Domenica 27 Maggio 2012
   
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COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ULIVI; PROPOSTA

Ulivo

Gentile Redazione,

a proposito degli ulivi monumentali, e della proposta del consigliere Leoci per rivedere la legge regionale n. 14/2007, gradirei che fosse ripubblicato un mio racconto apparso circa due anni fa su Repubblica Bari. Eccolo:

L’ulivo, patriarca vegetale per eccellenza, per centinaia d’anni in pianta stabile, ora viaggia. Sì, viaggia come un clandestino a bordo di grossi automezzi, lo sanno tutti ormai, e su questi occulti spostamenti si raccontano tante storie. Respingimenti “nordisti” per ora non se ne intravedono. Chissà quando finiranno questi furtivi trasferimenti che spesso avvengono alla luce del sole di Puglia, se mai finiranno.

Da qualche tempo notiamo ammassamenti di vecchi ulivi ben rasati e capitozzati ai margini di uliveti lungo le nostre strade, in attesa d’imbarco, che serviranno a raccontare altre storie in territori forse ostili. Per fare ammenda, anch'io avrei da raccontare una storia sull'infausto destino di questi autentici mostri sacri, la cui età si misura in secoli, divenuti purtroppo novelli migranti. Forse il primo espianto avvenne in agro di Monopoli nei primi anni Cinquanta, ma non servì per trapiantare al Nord un pezzo del nostro territorio, bensì a salvare dall'emigrazione una famiglia di coltivatori. Quella di mia nonna, già proprietaria del suo giardino di via Lepanto, su cui fu realizzato il noto edificio San Giuseppe, recentemente demolito per far posto a un nuovo complesso per civili abitazioni.

Timorata dalle imperanti autorità civili e religiose dell'epoca, fu costretta a cedere per pochi denari l'intero appezzamento, esteso poco più di un quarto di ettaro e unica fonte di sostentamento. Meno male che a mio padre venne l'idea di convertire quel magro introito nell'acquisto di un pezzo d'uliveto di terra rossa (ricca di ferro), della superficie di circa un ettaro e poco distante dalla città, con l'intento di trasformarlo in orto, giacché con la magra rendita del nuovo podere contenente una ventina d'alberi d'ulivi secolari fruttificanti un anno sì e un anno no non era possibile mantenere la famiglia. Bisognava assolutamente trasformarlo in orto per consentirvi la più redditizia coltivazione di verdure a ciclo trimestrale e, per farlo, non solo fu necessario abbattere quegli ingombranti alberi, ma trasportarvi anche il tipo di terreno vegetale adatto, la cosiddetta terra bianca (ricca di fosforo).

L'operazione praticamente consentì ai miei avi di non abbandonare la terra d'origine e al sottoscritto di raccontare oggi questa storia, esternata anche allo scopo di attirare l'attenzione del legislatore regionale affinché il divieto d'abbattimento dei nostri unici monumenti viventi (attualmente sacrificati per meno nobili scopi) venga esteso alla commercializzazione della terra del fondo su cui vegetano, senza la quale sarebbero come dei pesci fuor d'acqua.

Nella speranza che il buon Leoci voglia rimarcare e introdurre nel suo deliberando documento, da inviare alla regione Puglia, l’inserimento dell’ultimo capoverso di questa storia che pur mi appartiene intimamente.

Cordiali saluti,

Franco Muolo

VEDI ANCHE:

