
L’iniziativa, puzza di una fragranza propinata per noi terroni!
Gentile Redazione,
circa un anno fa scrissi che lo scalo ferroviario monopolitano soffriva (e soffre tuttora) di una desertificazione congenita. Salvo la frequentazione di un nugolo abituale di pensionati e, di tanto in tanto, di un raccattatore di cicche e cartacce, le banchine passeggeri sembrano deserte. Deserto appare lo scomodo (a causa di alti disagevoli gradini e di lunghissime rampe per disabili) tunnel sotterraneo, imbrattato d'inspiegabili decorazioni pittoriche murarie, ritenuto altamente pericoloso, visto che agilissimi viaggiatori preferiscono attraversare direttamente i binari mettendo a repentaglio la loro vita. Deserti sembrano anche i vecchi e nuovi uffici, visto che non si nota ombra di personale nel loro interno perché le manovre sono governate dai computer. Deserto è pure l’ampio ex parco ferroviario per scalo merci situato a margine lungo la via Canonico del Drago laddove, per intenderci, il Comune mira a costruire un mega parcheggio da porre a servizio del (futuro!?) teatro Radar. L’unica oasi presente nell’intero complesso è il Bar della Stazione, sempre affollato non tanto dai passeggeri in transito quanto da un pubblico cittadino che, a ragion veduta, ne apprezza il gran servizio e le sue ottime leccornie. Questo e altro ancora descrivevo, a quel momento, come in un noioso “film” già visto. Ma oggi 16 gennaio 2012, guardate un po’ (ho fatto appena in tempo ad accorgermene), nella sala d’aspetto risulta piazzato un televisore a muro che proietta film di cortometraggio per alleviare, si dice, l’attesa dei viaggiatori, però solo dal 4 gennaio a oggi, come sta scritto sulla locandina sottostante. Noto anche che la visione dei film si svolge (o si e svolta) 24 ore su 24, mah!, allora i treni non passeranno più? Mi sa tanto che l’iniziativa, come l’altra dei monitor spenti sistemati negli uffici postali, puzza di una fragranza propinata per noi terroni!
Mi chiedo ora a cosa sia servito se da domani tutto dovrà ritornare come prima. Cioè il deserto nel nostro scalo ferroviario! Forse Rete Ferroviaria Italiana pensa che con tale contentino vuol farci dimenticare presto la drastica soppressione dei treni notturni Lecce Milano, Lecce Bolzano e altri ancora? Lo sa RFI che quei treni notturni servivano ai lavoratori pendolari che “sgobbano” cinque giorni cinque alla settimana nei cantieri della Lombardia, dell’Alto Adige e di tante altre località situate oltre lo snodo ferroviario di Bologna, che ogni venerdì sera ritornavano “giù” al Sud per poi ripartire la domenica sera per trovarsi di buon mattino sul posto di lavoro il lunedì successivo, perché non si possono permettere il lusso di passare il week-end “su” al Nord? Lo sa la RFI che anche la massiccia emigrazione dei professori, che dalla Puglia vanno a svolgere la loro difficile professione nelle scuole delle città e delle montagne dell’alta Italia, serviva a far riempire quei treni notturni a Natale, a Carnevale, a Pasqua e durante i “ponti” scolastici per consentire loro di tenere ben salde le radici con i paesi di provenienza? Caro Assessore alle Infrastrutture strategiche e alla Mobilità della Regione Puglia, va benissimo che la cultura sia diffusa anche in uno spazio pubblico considerato spesso un non luogo, dove l’attesa può trasformarsi in una piacevole scoperta. Ma a me, e credo anche a tutti quegli operai viaggiatori indefessi e professori emigratori, questa effimera diffusione culturale mi sembra quasi una beffa che si unisce al gravissimo danno conseguente alla soppressione di quei treni della notte. E meno male che il governo italiano è formato da illustrissimi professori! Sennò chissà che altro “film” dovremmo vedere!
Franco Muolo
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Commenti
Le consiglio di leggere la LETTERA giunta in Redazione, che comincia con un educatissimo "Gentile Redazione", appunto.
C'è una piccola differenza tra una lettera (riflessione di un lettore) ed un articolo.
Cordialità
nn si hanno idee allora si fa di tutto per pubblicare un pseudo notizia???
Allargate i vostri orizzonti.