglia è ancora un dato drammaticamente alto. Dare voce ai più giovani significa anche provare a coinvolgerli una volta di più sulle scelte che riguardano il loro futuro». La proposta dei due giovani segretari è estesa anche agli immigrati regolari. «Come i sedicenni anche gli immigrati che vivono e lavorano sul nostro territorio devono poter avere il diritto di decidere del loro futuro tanto di piu’ se questi sono spesso totalmente esclusi ed emarginati dalla vita sociale e politica delle nostre comunità »

Commenti 

 
#5 Ugo 2010-01-04 00:33
Immancabile ***moderato***, io solo ti chiedo se tu conosci qualche nostro emigrato in America. Se ne conosci, chiedi loro come venivano trattati quando arrivavano.Poi non parlerai più ***moderato***
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#4 AMABILE ***moderato*** 2010-01-04 00:10
ANONIMO,....ma se NON vuoi fare un duplicato delle chiavi di casa tua per darle agli immigrati REGOLARI....REGOLARI, basta dirlo.
Non hai mai avuto nessun parente EMIGRATO in SUD AMERICA o in BELGIO/FRANCIA/LUSSEMBURGO,....oppure in USA O CANADA.
Non ne conosci neanche uno???Non ci credo.
Se mi rispondi che non ne conosci neanche uno.........MI sà mi sà..... che tu non sei proprio ITALIANO, ahahahahahh;-):o:P
Con affetto, il tuo IMMANCABILE AMABILE ***moderato***
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#3 salve 2010-01-03 21:52
Emiliano? ha fatto di tutto per fare le scarpe a suo "fratello" Vendola cercando di farsi una leggina ad personam per garantirsi una rete di protezione in caso di sconfitta. Altro che "non ha voluto tradire i cittadini", perchè non si è messo in discussione senza pretendere un paracadute? Quando poi le condizioni non garantivano un esito favorevole si è sfilato.
Non capisco però l'incapacità di giudizio dei semplici cittadini che dovrebbero deplorare una certa prassi manovriera anche quando ne sono fautori i propri beniamini.
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#2 anonimo 2010-01-01 12:48
Ma questi di sinistra cosa vogliono dare agli extracomunitari anche il diritto di venire a dormire e mangiare nelle ns. case? Non hanno ancora capito niente che la gente non condivide il loro programma, perciò la lega e Silvio andranno sempre di più, mi dispiace per Di Pietro che si trova alleato per necessità con questi falsi moralisti.
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#1 cittadino 2009-12-31 21:47
Ha fatto bene Emiliano a ritirare la sua candidatura. Non ha voluto tradire i cittadini che lo hanno eletto sindaco. Che la sinistra risolva i suoi problemi interni senza rompere quallo che vi è di buono.
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