ULIVI: UNA DELIBERA PER RIVEDERE LA LEGGE REGIONALE

Commenti 

 
#25 massimodileo 2011-05-07 13:58
@monopolitano.docg
con tutto il riispetto per Giancarlo Bellantuono, ma parliamo di cose diverse, il maestro Balsamo è un artista di fama mondiale, i suoi ulivi di Monopoli sono presenti alla Bank of Tokio, a Parigi e in tantissime gallerie di tutt'Italia, ben altra cosa rispetto ad una pur apprezzabilissima foto.
cordialità
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#24 monopolitano.docg 2011-05-06 23:17
SECONDA PARTE:
Con questo ennesimo commento chiudo l’argomento sugli ulivi monumentali.
Sarò breve, almeno spero, ma non posso congedarmi da Voi senza informare tutti, proprio tutti, solo ora e in coda a ogni disputa. A Voi cittadini e a Voi Politici, di qualunque schieramento, dico che avete pensato di me come la persona egoista, la solita, che vuole “farsi i fatti suoi, che sgomita e poi, in fin dei conti, degli altri chi se ne frega”... mi dispiace ma così non è e lo dimostro subito.
Cari amici e nemici eventuali, tutti a prescindere sappiate, Voi che avete letto, apprezzato o criticato, che i commenti li ho scritti per Voi… solo per Voi, che subirete passivamente i vincoli, dall’oggi al domani, che non sto a ripetere o ad elencare… e nulla potrete, Vostro malgrado. Mi dispiace tantissimo ma sarà così.
Cittadini e Politici, V’informo che quella Legge Regionale, la 14/2007, che reputo ingiusta, non intaccherà minimamente le mie particelle e non mi vedrò alcun vincolo arrivare dal nulla, almeno credo. O meglio, potrà accadere ma sarò vigile per questa eventualità perché loro, per il censimento, si serviranno, senti senti, anche e addirittura di immagini scattate dall’alto.
Vi ho appena scritto che non sarò interessato dai vincoli in quanto:
- Due particelle contengono sia ulivi monumentali sia ulivi di quasi vent’anni di vita e la percentuale dei primi si attesta al 30% sul totale delle piante, ben lontana da quel 60% minimo. Pertanto entrambe le particelle rimarranno senza vincolo;
- Il secondo appezzamento, triplo del precedente, ha al suo interno solo due piante monumentali. In questo caso la percentuale delle monumentali, sulle totali, scende ancora e si attesta al 7%. Quindi anche in questo caso le particelle non subiranno vincoli.
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#23 monopolitano.docg 2011-05-06 23:17
PRIMA PARTE:
A seguire riporto fedelmente un estratto di poche parole che dice tutto, tutta la superficialità che la Regione sta per mettere in campo.
La riga che segue l’ho “beccata” per caso e direttamente dal sito ufficiale della Regione Puglia:
…(omissis)… è prevista anche l’acquisizione di dati telerilevati da piattaforma aerea o satellitare … (omissis)
Ora dico a Voi, cittadini e politici che mi seguite, ma si può arrivare a censire gli ulivi, nel rispetto della LR 14/07, utilizzando foto satellitari o aeree?... per me è roba da matti in quanto non è l’ampiezza della chioma che attribuisce la monumentalità a una pianta ma il suo diametro, a 130 cm dal suolo, che non può essere sotto i 100 cm. Stesso discorso vale per le piante con tronchi frammentati con non meno di 70 cm di diametro a 130 cm dal suolo.
Qualcuno della Regione, o chi si appresta al censimento per tramite di foto “telerilevate da piattaforma satellitare o aerea”, mi spieghi come faranno a misurare il diametro alle piante. Ribadisco e sottoscrivo il… roba da matti. Avete mai visto foto satellitari da Google Earth o dal Visual di Pagine Gialle?... secondo Voi si riesce a capire cosa?... In che modo si può procedere nell’attribuzione della monumentalità a una pianta?... che modo balordo… Sì, qualcuno mi dirà che ci saranno pure archivi d’immagini con una definizione diversa, ma dall’alto nulla può riuscire a misurare il diametro di un tronco… ma scherziamo?
Per questo la mia perplessità è totale.
Io, come detto, ho diverse piante di ulivo, effettivamente non monumentali, che hanno una chioma molto più ampia di altri esemplari, questi davvero monumentali. Cosa mi accadrà?... Quindi cosa mi combina la Regione?...
Ecco perché sarò vigile e quando un giorno vedrò le mie particelle in quelle liste, pubblicate sul B.U.R.P., dovrò fare ricorso, mi vedrò costretto e obbligato, entro i trenta giorni successivi alla pubblicazione.
Mi auguro di aver chiarito la mia posizione e che monopolitano.docg visibilmente agguerrito, che leggete nei precedenti, lo è stato e lo ha fatto per Voi, cari amici di campagna.
S.E.& O.

