Gentile Redazione,
come scrivevo circa un anno fa a proposito di Pug, anche in questo turbolento periodo di crisi economica alcuni giornali locali sembrano osservare lo svolgersi di diatribe politiche che non aiutano di certo il normale conseguimento dei bisogni collettivi. E ciò m’induce a sintetizzare un altro amarcord sulla pianificazione urbanistica generale di questa città. Dicevo che sono cambiate le regole, ma queste sembra che stentano ancora a rinnovare tutte quelle operazioni politico-previsionali e politico-attuative in rapporto agli interessi generali che coinvolgono gli abitanti tutti. L’occasione mi è stata data la scorsa settimana durante la cerimonia di inaugurazione del fine lavori del secondo lotto della lama Belvedere. Presenti il Sindaco, l’Assessore al ramo, pochi cittadini e un gruppo rappresentativo del comitato interpartitico (compreso il sottoscritto) costituitosi una dozzina d’anni fa per la salvaguardia della lama e del suo importantissimo alveo.
Come si sa il Prg del prof arch Luigi Piccinato, adottato dal Consiglio comunale nel 1975 e definitivamente approvato nel 1977, aveva introdotto un’idea di città moderna e una sua logica progettuale (quella dell’inserimento di verdeggianti passaggi pedonali che, nell’intenzione del progettista, avrebbero avuto lo scopo di mettere in comunicazione le varie aree edificatorie per ridurre l’uso dei mezzi di trasporto), tanto che fu subito definito “piano verde”, per come sembrava diverso e molto più articolato e innovativo del precedente. Nello stesso tempo, però, aveva previsto la costruzione di un grande viadotto a quattro corsie, sorretto da piloni in cemento armato da conficcare proprio nell’alveo del torrente Ferraricchio che attraversa la nostra lama. Tutto ciò, di contro, doveva servire ad agevolare i flussi di traffico automobilistico in entrata e in uscita dalla città, senza pensare che quella gigantesca struttura viaria avrebbe potuto sconquassare quella importante e rigogliosa depressione. Correva l’anno 1999, e propriamente il 3 dicembre, quando nell’auditorium del polivalente scolastico provinciale, sito in via San Marco, si teneva il primo convegno ufficiale del comitato che proponeva alla cittadinanza la salvaguardia della lama e, contemporaneamente, all’amministrazione comunale pro-tempore la cancellazione della strada dal Prg per salvare la lama stessa da sicura distruzione. Al sindaco, prof Walter Laganà, che guidava un’amministrazione di centrodestra e che in un primo momento lui per primo era contrario a quella modifica urbanistica, furono date tutte le spiegazioni tecniche e socio-logistiche che giustificavano la variante al piano Piccinato. Per fortuna la lungimiranza di quel primo cittadino, nel cambiare subito idea a favore della proposta di tutela della lama, fece da stura al problema e oggi possiamo dire soprattutto grazie a quell’amministrazione (da ricordare lo storico viaggio in pulman a Roma di un manipolo di componenti del comitato per sostenere la causa e la necessità di tutelare una “lama urbana” presso il ministero dei Beni culturali in compagnia dell’allora geom. Masi in qualità di assessore ai LL.PP. e Urbanistica) il nuovo Pug del prof Federico Oliva abbia potuto recepire quel verde bisogno per la città di Monopoli.
Sono certo di poter confermare, come ha dichiarato il sindaco Emilio Romani dopo il taglio del nastro, che tutte le amministrazioni succedutesi, chi più chi meno, hanno contribuito alla realizzazione di questo “bisogno verde” per la città. E un grazie, in questo caso, sento di esprimerlo anche a favore dell’assessore Alberto Pasqualone che, sia pur timidamente, ha capito che l’interesse generale viene prima di tutto. Anche se il timido invito all’evento avrebbe potuto investire la partecipazione della cittadinanza in maniera più eclatante. Non fosse altro per far capire che, quando si vuole, gli errori tecnici o, se vogliamo, gli orrori distruttori di un’affrettata pianificazione urbanistica generale si potrebbero correggere anche con il consenso di tutti.
Franco Muolo
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Commenti
Mio cugino, credo, non facesse riferimento ad eventuali problemi idrogeologici. Semplicemente lui , passando davanti a quella lottizzazione, si era sgradevolmente sorpreso di come fossero state disposte le palazzine in spazi così angusti. Obiettivamente mi sorprendo anche io.
Voglio raccontarle un aneddoto, successo a me.
Questa estate è stato mio ospite un cugino che lavora e abita a Neuchatel.
