Gentile Redazione,
allego 25 foto (vedi la gallery in baso) scattate all’Eremo di S. Antonio Abate e un dono speciale fatto a mia moglie in occasione della Festa della Mamma:
“Basta scrivere sul Pug! Maggio è il mese ideale per una gita fuori porta ed è anche il mese della Madonna: visto che proprio oggi la statua di Fatima fa sosta all’Eremo di S. Antonio Abate, perché non mi accompagni? Così prendiamo parte, una volta tanto insieme, anche alla Supplica delle dodici”. A questa precisa richiesta di mia moglie, giuro che stavo per rispondere negativamente quando, all’improvviso, mi è venuto in mente che, quasi mezzo secolo fa, feci un sopralluogo proprio lì, in quel fabbricato costruito da poco, prima ancora che fosse donato alla Chiesa e trasformato poi in un Centro di spiritualità. Correva l’anno 1965, quando fui assunto dal Comune, quale tecnico coadiutore-accertatore dell’imposta di consumo sui materiali da costruzione. Dopo avere eseguito le misurazioni del caso insieme al daziere di turno che mi accompagnava a cavallo di una lambretta, un’anziana signora, presumibilmente la proprietaria dell’immobile, ci offrì una formina di cacio ricotta a testa con la seguente sollecitazione: “Mi raccomando ragazzi, avete preso bene le misure? Mettevi la mano sulla coscienza e non sbagliate i calcoli, questi lavori li abbiamo fatti con tanti sacrifici. Un giorno il Signore vi ricompenserà”.
Con questo precedente, come facevo a non aderire alla richiesta di mia moglie? Anche perché m'incuriosiva il fatto che quella costruzione oggi fosse stata destinata ad un Eremo. Perciò, sabato scorso siamo partiti di buon mattino verso la campagna, passando prima dal mercato di Castellana Grotte per fare rifornimento di ceri per la cappella del Cimitero. Una breve sosta al “Boss” di Cristo Re per fare colazione con la squisita focaccia con la cipolla sopra, ed eccoci dopo pochi minuti di macchina al cospetto dell’Eremo di S. Antonio Abate, incastonato nella collina sopra Torchiano. Che guarda a nord la sottostante splendida piana olivetata di Macchia di Monte, Vagone e S. Oronzo.
Mia moglie ha voluto guadagnare subito la graziosa cappella ellissoidale dove stazionava la statua della Madonna di Fatima e unirsi alle preghiere con gli altri numerosi devoti. Mentre io, ancora emozionato per il ritorno in quel posto dopo tantissimi anni, ritenuto allora insignificante ma che ora assumeva un carattere assolutamente diverso per quella sublime aria di pace e spiritualità che vi si respirava ad ogni piè sospinto, ho voluto esplorare tutte le sue pertinenze, divinamente sistemate e rese idonee a ricevere pellegrini da tutto il mondo. Ho apprezzato il presepe in miniatura in roccia calcarea e la simulazione della grotta della Madonna di Lourdes.
Sono rimasto particolarmente sbalordito nel percorrere la via Crucis, le cui stazioni fatte di pregiati bassorilievi incastonati ognuno in quasi specchie di pietre opportunamente disposte come sostegno, e situati sulle estremità di ogni tornante di una strada a percorso sinuoso ricavata, credo con immani fatiche, sul dorso scosceso della collina. Sulla cui sommità un Golgota ancora incompleto, sovrastato da una svettante croce in cemento armato e un anfiteatro situato nell’odorosa macchia mediterranea, sembra invitare alla sosta i frequentatori credenti e, ne sono convinto, soprattutto i non credenti, ma anche quei turisti per caso che volessero passare una giornata diversa dalle altre. Insomma, adesso so per certo che l’Eremo di S. Antonio Abate rappresenti un luogo ideale del turismo religioso, e non solo, che non ha nulla da invidiare ad altri posti simili, per raggiungere i quali bisognerebbe percorrere tantissimi chilometri anche da parte di tutti coloro che,“travolti da aspirazioni chimeriche”, seguitano a cercare un momento di serenità per il raggiungimento di un sano “sollievo dello spirito”. Speriamo almeno che il nuovo Pug di Monopoli ne tuteli al meglio il suo prezioso isolamento!
Cordiali saluti,
Franco Muolo
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Commenti
ci sconsola il totale abbandono in cui versa, bastava renderlo piu' fruibile, senza inutili cancelli e senza precisi riferimenti orari, basta rendere pubblico che il fine settimana e sempre fruibile , e vedete quanta gente arriva. bo!
è incredibile come certi uomini di chiesa (in questo caso donne) si comportano nella maniera opposta rispetto alla fede in cui credono.
spero che da ora in poi l'Eremo di Sant'Antonio Abate sia animato da una nuova stagione di Vita.
(sono un cittadino che ha visto nascere l'eremo quindi conosco benissimo la situazione)
La casa natale dell'illustrissimo e amato Don Nicola Carbonara.
Un angolo sconosciuto delle nostre belle contrade
Visitate questo sito.
http://www.eremosantantonio.it/leremo.html
Complimenti per le riflessioni Geom Muolo.