monopolitano.docg
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#22 GianniCapitanio 2011-05-06 18:23
Caro Franco,
io non sono pessimista, ma realista, da uomo che non ha vissuto solo nell'ambito del proprio cortile, ma ha girato il mondo, guardando e confrontandosi con le altre realtà. Tra questi alberi ci sono cresciuto e ci vivo tutt'oggi, pur non essendo agricoltore, ma solo figlio di agricoltore, io amo questa terra, la terra dei miei avi e quanto su di essa cresce, ma proprio per questo ribadisco l'assurdità della mole di divieti e vincoli che vi sono stati calati da una classe politica cieca ed ottusa, incapace di capire ed interpretare le specificità dei territori e le necessità dei suoi abitanti. Su questi territori, prima che lo scempio legislativo fosse messo in atto, sono nate realtà imprenditoriali che il mondo ci invidia, imprese che danno da mangiare a centinaia di famiglie, imprese che adesso non potranno più crescere a meno che non decidano di delocalizzare, si delocalizzare, l'altra sponda dell'Adriatico è molto vicina e tentatrice. Caro Franco ogni tanto un minimo di sano realismo non guasta.
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#21 alti i cuori 2011-05-06 17:26
monopolitano docg, per quanto concerne Le sue disamine tecniche sulla legge, riconfermo che andrebbe eliminato il punto 3 dell'articolo 2:
"Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60% di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale”

In quanto il legislatore con questo punto pone il vincolo di tutela e valorizzazione al paesaggio e non alla pianta di olivo monumentale, quindi è esattamente il contrario di quello che Lei dice. Quando termineranno il rilevamento e saranno trascorsi i giorni per produrre osservazioni, infatti, i CDU (certificati di destinazione urbanistica)rilasciati dall'UTC comunale riporteranno il Vincolo della 14/2007 con le piante indicate in mappa e qualora all'interno di una unità colturale (oliveto) ci saranno il 60% di piante monumentali, tutta la particella catastale sarà vincolata. Il vincolo non fa distinzioni ne per la qualifica del proprietario del fondo, ne per il contesto previsto dal Pug, sono tutti compresi... per attività di nuovo impianto, residenziale delle c.da, rurali (agricolo, ambientale e paesaggistico, multifunzionale 34/35 P).

Saluti
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#20 alti i cuori 2011-05-06 16:55
monopolitano docg, non ritengo il mio linguaggio offensivo e qualora Lei lo ritenesse tale me ne scuso, cercherò di essere più attento, comunque La invito a rileggere il Suo commento 17, che a mio parere (visto che mi è dedicato) è sembrato un pò "spocchioso" come se fosse "mammasantissima" a scriverlo. Nell'altro articolo su questo sito inerente allo stesso argomento (L. R. 14/2007 - Puglia), è stato pubblicato integralmente il corpo della delibera di consiglio comunale - atto d'indirizzo di cui Leoci è proponente. Nel mio commento 14 faccio una enunciazione secca, enunciazione che non potrà trovare nel provvedimento redatto dal Consigliere Leoci, così come non potranno trovare accoglimento tutte le Sue proposte che con legittima convinzione continua a fare. Non spetta a me fare didattica e spiegare cos'è un atto d'indirizzo, però se la volontà che Leoci si prefigge è quella di ottimizzare realmente lo strumento legislativo di cui trattasi, attraverso una nuova legge regionale a rettifica della vigente, ottenibile mediante una delibera condivisa e approvata da più amministrazioni comunali vittime della vincolistica della monumentalità dell'olivicoltura secolare in Puglia, e sentendo le rappresentanze di categoria, di certo il Consiglio Comunale non può ne votare emendamenti ad una legge sovraordinata, ne prendere una posizione definita senza aver ascoltato tutti i soggetti che dovranno sedere intorno al tavolo che auspicabilmente la Regione Puglia riaprirà per rivedere la legge. Spero che il mio scritto sarà utile e La invito ad essere meno fuorviante almeno quando i Suoi commenti sono diretti a me!

