Domenica 27 Maggio 2012
   
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IMMEDIATA ATTUAZIONE PER IL PIANO SOCIALE DI ZONA

CAMPANELLI_CONSIGLIO












Passa con 22 voti a favore “l’adozione dello schema di convenzione per la gestione associata del Piano Sociale di Zona 2010-2012” nel consiglio comunale del 13 gennaio. Già adottato a Conversano, comune capofila del progetto, lo schema è prossimo all’attuazione anche a Polignano. Immediata esecutività per Monopoli.

Cosa cambia?

“Innanzitutto il riconoscimento dell’Ufficio di Piano nel Comune capofila- spiega  l'assessore Campanelli- Precedentemente l’incarico era affidato ai Comuni. Nell’ufficio sarà presente un rappresentante per Comune.”

Un’altra novità- prosegue - è la quota minima del 30% di compartecipazione dei Comuni, prevista per il triennio. Molti servizi saranno migliorati ed implementati, altri saranno attivati.”

In termini economici saranno stanziati più di 7.000.000 di euro per i tre Comuni, somma dell’avanzo di 350.000 euro del precedente piano, dei 6.000.000 di euro stanziati e delle premialità. Sono compresi nella somma gli 880.000 euro che in compartecipanzione da  versare nel triennio.

“Riusciremo ad allinearci alla spesa pro capite  sociale” conclude soddisfatto Campanelli.

IL PLAUSO DI SPECCHIA A CAMPANELLI

“Sottolineo il ruolo politico dell’assessore che ha portato a termine i risultati, garantendo a tutti uno  stato di equità sociale. Gli stessi diritti per tutti i cittadini!”

CIACCIA “Siamo tra i primi comuni a convenzionarci. Speriamo e ci auguriamo che i soldi saranno interamente destinati ai progetti!”

 

DAL SITO www.ba2015.org

“Conversano ha attivato il Piano Sociale di Zona insieme a Polignano e Monopoli ed è Comune Capofila dell’ambito territoriale n° 1. Nell’avviare il processo di elaborazione di questo primo piano di zona, i tre comuni  Conversano, Polignano, Monopoli, hanno prestato attenzione non solo ai contenuti dello stesso, ma anche al processo metodologico partecipativo, pur incontrando ostacoli connessi con la scarsa capacità ed assenza di una qualsiasi tradizione a lavorare insieme tra i tre Comuni cui si è aggiunta la difficoltà ad organizzare e gestire la partecipazione e l’attivo coinvolgimento dei soggetti previsti dalla legge (organizzazioni sindacali, azienda sanitaria locale, soggetti del terzo settore). La densità della popolazione di ambito presenta notevoli difformità: a fronte della densità alquanto alta di Monopoli e  di Polignano a mare, a Conversano si registra una densità molto più bassa.  La popolazione minorile di Conversano risulta percentualmente molto meno elevata di quella di Monopoli e, ancor più, di quella di Polignano a mare. Specularmente la popolazione anziana conversanese risulta in termini percentuali molto più “significativa” rispetto a quella di Polignano a mare e, ancor più, rispetto a quella di Monopoli. Conversano presenta il numero di nuclei monopersonali  più elevato rispetto a Monopoli e Polignano a mare. Tra gli aspetti più significativi che caratterizza l’ambito in questione di certo appare il tema dei migranti. Raffrontando infatti i dati, si rileva un incremento notevolmente cospicuo della popolazione immigrata che specie nei Comuni di Conversano e Polignano a mare hanno visto un aumento percentuale di oltre il 70%. Tale considerevole aumento, più che attribuirsi all’intensificazione dei flussi migratori (i comuni costieri come Polignano e Monopoli continuano tuttora ad essere meta “facilmente raggiungibili”  per le popolazioni provenienti dai Paesi di oltre Adriatico) potrebbe ascriversi ai processi di regolarizzazione in atto ed alla tendenza di gruppi sempre più consistenti di immigrati ad insediarsi stabilmente nei Comuni di Conversano e Polignano a mare. Il paese di provenienza è prevalentemente l’Albania, ed in particolare, si registra una cospicua immigrazione clandestina di minori albanesi non accompagnati, che ha posto rilevanti questioni sotto il profilo socio-economico (copertura delle rette di ricovero in istituti educativo-assistenziali). Oltre il 62% degli immigrati è di sesso femminile o in età minorile (il rischio di esclusione è quindi più alto) e in termini di bisogni la popolazione immigrata reclama una visibilità e un’attenzione del tutto particolari. Fatta eccezione per i minori giunti clandestinamente - per i quali automaticamente scatta la segnalazione al Tribunale per i Minorenni, l’inserimento in istituto educativo-assistenziale e, per alcuni di essi, l’affidamento a parenti presenti nel territorio – il Servizio Sociale non si imbatte nella realtà dell’immigrazione, se non per alcune richieste di aiuto economico e di generica consulenza. Le problematiche relative alla mediazione linguistica e culturale vengono “delegate” alla scuola, che in questi anni ha espresso uno sforzo notevolissimo ed ammirevole nell’affrontare i temi dell’interculturalità e dell’integrazione. È possibile indicare i nodi problematici più significativi emersi in questi anni: a) precarietà igienica e promiscuità abitativa (spesso gli immigrati occupano abitazioni inadeguate, ubicate frequentemente in campagna o nei centri storici, spesso in condizioni di sovraffollamento); b) precarietà delle condizioni lavorative e inesistente o insufficiente tutela dei lavoratori immigrati; c) mancanza di spazi di integrazione, fatta eccezione per il mondo della scuola, con la tendenza degli immigrati ad aggregarsi per gruppi in base ai paesi di provenienza e con pressoché alcun contatto con la popolazione indigena; d) condizione di “invisibilità”, che a volte sfiora le forme della segregazione, specie per le donne nordafricane; e) mancanza di spazi qualificati di alfabetizzazione ed acculturazione per gli adulti immigrati.

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