Una mattina siamo andati a fare un giro in bici verso la strada di mare; giunti un po' oltre alla diramazione per i campi alternativi ho visto che si è fermato. Pensavo fosse interessato a veder fabbricare un muretto a secco che stavano facendo gli operai (da loro i muretti a secco non esistono).
Mi guarda e indicando la lottizzazione S. Francesco dice "Da noi se un amministratore autorizzasse una cosa del genere andrebbe in galera senza passare dal via". Lui,come avrà capito, è anche un appassionato del gioco del Monopoli.
Le è piaciuto l'aneddoto? E' un fatto realmente accaduto.
Mi vengono i brividi anche a pensare che c'era il rischio - come lei dice- che lottizzazioni come quella venissero replicate.
A questo punto rivaluto Federico Oliva.
Ricambio il saluto.
Franco Muolo
io dcio banalita'????Non ho detto io che la lama era meglio prima!!! Setu avessi detto che si poteva fare meglio non ti avrei disurbato professsooreeeee dei miei stivali! ma dire che era meglio prima va anche oltre la banalita'!!!
Sì, veramente.
Senti, di spiegarti queste banalità non ho davvero voglia. Spero solo tu abbia il tuo ritorno a scrivere queste amenità. Se difendessi come me nient’altro che il buonsenso nelle scelte di un'amministrazione pubblica, non saresti contento di come hanno (in malo modo) speso i TUOI SOLDI. Ma tant'è.
Divertiti pure, io cerco di confrontarmi con serietà.
P.S.
Se ti capita, ogni tanto, cerca di sfogliare un dizionario, magari impari a scrivere il plurale di "erbaccia".
la lama era bella????????????
Quella che volgarmenete i monopolitani chiamavano "la mena"???Quella piena di topi ed erbaccie????? Ma veramente?????
Mi spiegate per cortesia cosa c'è di bello? La mano dell'uomo ha rovinato quel posto.
Rimane un parco brutto, realizzato malissimo.
Notar perchè dobbiamo distruggerlo? Ci terremo, come sempre, la solita bruttura. Qui da noi, purtroppo, funziona così.
Alla domanda: Cosa pensa il Comitato di questo primo lotto? Alcuni cittadini ritengono vi sia stato un eccessivo uso del cemento…
Lui risponde:Il Comitato ha sempre considerato quella appena inaugurata come la parte a maggiore valenza di giardino urbano, perché la meno ricca di valenze naturalistiche. In questo momento, uno degli elementi fondamentali era garantire la piena accessibilità di questa parte del Parco a chiunque… disabili, passeggini, anziani, bambini, con l’obiettivo di restituirlo alla città. Non nego che avremmo preferito un intervento “più leggero” sul sito ma per questi motivi, che corrispondono ad altrettante esigenze tecniche, abbiamo rispettato la visione progettuale del tecnico (l’arch. Gianni Muolo) che ha ricevuto l’incarico del progetto esecutivo.
Sottolineo che il progetto originario prevedeva anche l’accesso da Via S.Anna (a fianco all’attuale ingresso dell’ospedale), l’individuazione più chiara ed evidente degli accessi esistenti e un maggior arricchimento qualitativo e quantitativo della presenza vegetazionale.
Ma...
Purtroppo l’acquisizione, in fase successiva, di molte aree inizialmente private ha comportato una diversa distribuzione delle risorse a disposizione. A un certo punto le risorse erano le stesse, ma le aree annesse erano aumentate. E il tecnico ha dovuto dare precedenza a qualcosa e penalizzare inevitabilmente qualcos’altro.
Il Parco ha una storia lunga e travagliata alle spalle e purtroppo, in mancanza di una sensibilità continua sul tema, non tutti gli iter burocratici sono proseguiti in maniera ordinata.
A che punto sono le procedure per il secondo e il terzo lotto?
Il secondo lotto consisteva nell’esproprio delle aree ancora private del parco, ed è stato completato. Il terzo lotto riguarda la zona a maggior valenza naturalistica e a breve sarà consegnato il progetto esecutivo da parte dello studio “Serpenti” di Bari, incaricato della progettazione esecutiva.
Per chi ne ha la possibilità, può andare sul profilo di facebook del parco, e cercare "Parco Lama Belvedere", in cui ci sono 3 interessanti foto dove viene illustrato il progetto.
MI SAI CHE SEI DISINFORMATO...PUOI TRANQUILLAMENTE TROVARE L'INTERVISTA DEL COMITATO CHE SI CONGRATULA E FESTEGGIA PER L'APERTURA DEL PARCO!
ora distruggiamolo
o ci costruiamo la strada come volevano fino al 1999
E' stato un bene inaugurarlo in anticipo in modo da poterne già usufruire.