Cordialità,

alti i cuori
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#19 monopolitano.docg 2011-05-06 15:24
Signor “alti i cuori”, non faccio scuola a nessuno ma, in effetti, non so cos'è un Atto di Indirizzo... per favore, me lo può spiegare?
Mi consenta di aggiungere poche righe, ad integrazione del mio precedente.
Diciamo che la verità, in questo caso, sta nel mezzo.
Come detto la Legge è poco chiara e senza quel comma 3 all'art.2 diverrebbe un casino maggiore e soggetta ad interpretazioni varie... cosa che ogni Legge “deve” sempre escludere. Si sa che una normativa imperfetta è sempre da interpretare e la si applica, quindi, in modo iniquo, tipo la corrente alternata... non sono un elettricista e non so cos'è ma la parola è quella. Quindi le leggi ingiuste o poco chiare finiscono nei Tribunali. Le famose Sentenze sono una conseguenza, esattamente come quella da Lei accennata giorni fa del Tar Lazio sul diritto edificatorio negato e poi concesso a quel signore, non imprenditore agricolo.
Allora se proprio dobbiamo fare i farmacisti bisognerebbe tentare di eliminare, come Lei afferma, il comma 3 e poi di specificare, con un articolo aggiunto, che qualsiasi particella, tutte, con all'interno piante di ulivo monumentali, non subirà alcun vincolo di inedificabilità... anche con il 100% di ulivi monumentali. Subito dopo, a seguire, la possibilità, da concedere a tutti, di poter spostare, in caso di edificazione o quant'altro, le piante necessarie.
Ora Le darei ragione, ma solo ora.
Saluti sinceri e... non mi offenda che io, almeno io, non l'ho mai offesa.

monopolitano.docg
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#18 alti i cuori 2011-05-06 13:53
monopolitano docg, prima di fare scuola a Leoci farebbe bene a sapere cos'è una delibera di Consiglio Comunale - Atto di Indirizzo.
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#17 monopolitano.docg 2011-05-06 10:28
Signor #14 alti i cuori, lo sa che eliminando il punto 3 dell'art.2 di quella legge si peggiora la situazione e non serve alla nostra causa?... danno + danno aggiunto = disastro.
Lo dica al Consigliere Leoci, se per caso ha modo di vederlo... gli dica se può modificare già oggi l'atto di indirizzo e di considerare quello che sta per leggere.
Sì perché, se non ho capito male, la LR.14/07, tra l'altro poco chiara in alcuni punti, dice due cose, alquanto gravi ed inquietanti.
1 – che saranno vincolati tutti gli ulivi monumentali;
2 – che tale vincolo sarà posto anche sulle particelle, contenenti ulivi monumentali... “ma non su tutte”.
Il punto 3, che Lei vorrebbe eliminato, “serve” e... “salverà” quelle particelle, dal vincolo appunto particellare, che già alla data di pubblicazione sul B.U.R.P. , il 7/06/2007, avevano al loro interno una percentuale di piante monumentali, sul totale di ulivi presenti, non superiore al 60%.
Mi spiego meglio e Le confronto gli unici due casi, possibili e non immaginabili:
1° caso:
Particella con all'interno 100 ulivi di cui 50 monumentali e 50 giovani piante = particella alla quale “non si attribuisce il carattere di monumentalità”, secondo detta Legge;
2° caso:
Altra particella con all'interno 100 ulivi di cui 60 monumentali e 40 giovani piante = particella alla quale “si attribuisce il carattere di monumentalità”, pertanto vincolata totalmente, piante + terreno.
Alti i cuori, personalmente non ho letto tutti gli articoli della 14/07, quindi non ci metto la mano sul fuoco, ma non so, ai fini pratici, tecnici ed urbanistici, le conseguenze eventuali e cosa intendeva il legislatore, di sinistra... ma un valore e una differenza ci sarà.
Di certo una particella col vincolo di monumentalità io non l'acquisterei mai!
Pertanto il punto 3 esiste e dovrà rimanere, in quanto consentirà a tantissime particelle di “salvarsi”.
Conviene con me, ora e ancora?

