Gentile Redazione,
a proposito del Pug, vorrei colmare una mia lacuna: non mi sono mai espresso abbastanza sulle destinazioni urbanistiche “appioppate” al nostro ameno agro dalle due ultime civiche amministrazioni. Lo faccio ora prendendo spunto dalla “proposta di delibera” e dalle relative considerazioni da parte di alcuni partiti dell’attuale minoranza politica, emerse nell’incontro di mercoledì sera tenutosi nella contrada Cozzana.
Ribadisco che le scelte fatte prima dal centrosinistra e dopo dal centrodestra, tecnicamente e generalmente parlando, non mi hanno convinto affatto per i famosi sette “vizi” capitali che lo hanno contraddistinto sin dalla sua nascita, il 21 dicembre 2007. Primo, per la superbia di aver regolata l’espansione della zona industriale verso il centro urbano, in dispregio della sicurezza dei cittadini. Secondo, per l’avarizia esercitata nell’aver concentrato aree edificabili e produttive sotto le catenarie delle linee elettriche ad alta tensione. Terzo, per la lussuria e il desiderio di dispensare aree per il divertimento collettivo al Capitolo. Quarto, per l’invidia provata nel non avere un proprio porto turistico e per averlo previsto in un sito sbagliatissimo quale è lo sfocio del torrente Ferraricchio. Quinto, per la gola che farebbe ai più nell’avere l’ex cava Spina per farne un faraonico porto canale a disposizione della cantieristica navale. Sesto, per l’ira di non aver saputo rivendicare alla regione Puglia un attracco per le navi passeggeri tanto da far decidere i destini del nostro scalo marittimo all’Autorità portuale del levante di Bari. Settimo, per l’accidia di essere caduti nella malinconia per non aver soddisfatto in pieno i diritti della popolazione rurale. E ora che siamo arrivati al tema, vengo al punto.
Per quanto riguarda il “lotto minimo” nelle zone agricole A e B, secondo me, funzionava bene così come era stato previsto dal prg Piccinato, cioè mq. 10mila nella prima (quale agricola vera e propria) e 20mila nella seconda (qualificata come area rurale vincolata), sennò che razza di zona agricola è se il lotto minimo non coincide almeno con l’unità coltivatrice stabilita dalla legge nella superficie minima di un ettaro? Ne consegue che è semplicemente assurdo prevedere in tali aree “nuovi edifici per attività commerciali, pubblici servizi, terziario ed artigianato”, soprattutto se si pensa che si potevano consentire tali attività (che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura) anche su lotti minimi di 1000 o di 2000 metri quadrati accorpabili a prescindere se da aziende o da semplici cittadini. Sulle aree SIC e in tutte le zone di valore ambientale e paesaggistico vigono le leggi di tutela regionale, perciò nessuno si poteva permettere di cambiarle a proprio piacimento, né prima né dopo. Per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso, beh!, devo dire che è meglio ora, d’altronde dove, se non in campagna, è più facile reperire 8mq. di parcheggi pubblici e privati per ogni 10mq di superficie utile lorda per svolgere attività diverse da quelle agricole? E, per finire alla possibilità di edificazione del cosiddetto “quarantesimo”, concessa dal centrosinistra a tutti e oggi limitata dal centrodestra agli agricoltori di fatto, ve lo immaginate cosa avrebbe comportato nelle campagne se fosse rimasta la prima possibilità? Tutto il territorio extraurbano, sommato alle vecchie aree residenziali tuttora in febbrile attuazione, sarebbe stato completamente sommerso dal cemento e sparita del tutto quella che oggi qualche nostalgico chiama agricoltura a chilometro zero, che meno male resiste ancora ai margini dei nostri ridenti centri di contrada, grazie all’operosità e coraggio di quei pochi contadini e pensionati di vecchio stampo rimasti. Per averne un “assaggio” consigliere chiunque ne avesse interesse a farsi una passeggiata proprio nel comprensorio dove si è tenuto l’incontro cui ho fatto riferimento: nella nostra incantevole e unica area dove già nell’Otto/Novecento i monopolitani amanti della bucolica campagna osarono edificare le loro prime residenze: la Cozzana.
Franco Muolo
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Commenti
Risparmiatevi anche le scenette, le finte guerre che ci propinate, sono nauseanti.
Chi lo ha approvato, nell'attuale forma ha tradito completamente quelle che erano le premesse di quando era opposizione, facendo molto peggio di quanto non avesse già fatto chi il PUG lo aveva inizialmente concepito e che pur sotto la spinta dei trattori in piazza, aveva accettato di modificare.
Mi meraviglio che ancora si continuino ad inseguire utopie, imponendo ad altri quanto non si farebbe in casa propria, senza alcuna considerazione per le future generazioni. Si continua a camminare con la testa girata all'indietro.
Le generazioni di vecchi contadini, abituati a lavorare lavorare lavorare ed accontentarsi di poco, di un tozzo di pane ed olive, non ci sono quasi più. I loro figli e nipoti hanno scelto di fare altro nella vita, ma vorrebbero poter continuare a vivere sulle terre dei loro avi, mantenendole vive, mentre molte ormai sono in abbandono.
Le splendide ville che oggi ammiriamo in cozzana e dintorni, non erano le case dei contadini indigeni, ma le case di campagna dei ricchi cittadini che vi dimoravano nei periodi estivi e magari sfruttando anche pesantemente gli indigeni, che allora come oggi non se le potevano e non se le possono permettere.
Saluti arrabbiati