monopolitano.docg
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#16 Franco Muolo 2011-05-06 08:08
Caro Gianni, ti vedo molto pessimista. Proprio tu che dovresti invece inculcare, col mestiere che fai, nei giovani, contadini o no, lo spirito di conservazione e tutela dei nostri uliveti secolari. Sai benissimo e lo spieghi adeguatamente e a ragion veduta, che se ci arrendiamo pure noi alla devastazione in atto nelle campagne i nostri nipoti rideranno di noi. Credo che ci voglia un po' più di coraggio nel propagare la difesa del territorio, soprattutto da parte nostra che abbiamo avuto la fortuna di viverlo integralmente. Coraggio, non ti arrendere adesso! Un caro saluto.
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#15 monopolitano.docg 2011-05-06 08:03
Signor massimodileo... buongiorno.
Non per sminuire le creazioni pittoriche del Balsamo, non ci proverei mai, ma conosce “l'Urlo dell'Ulivo” di Bellantuono?... che ne pensa?... sa cosa rappresenta?... deve sapere che Giancarlo ha esposto quella foto, unica e irripetibile, -e molte altre- alla Bit di Milano nel 2009 e lo stesso ha partecipato alla Fiera del Libro di Campi Salentina, nel leccese, a fine 2010 e lì tappezzò una intera parete -grandissima-, dall'alto al basso, con quelle foto che non hanno tempo e che fanno davvero sognare.
Io, è il caso di dire, a Campi c'ero e forse il grande Giancarlo ricorderà di me, di un monopolitano come lui in terra salentina o... in Terra d'Otranto, se proprio dobbiamo rispolverare un pò di storia.
Un grazie particolare per la pubblicità che fa del nostro territorio e delle nostre “sauro-piante”

monopolitano.docg
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#14 alti i cuori 2011-05-06 01:05
Andrebbe eliminato il punto 3 dell'articolo 2:
"Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60% di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale”
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#13 massimodileo 2011-05-05 20:23
voglio intervenire solo per ricordare i meravigliosi ulivi monumentali di monopoli che girano il mondo nei quadri di renato Balsamo che abbiamo avuto la fortuna di ammirare in una mostra al castello 2 anni fa.
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#12 GianniCapitanio 2011-05-05 17:35
Tranquilli, non vi accapigliate, ulivi monumentali si, ulivi monumentali no. Tra un decennio, spariti gli ultimi anziani che oggi ancora se ne prendono cura senza badare a quanto gli costa, molti saranno gli appezzamenti che verranno abbandonati a loro stessi. Appetitose prede di un rinascente latifondismo. Qualche strenuo sostenitore di divieti a casa altrui, si faccia un giro nell'agro e veda in quali condizioni esso e ridotto. Rimango del parere che era meglio averli vivi e vegeti, amati e coccolati, in qualche villa al nord che non morti lungo qualche confine o muretto perimetrale. Più che protezione degli ulivi, la chiamerei la strage degli ulivi. Che triste destino.
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#11 Franco Muolo 2011-05-05 16:26
Caro Angelo, poche o assai, quei "mostri" rappresentano per me un fascino indescrivibile, perciò vanno rispettati e conservati a ogni costo, se non si vogliono cambiare definitivamente i connotati al nostro territorio, in particolare alla "marina" tanto cara ai nostri avi. Intanto mi duole registrare che dagli elenchi recentemente pubblicati manca completamente tutta la zona ulivetata a nord-ovest della città: come mai?
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#10 io cero 2011-05-05 15:19
infatti caro franco devo proprio dare ragione a lamanna venga a vedere a monopoli sud periferia per non dire alle porte si affacci dal parete che fiancheggia la strada all'altezza dello svincolo per s stefano e conti in quel piccolo podere che appartiene a mio suocero quanti ulivi secolari ci sono ...credo ne conterà parecchi...uno in particolare è il più bello pensi che per abbracciare il tronco cè bisogno di 10 persone...spero proprio che gli incentivi per questi monumenti arrivino al più presto
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#9 monopolitano.docg 2011-05-05 15:11
Signor Franco in effetti è così. A Monopoli gli ulivi monumentali stanno dappertutto o meglio “sùzz sùzz”. Nella piana sono da considerare tutti monumentali in quanto o hanno diametro superiore ai 100 cm, a 130 cm dal suolo -quindi monumentali a tutti gli effetti- oppure hanno un tronco frammentato e con diametro di almeno 70 cm, sempre a 130 cm dal suolo -anch'essi classificati monumentali-.
Quindi si salverebbero solo pochissimi esemplari nella piana, dal censimento, e molte altre presenti oltre il gradone murgiano, dove il diametro difficilmente va a superare i 70 cm. Parliamo delle contrade più lontane a confine con i territori di Castellana, Polignano e Alberobello.
Per comodità allego integralmente il solo articolo 2 della Legge Regionale 14/2007 che parla, appunto, delle dimensioni minime, tali da classificare e definire le piante monumentali.
Art. 2
(Definizioni)
1. Il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di ulivo possiede età plurisecolare deducibile da:
a) dimensioni del tronco della pianta, con diametro uguale o superiore a centimetri 100, misurato all’altezza di centimetri 130 dal suolo; nel caso di alberi con tronco frammentato il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero;
b) oppure accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche.
2. Può prescindersi dai caratteri definiti al comma 1 nel caso di alberi con diametro compreso tra i centimetri 70 e 100 misurato ricostruendo, nel caso di tronco frammentato, la forma teorica del tronco intero nei seguenti casi:
a) forma scultorea del tronco (forma spiralata, alveolare, cavata, portamento a bandiera, presenza di formazioni mammellonari);
b) riconosciuto valore simbolico attribuito da una comunità;
c) localizzazioni in adiacenza a beni di interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137).
3. Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60 per cento di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale.
All'indirizzo seguente chi vuole può trovare la Legge integrale n.14 del 04/06/2007 (pubblicata sul B.U.R.P. n.83 del 07/06/2007 – Supplemento 1):
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=s1-1.htm&anno=xxxviii&num=83
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#8 lamanna 2011-05-05 13:41
caro farnco,
consentimi, nella "marina", sono più le piante con caratteristiche "monumentali che quelle no.
ti assicuro, sono tutt'altro che alcune.
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#7 Franco Muolo 2011-05-05 12:53
Caro io cero, io c'ero, da bambino, quando mio padre spiantò quei pochi "monumenti" ingombranti per fare spazio alle colture "terra terra" e non capivo perchè lo faceva. Ci sono oggi, ultrasessantenne, e mi pare di aver capito che spostandoli si rischia il non riattecchimento se mancasse il loro speciale substrato. Perciò ho proposto che, nel caso, almeno si spostino le piante con il terreno sottostante, in caso contrario s'imponga il divieto. Non tutti gli ulivi sono considerati monumentali, ma soltanto alcuni esemplari aventi caratteristiche imposte dalla legge regionale 14/2007 e, per questi, mi risulta che si stanno studiando formule incentivanti il loro difficile mantenimento. So che alcuni agricoltori del Salento ne hanno ideato l'allevamento a distanza tramite Internet. In Alto Adige, località molto più ricche delle nostre, lo fanno già da diversi anni con il melo e la vite. Speriamo bene! Mi risulta che Leoci sia un grande esperto della materia e credo che ne capirà l'importanza. Saluti.
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#6 alti i cuori 2011-05-05 12:05
Torniamo alla discussione...
Inoltre ritengo non sufficienti le azioni di promozione Titolo III della L. R. n. 14/2007, nonché i fondi stanziati dall’ente regionale e gli incentivi previsti dal PSR 2007/2013 Regionale per fronteggiare ai vincoli produttivi alle aziende agricole.
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